Sica: la cessione dei crediti è solo un primo passo, patrimonio e cedole al centro del futuro di Bff

Giuseppe Sica, alla guida di Bff Bank da poco più di un semestre, definisce le operazioni compiute come «passi tattici» e chiarisce che la priorità ora è portare avanti interventi più strategici per garantire la continuità aziendale e tornare a distribuire dividendi, mantenendo livelli patrimoniali ben al di sopra dei minimi regolamentari.

Il consiglio di amministrazione continua a valutare le offerte non vincolanti ricevute da diversi potenziali acquirenti: tra i nomi più citati figurano Amco, Bper, CF+, Cerberus, Sella e talvolta Banco Bpm. Nel frattempo soci di minoranza hanno sollevato richieste precise, come evitare cessioni svantaggiose delle posizioni deteriorate in portafoglio.

Giuseppe Sica ha dichiarato:

“La banca ha ricevuto diverse offerte, non vincolanti, e il cda sta continuando ad esaminarle. È importante sottolineare la parola non vincolanti, perché vuol dire che sono soggette a condizioni, analisi e noi stiamo valutando le condizioni.”

Operazioni recenti e cessione crediti

Il consiglio di amministrazione ha autorizzato la cessione di un portafoglio di crediti scaduti verso la Pubblica Amministrazione in Italia e in Spagna a un fondo di investimento. Il valore contabile di questo portafoglio è pari a circa 127 milioni di euro e, secondo il management, la transazione è strutturata in modo da migliorare i parametri patrimoniali e riportare i valori in linea con quelli precedenti alla ricalificazione disposta da Banca d’Italia.

Giuseppe Sica ha spiegato:

“È un’operazione molto importante: vendiamo una parte rilevante dei crediti verso enti in difficoltà in Italia e cediamo a valori leggermente superiori a quelli di bilancio gli interessi di mora che vantiamo in Spagna. Abbiamo già l’accordo con il fondo che si impegna a comprarli anche in futuro. La riclassificazione che la Banca d’Italia ci aveva imposto a marzo aveva creato un livello ‘past due’ in Spagna dieci volte superiore a quello storico. Con questa operazione torniamo ai livelli pre-Bankitalia.”

Derisking e rifinanziamento

Secondo il management, gli investitori istituzionali sollecitano accelerazione nelle operazioni di derisking per agevolare un futuro accesso al mercato del debito: entro aprile dell’anno prossimo la banca dovrà infatti rifinanziare circa 450 milioni di euro di debito.

Giuseppe Sica ha aggiunto:

“Ho fatto decine di incontri con investitori istituzionali che mi chiedono di accelerare il più possibile sulle operazioni di derisking, perché poi sarebbe più semplice accedere al mercato del debito. Da qui ad aprile dell’anno prossimo dobbiamo rifinanziare 450 milioni di debito. Ascoltiamo tutti e ci confrontiamo con tutti gli investitori, ma abbiamo il compito come manager di garantire la continuità aziendale.”

Il tema dei requisiti patrimoniali resta centrale, soprattutto alla luce del calendar provisioning che incide sui coefficienti: l’operazione Italia-Spagna dovrebbe liberare oltre 60 milioni di capitale in prospettiva e, assieme a un’operazione su BTp realizzata a luglio, avrebbe già generato più di 100 milioni di capitale complessivo.

Giuseppe Sica ha sottolineato:

“Resta lo scoglio del 2027 e 2028 e quello della continuità aziendale. Guardiamo con un po’ più di tranquillità al futuro, ma siamo coscienti che dobbiamo fare altro. Il nostro obiettivo non può essere solo rispettare i ratio di Vigilanza per i prossimi anni: siamo una banca, dobbiamo avere livelli ben superiori ai minimi e pagare i dividendi. Il business model deve diventare sostenibile ovunque, come già avvenuto in Spagna.”

Operazioni future: cartolarizzazione da 1,2 miliardi

Tra le maxi-operazioni prese in considerazione figura una possibile cartolarizzazione di portafogli per un valore indicativo di circa 1,2 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è creare valore per gli azionisti e rimuovere i dubbi relativi alla continuità aziendale, attraverso soluzioni che riducano il rischio e rafforzino la struttura patrimoniale.

Giuseppe Sica ha commentato:

“Alcuni azionisti ci hanno chiesto di cedere parti del business. Noi abbiamo fatto meglio perché, senza cedere nulla, abbiamo creato capitale mantenendo la redditività di quel business: abbiamo venduto 127 milioni di crediti con un impatto minimo.”

Contesto e implicazioni per il sistema

Bff Bank, nata dall’attività di recupero e gestione di crediti verso la Pubblica Amministrazione (storicamente conosciuta come ex-Farmafactoring), svolge un ruolo significativo nel mercato dei crediti deteriorati e dei servizi finanziari legati agli enti pubblici. Le scelte sul derisking, sulle cartolarizzazioni e sulle possibili alleanze strategiche non riguardano solo l’istituto: influenzano la percezione degli investitori sul settore e la capacità del gruppo di rifinanziarsi a condizioni competitive.

Se la banca riuscirà a consolidare il capitale e a dimostrare un modello redditizio e replicabile, l’accesso al mercato del debito diventerà più semplice e meno costoso, con effetti positivi sulla sostenibilità finanziaria e sulla remunerazione degli azionisti. Al contrario, una gestione conservativa delle cessioni e una negoziazione attenta delle offerte rimangono fondamentali per evitare svalutazioni e perdite patrimoniali.

In sintesi

  • La strategia di Bff Bank mira a migliorare i coefficienti patrimoniali senza depauperare il business: questo approccio può preservare la redditività ma richiede capacità di esecuzione e fiducia degli investitori.
  • Un’accelerazione del derisking e la concreta attuazione di una cartolarizzazione da 1,2 miliardi potrebbero abbassare il costo del debito e ampliare le opzioni di rifinanziamento sul mercato.
  • Per gli investitori italiani, il successo delle operazioni avrà ricadute sul settore finanziario nazionale: riduzioni strutturali del rischio credito migliorerebbero la stabilità del sistema bancario e la liquidità dei mercati.
  • La negoziazione delle offerte e la governance del processo di vendita saranno determinanti per evitare sconti eccessivi e per massimizzare il valore per gli azionisti, mantenendo al contempo la sostenibilità del modello operativo.


Author: Tony
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