L’era della co-intelligenza prende il via con la quarta edizione di Orizzonti Digitali

Il forum Orizzonti Digitali, dedicato all’intelligenza artificiale, compie un salto di qualità e di scala: la quarta edizione si svolgerà dal 21 al 24 ottobre nel centro storico di Perugia e in parte a Terni, con appuntamenti distribuiti tra teatri, palazzi storici e sale congressi.

Crescita, direzione scientifica e numeri

La manifestazione assume una valenza nazionale grazie alla direzione scientifica affidata a Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, e alla partnership con la Rai. L’offerta congressuale si amplia: sono previsti 49 panel e circa 200 relatori italiani e internazionali, mentre le prenotazioni superano le cinquemila persone, evidenziando un interesse crescente sia tra gli addetti ai lavori sia tra il pubblico generale.

Obiettivi e pubblico

Promosso da Confindustria Umbria, Umbria Digital Innovation Hub, Ance Umbria, Umbria Business School e Its Umbria Academy, il forum si propone di essere accessibile e inclusivo. Gli organizzatori sottolineano che l’evento vuole parlare a un pubblico ampio — dalle aziende alla pubblica amministrazione, fino a persone anziane e a soggetti con disabilità — offrendo linguaggio divulgativo e strumenti utili per confrontarsi con le trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale. L’ingresso è completamente gratuito, scelta che facilita la partecipazione di realtà territoriali e cittadini.

Relatori e aree tematiche

Tra i relatori figurano profili emergenti e consolidati: il neuroscienziato computazionale Giulio Deangeli, che applica tecniche di IA alla biologia e alla medicina; il ricercatore del MIT Cosimo Accoto, che analizza le implicazioni filosofiche, tecnologiche ed economiche dell’IA; il farmacologo Marco Devivo, impegnato nello sviluppo di terapie per disturbi dello spettro autistico; e l’atleta olimpica Eloisa Coiro, che integra strumenti basati sull’IA nei processi di allenamento e ottimizzazione delle prestazioni.

I temi toccheranno aspetti applicativi e strategici: innovazione nelle PMI, trasformazione digitale dei servizi pubblici, formazione e riqualificazione professionale, etica e governance dei dati, nonché le ricadute sul sistema sanitario e sulla ricerca. Questo approccio multidisciplinare è pensato per collegare il dibattito tecnologico alle esigenze economiche e sociali del territorio.

Organizzatori hanno dichiarato:

“Vogliamo cercare di capire l’intelligenza artificiale e di farla diventare un elemento di valore per l’Umbria e per l’Italia.”

Oltre alla divulgazione, il forum punta a generare effetti concreti: favorire l’adozione di soluzioni digitali nelle imprese locali, sostenere progetti di formazione specialistica e stimolare collaborazioni tra istituti di ricerca, università e imprese. Per il territorio regionale, iniziative di questo tipo possono incidere su attrattività degli investimenti, sviluppo di competenze e capacità di innovazione delle filiere produttive.

Contesto e impatti locali

Organizzare la manifestazione tra i centri storici di Perugia e Terni ha un valore simbolico e pratico: valorizza il patrimonio culturale mentre produce ricadute economiche per il tessuto turistico e ricettivo. Inoltre, l’iniziativa può fungere da catalizzatore per politiche pubbliche locali orientate alla digitalizzazione e alla coesione sociale, stimolando investimenti mirati in infrastrutture digitali e capitale umano.

La presenza di relatori internazionali e di istituzioni scientifiche favorisce anche il posizionamento dell’Umbria nel panorama nazionale dell’innovazione, rendendo possibile la nascita di progetti pilota e partnership industriali con impatto sul medio termine.

In sintesi

  • La crescita del forum indica una domanda crescente di conoscenze sull’intelligenza artificiale oltre la cerchia degli specialisti, con potenziali effetti positivi sulla competitività delle PMI umbre.
  • La collaborazione tra istituti di ricerca, imprese e istituzioni locali può accelerare la nascita di progetti commerciali e opportunità di investimento tecnologico sul territorio.
  • L’attenzione a formazione e inclusione suggerisce che le politiche pubbliche locali potrebbero integrare questi temi nelle strategie di sviluppo economico e occupazionale.


Author: Tony
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