Dal World Manufacturing Forum arriva l’appello per una svolta a Bruxelles
- 23 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Durante il World Manufacturing Forum a Milano, rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e del mondo accademico si sono confrontati sulle strategie per rafforzare la competitività manifatturiera della Lombardia, con un focus su innovazione, intelligenza artificiale e politiche di attrazione degli investimenti.
Attilio Fontana ha dichiarato:
«La Regione Lombardia vuole consolidare il proprio ruolo di primo distretto manifatturiero europeo investendo in innovazione, competenze e capacità di attrazione. L’obiettivo è mettere l’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti al servizio delle imprese, in particolare delle PMI, favorendo percorsi concreti di adozione. Con le Zone di Innovazione e Sviluppo intendiamo connettere ricerca, formazione, infrastrutture e capitali per valorizzare le specializzazioni territoriali e rendere l’ecosistema lombardo sempre più competitivo e capace di attirare talenti e risorse. Abbiamo accolto positivamente la disponibilità del Governo a estendere la Zona Economica Speciale al Nord e siamo pronti a tradurre rapidamente questa opportunità in interventi operativi.»
Giuseppe Pasini ha affermato:
«Innovazione, diversificazione produttiva, apertura internazionale, centralità dei territori e collaborazione macroregionale costituiscono i punti di forza della Lombardia. Qui, ospitando il World Manufacturing Forum, possiamo costruire la piattaforma manifatturiera del futuro. Per riuscirci servono leve strategiche di contesto: un mix energetico sostenibile nei costi, maggiore autonomia nella gestione dei fondi di coesione per valorizzare filiere e territori, accesso sicuro alle materie prime critiche, regole operative omogenee a livello internazionale e investimento in IA e tecnologie d’avanguardia. Confindustria Lombardia propone una visione che rimetta l’industria al centro: è necessario agire con urgenza per evitare una perdita strutturale di capacità produttiva in Europa.»
Donatella Sciuto ha affermato:
«Il World Manufacturing Forum offre un’occasione cruciale di dialogo tra imprese, università e istituzioni su come orientare la trasformazione della manifattura in una fase caratterizzata da complesse sfide tecnologiche, industriali e sociali. Non esiste una sola strada per il futuro: occorre leggere segnali differenti, integrare competenze e costruire alleanze. Il Politecnico di Milano intende contribuire mettendo in rete formazione, ricerca e innovazione, in modo da trasformare le tecnologie in vantaggio competitivo, sviluppo sostenibile e valore per il sistema-paese.»
Marco Taisch ha spiegato:
«Il World Manufacturing Forum nasce per produrre analisi di scenario immediatamente utilizzabili da istituzioni e imprese nelle loro decisioni operative. Il WMF Report 2026 è pensato proprio per offrire un metodo che aiuti a leggere l’incertezza del presente: la tecnologia da sola non basta. Le principali barriere allo sviluppo si manifestano nella gestione dei dati, nelle architetture organizzative, nella carenza di aggiornamento delle figure operative e nelle strutture di governance. Su questi aspetti la politica industriale — a livello europeo, nazionale e regionale — dovrà concentrare risorse e misure negli anni a venire. Le realtà che sapranno anticipare i cambiamenti creeranno crescita duratura; il WMF è lo spazio dove costruire questa capacità di previsione, ed è un onore per Milano ospitare l’appuntamento.»
Il dibattito ha inoltre toccato strumenti concreti come le Zone di Innovazione e Sviluppo e la prospettiva di estendere una Zona Economica Speciale al Nord: soluzioni che puntano a combinare incentivi fiscali mirati, semplificazione amministrativa e investimenti in infrastrutture per accelerare progetti industriali strategici.
Per funzionare, queste iniziative richiederanno però coordinamento tra livelli di governo, trasparenza nelle regole e allineamento con le normative europee, oltre a misure di accompagnamento rivolte alle piccole e medie imprese per gestire la transizione tecnologica e formare competenze specialistiche.
In sintesi
- La promozione di Zone di Innovazione e di una Zona Economica Speciale al Nord potrebbe accelerare flussi di capitale esteri e nazionali verso la Lombardia, rendendo il territorio più appetibile per investimenti industriali ad alta tecnologia.
- Per gli investitori, la combinazione di incentivi mirati e una forza lavoro riqualificata rappresenta un fattore di riduzione del rischio operativo; tuttavia la sostenibilità dei costi energetici e l’accesso alle materie prime critiche restano elementi decisivi per la redditività.
- La governance dei dati, le architetture organizzative e la formazione continua emergono come leve strategiche: politiche pubbliche efficaci in questi ambiti possono trasformare l’adozione tecnologica in vantaggio competitivo durevole.
- Per le PMI italiane, l’opportunità principale sarà partecipare a filiere rafforzate e reti di innovazione capaci di aumentare valore aggiunto e resilienza; ciò richiede strumenti finanziari dedicati e programmi formativi mirati a colmare il divario di competenze digitali.