Ets ottiene il primo via libera dal Pe: più quote gratuite per le industrie e priorità alla ceramica. Orsini: avanti senza esitazioni
- 22 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Confindustria Ceramica ricorda che il dossier non è concluso: si apre ora la fase del trilogo, il negoziato interistituzionale in cui Consiglio, Parlamento e Commissione devono concordare il testo definitivo. L’associazione invita alla massima unità per portare a termine una riforma che sostenga la transizione delle imprese ceramiche senza sacrificare investimenti, innovazione e occupazione in Europa.
Ciarrocchi ha dichiarato:
“Ora dobbiamo essere tutti compatti per il trilogo. Sappiamo che non sarà facile, ma è fondamentale ottenere un risultato che sostenga gli sforzi di decarbonizzazione delle imprese ceramiche, preservando in Europa investimenti, innovazione e posti di lavoro.”
Ciarrocchi ha aggiunto:
“Chiediamo al governo e al Parlamento di continuare a sostenere con determinazione, nel negoziato, l’introduzione di un benchmark settoriale per la ceramica.”
Orsini: «Voto Parlamento europeo su ETS passo cruciale, su energia battaglia fondamentale»
Emanuele Orsini ha dichiarato:
“Dopo due anni di impegno e di battaglia, il voto in plenaria del Parlamento europeo sui benchmark ETS rappresenta un passo cruciale e indispensabile per avviare una revisione seria di questo quadro a vantaggio dell’industria, e in particolare dei distretti come quello della ceramica che rischiavano l’estinzione.”
Emanuele Orsini ha aggiunto:
“La questione energetica è centrale per rilanciare la competitività dell’industria europea: Confindustria la sostiene ogni giorno in tutte le sedi. Siamo in un processo complesso e determinante: tutti devono fare la propria parte. Apprezziamo il lavoro del presidente del Consiglio per la flessibilità e per la revisione degli ETS, e registriamo con favore la compattezza delle forze politiche italiane, oltre gli schieramenti, e l’impegno del Partito Democratico a Strasburgo guidato da Annalisa Corrado. Ora serve coraggio per proseguire la reindustrializzazione dell’Europa, mettendo da parte impostazioni ideologiche.”
“Questa decisione non chiude la partita: è però un passaggio indispensabile per il negoziato tra Parlamento, Commissione e Consiglio — il cosiddetto trilogo — verso un testo finale che risponda concretamente alle esigenze delle imprese italiane ed europee. Sarebbe auspicabile che tutti gli Stati, in particolare i grandi paesi industriali come Italia, Francia e Germania, si mostrassero uniti per sostenere le richieste della manifattura e delle filiere a rischio di deindustrializzazione.”
Per comprendere meglio il contesto: il ETS (sistema di scambio delle quote di emissione) stabilisce limiti e mercato per le emissioni di CO2 delle industrie europee. Le proposte di benchmark settoriale mirano a definire criteri specifici per comparti con intensità energetica elevata, come la ceramica, in modo da evitare trasferimenti produttivi fuori dall’Europa e preservare gli investimenti verdi.
Il trilogo è la fase decisiva in cui le istituzioni europee negoziano punti di compromesso: le scelte concordate influiranno su costi energetici, meccanismi di compensazione e incentivi agli investimenti in tecnologie a basse emissioni. Per le imprese italiane del settore ceramico, un benchmark settoriale efficace può ridurre l’impatto finanziario della transizione e favorire piani di ammodernamento e digitalizzazione.
Dal punto di vista politico ed economico, il negoziato pone una sfida di equilibrio tra obiettivi climatici e tutela della competitività industriale. Le scelte che emergeranno dal trilogo determineranno anche indirizzi per il piano di investimenti europei e per la strategia energetica comunitaria nei prossimi anni.
In sintesi
- Un benchmark settoriale per la ceramica potrebbe stabilizzare i costi energetici relativi all’industria, rendendo più prevedibili i ritorni sugli investimenti in efficienza e decarbonizzazione.
- La fase del trilogo determinerà il quadro regolatorio che influisce sui flussi di capitale: chiarezza normativa favorisce investimenti industriali e attrattività per fondi dedicati alla transizione verde.
- Una posizione concordata tra Italia, Francia e Germania ridurrebbe il rischio di concorrenza regolatoria e fuoriuscita di produzione, con effetti positivi sull’occupazione nei distretti manifatturieri italiani.
- Per gli investitori italiani, la definizione di regole stabili su ETS e benchmark settoriali rappresenta un segnale chiave per valutare progetti di ammodernamento, efficientamento energetico e innovazione tecnologica.