Banca di Corea indaga sull’esposizione delle banche ai furti informatici di criptovalute

Bank of Korea ha avviato un sondaggio fra istituti finanziari per valutare i rischi legati alle attività in asset virtuali, chiedendo in che modo banche e broker sarebbero colpiti da un grande attacco informatico a un exchange, da un crollo di mercato o da perdite significative subite da un’altra istituzione finanziaria.

La revisione e gli scenari valutati

L’indagine, condotta su 18 banche e 13 società di intermediazione, include domande relative al personale e ai budget dedicati alle attività in asset virtuali, alle linee di business sviluppate e alle motivazioni che hanno spinto le singole entità a entrare nel mercato delle criptovalute. Viene poi chiesto l’ammontare degli investimenti in società crypto nazionali e estere.

Tra gli scenari ipotizzati figurano la sospensione temporanea delle operazioni del più grande exchange del paese a seguito di un grave attacco informatico, un forte crollo dei prezzi delle criptovalute seguito da una fase prolungata di bassa attività di scambio, e l’impatto sistemico nel caso in cui un’altra istituzione finanziaria subisse perdite rilevanti legate al mercato digitale.

Un attacco esemplare: il caso Binance

La raccolta di informazioni è iniziata prima del furto da 6,3 miliardi di dollari che ha colpito Binance, ma quell’episodio evidenzia chiaramente il tipo di rischio oggetto di analisi. Le autorità degli Stati Uniti hanno attribuito l’attacco a hacker della Corea del Nord, sottolineando come eventi di grande entità possano avere ricadute transfrontaliere.

Test sui stablecoin e ruolo delle banche

Contemporaneamente, diverse realtà finanziarie della Corea del Sud hanno proseguito i pilota sui stablecoin. Il gruppo KB Financial Group ha completato in maggio un test su uno stablecoin denominato in won, mentre Kakao Pay e KakaoBank hanno avviato collaborazioni tecnologiche con Fireblocks per esplorare infrastrutture digitali.

La Bank of Korea ha spinto per un’emissione di stablecoin guidata dagli istituti bancari, ma il confronto su quali soggetti dovrebbero essere autorizzati a emetterli ha rallentato l’approvazione del previsto quadro normativo, identificato come Digital Asset Basic Act.

Bank of Korea ha dichiarato:

“Le istituzioni finanziarie stanno predisponendo le proprie misure, anche se la normativa sugli asset virtuali procede più lentamente rispetto alle aspettative del mercato.”

Rafforzamento della sicurezza informatica

Le autorità di regolamentazione hanno intensificato i controlli sulla cyber-sicurezza: è stata riscontrata la necessità di miglioramenti in numerose società finanziarie, con proposte per requisiti di sicurezza più stringenti. Tra le misure suggerite figurano controlli di vulnerabilità più frequenti e una maggiore responsabilità degli organi esecutivi, alla luce di incidenti che hanno coinvolto diverse aziende, compresi alcuni exchange di criptovalute.

In particolare, la proposta regolamentare mira a ridurre il rischio operativo e a garantire che le esposizioni a asset digitali non compromettano la stabilità finanziaria più ampia. Le ispezioni hanno evidenziato carenze in una parte significativa delle imprese monitorate, spingendo verso requisiti di governance e controllo più rigorosi.

Implicazioni regolamentari e mercati

La revisione della Bank of Korea riflette una preoccupazione più ampia: l’ingresso massiccio di banche e operatori tradizionali nel settore crypto può aumentare i canali di trasmissione del rischio, rendendo più probabile la necessità di interventi regolatori mirati. Per gli operatori finanziari ciò comporta una rivalutazione dei modelli di rischio, delle riserve di capitale e delle procedure di gestione degli incidenti.

Per il mercato globale, e per gli investitori europei e italiani in particolare, i risultati dell’indagine potrebbero tradursi in una maggiore chiarezza normativa nel medio termine, ma anche in requisiti prudenziali più severi che inciderebbero sui costi di offerta di prodotti collegati alle criptovalute.

Prospettive operative per le banche

Dal punto di vista operativo, le banche dovranno rafforzare le funzioni di compliance, aumentare gli investimenti in cyber-security e rivedere i contratti con fornitori di infrastrutture digitali. La possibile introduzione di norme specifiche per gli stablecoin emessi da banche potrebbe anche ridefinire i rapporti di concorrenza tra operatori tradizionali e nuove piattaforme digitali.

Questi sviluppi andranno monitorati con attenzione: le scelte regolamentari della Corea del Sud possono avere effetti esemplari e contribuire a delineare prassi di vigilanza replicabili in altri sistemi finanziari.

In sintesi

  • La verifica della Bank of Korea segnala che maturano rischi di contagio tra mercati crypto e settore bancario; gli investitori devono tenere conto del potenziale impatto sulla liquidità e sui prezzi degli asset correlati.
  • Un inasprimento delle regole e requisiti di capitale più stringenti per esposizioni crypto potrebbero aumentare i costi per le banche, riducendo la loro propensione a offrire prodotti crypto retail nel breve periodo.
  • Lo sviluppo di stablecoin emessi da banche potrebbe favorire innovazioni nei pagamenti transfrontalieri; tuttavia, l’incertezza normativa rende rischiose le strategie di investimento diretto senza adeguate coperture operative e di cyber-security.
  • Per gli investitori italiani è consigliabile valutare l’esposizione delle controparti al settore crypto e preferire istituzioni con solide pratiche di gestione del rischio e trasparenza sui rapporti con infrastrutture digitali.


Author: Tony
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