Intelligenza artificiale, a Bari imprese e ricerca discutono la nuova politica industriale
- 25 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Trasformare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in crescita, produttività, competitività e autonomia tecnologica. È la sfida al centro di Feuromed Future Lab 2026, la giornata dedicata a “Intelligenza Artificiale e nuova politica industriale” ospitata venerdì 25 settembre dalla Fiera del Levante di Bari.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, imprese, università, centri di ricerca ed esperti per discutere non soltanto gli effetti tecnologici dell’AI, ma soprattutto le conseguenze sull’industria, sui servizi, sull’organizzazione del lavoro e sulle scelte di politica economica dei prossimi anni.
Il confronto ha guardato all’Italia e all’Europa, con un’attenzione particolare al Mezzogiorno, chiamato a ritagliarsi un ruolo nella nuova geografia delle infrastrutture digitali, dei data center e degli investimenti tecnologici.
Dalla ricerca alla competitività delle imprese
Ad aprire i lavori è stato Mario Aprile (in foto), presidente di Confindustria Bari e BAT.
Tra i primi temi affrontati, il rapporto tra robotica e intelligenza artificiale, analizzato da Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, con particolare attenzione alle trasformazioni destinate a interessare industria, servizi e vita quotidiana.
Sul collegamento tra ricerca e sistema produttivo sono intervenuti anche Manuel Roveri, professore ordinario del Politecnico di Milano e vice-direttore del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, e Michele Ruta, professore ordinario dell’Università degli Studi di Bari.
Al centro del confronto la capacità di trasformare conoscenza scientifica e innovazione in applicazioni industriali, prodotti e maggiore produttività, riducendo la distanza tra laboratori di ricerca e aziende.
Alla discussione ha partecipato anche Luciano Violante, già presidente della Camera dei Deputati.
AI, cybersecurity e sovranità tecnologica
Una delle principali questioni affrontate riguarda la sicurezza dei dati e delle infrastrutture digitali, sempre più strettamente collegata alla competitività industriale.
Su questo fronte è intervenuto Carmelo Antonio Ardito, professore ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni al Politecnico di Bari e direttore del nodo locale del CINI Cybersecurity National Lab.
Il tema della sovranità tecnologica assume un peso crescente in un contesto nel quale modelli di AI, capacità di calcolo, cloud, semiconduttori e infrastrutture digitali diventano asset strategici non soltanto per le imprese ma anche per i sistemi economici nazionali.
Il nodo è quindi quello di costruire capacità tecnologiche proprie senza rinunciare all’integrazione nei mercati europei e internazionali.
L’AI come leva di politica industriale
Il confronto si è poi concentrato sul rapporto tra intelligenza artificiale e politica industriale.
Tra gli interventi quello di Andrea Pagnin, Chief Business Officer di Generative Biotics, nell’ambito della discussione sulla capacità delle imprese di trasformare l’adozione dell’AI in investimenti, crescita della produttività e creazione di nuovo valore.
La questione riguarda soprattutto la velocità con cui il sistema produttivo italiano riuscirà a integrare queste tecnologie nei processi aziendali, andando oltre le sperimentazioni e sviluppando applicazioni capaci di incidere concretamente sui costi, sull’efficienza e sull’innovazione di prodotto.
Benifei: regolazione e competitività devono procedere insieme
Un altro capitolo centrale è stato dedicato alla governance dell’intelligenza artificiale e al rapporto tra regolazione e capacità competitiva delle imprese europee.
Tra i protagonisti Brando Benifei, eurodeputato e relatore del Parlamento europeo sull’AI Act, e Andrea Zincone, partner di Eversheds Sutherland Studio Legale.
Il confronto ha riguardato l’evoluzione della strategia italiana ed europea per l’AI e la necessità di trovare un equilibrio tra tutela dei diritti, sicurezza, certezza delle regole e capacità delle aziende di innovare senza accumulare uno svantaggio competitivo rispetto a Stati Uniti e Asia.
Data center e infrastrutture, la partita del Mezzogiorno
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del Sud nella nuova geografia digitale europea.
Data center, disponibilità di energia, reti digitali, competenze specialistiche e capacità di attrarre capitali sono infatti destinati a incidere sulla localizzazione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.
Il tema è particolarmente rilevante per il Mezzogiorno, che può sfruttare posizione geografica, infrastrutture energetiche e collegamenti con il Mediterraneo per attrarre una parte crescente degli investimenti tecnologici.
Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Angelo Brutto, consigliere della Regione Calabria; Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia; Gianluigi De Gennaro, responsabile scientifico del CeRBA e professore associato dell’Università di Bari; Ignazio Macaluso, Associate Director Risk Management e AI Innovation Lead for Italy di Turner & Townsend; e Daniele Petecchi, Global Head of Data, AI and R&D Solutions di Pirelli.
Il ruolo del Mezzogiorno e dei data center figura tra i temi centrali indicati anche nel programma ufficiale dell’evento.
Greco: strategia nazionale e competenze al centro
A completare il quadro scientifico e istituzionale è intervenuto Gianluigi Greco, rettore dell’Università della Calabria e coordinatore del Comitato di esperti del Governo per la Strategia Nazionale sull’Intelligenza Artificiale.
Al centro il tema delle competenze, della ricerca e della capacità del sistema italiano di dotarsi di una strategia che colleghi formazione, infrastrutture, investimenti privati e politica industriale.
La giornata si è chiusa con una riflessione sulle prospettive del Paese e sulla necessità di costruire un ecosistema capace di tenere insieme innovazione tecnologica, crescita economica, lavoro e formazione.
Tra gli interventi conclusivi quelli di Marco Bentivogli, coordinatore di Base Italia, e Patrizio Bianchi, già ministro dell’Istruzione, nell’ambito del confronto sulla costruzione dell’Italia dell’intelligenza artificiale.
Il messaggio emerso dai lavori è che la sfida dell’AI non riguarda più soltanto l’adozione di nuove tecnologie: passa dalla capacità di trasformarle in produttività, investimenti e autonomia industriale, evitando che il sistema produttivo italiano resti soltanto utilizzatore di piattaforme sviluppate altrove.