Il parlamento francese approva una tassa del 31% sugli scambi da criptovalute a stablecoin

La proposta di modifica normativa riguardante la tassazione delle valute digitali ha suscitato preoccupazioni sul possibile impatto sulle dinamiche di mercato e sulle abitudini degli investitori.

Francois Volpoet, direttore regionale vendite per la Chainalysis in Francia, ha avvertito la scorsa settimana che la misura potrebbe spingere gli investitori verso piattaforme di decentralized finance, transazioni peer-to-peer e scambi offshore fuori dagli schemi di reporting fiscale internazionale.

Reazioni politiche

David Amiel, ministro dei Conti Pubblici, ha dichiarato:

“Prima di tutto dobbiamo definire cosa intendiamo per stablecoin, quindi assicurare la nostra capacità di monitorare e tracciare le riallocazioni all’interno di un portafoglio di attività.”

La richiesta di chiarimenti sull’implementazione riflette timori pratici: tracciare spostamenti tra asset diversi all’interno di portafogli complessi richiede strumenti di sorveglianza e regole operative non banali.

Philippe Juvin, relatore generale della commissione Finanze, ha affermato che preferisce mantenere il differimento fiscale proposto, motivandolo con l’elevata volatilità del segmento crypto.

Modifiche tecniche alla tassazione

Il testo normativo prevede di sostituire il calcolo del capital gain su base complessiva di portafoglio con un metodo che tenga conto del costo di acquisto delle singole attività cedute. Per unità della stessa criptovaluta acquistate a prezzi diversi si applicherebbe la media ponderata dei costi.

Questa trasformazione implica obblighi contabili più stringenti per i contribuenti e per gli intermediari: conservazione di registri dettagliati sulle singole operazioni, calcolo della media ponderata e riconciliazione delle vendite rispetto alle acquisizioni. Per gli exchange e i custodi significa inoltre adeguare i sistemi di reportistica fiscale.

Possibili effetti sul mercato

I critici sostengono che una normativa più onerosa nelle procedure di calcolo e reporting possa ridurre la liquidità su piattaforme regolamentate e aumentare l’attrattiva di canali non regolati. Questo spostamento potrebbe a sua volta rendere più difficoltoso il controllo fiscale e incrementare il rischio operativo per gli investitori.

Dal punto di vista pratico, l’adozione di una media ponderata per il costo di acquisto tende a penalizzare chi effettua trading frequente o chi ribilancia portafogli con alta rotazione, perché rende meno immediamente prevedibile l’onere fiscale su singole operazioni.

Per le autorità fiscali, la modifica presenta sia vantaggi sia sfide: migliorerebbe la corrispondenza tra reali plusvalenze effettive e imposte dovute, ma richiederebbe investimenti in sistemi di tracciamento e collaborazioni internazionali per gestire scambi che si svolgono su piattaforme estere.

Implicazioni per gli investitori europei

Anche per investitori e consulenti in Italia la proposta francese rappresenta un segnale: una trend normativo che privilegia tracciabilità e attribuzione puntuale dei costi potrebbe estendersi ad altri ordinamenti, aumentando la necessità di adeguare procedure di reporting, archiviazione e consulenza fiscale per le posizioni in criptovalute.

Chi opera nel settore dovrebbe valutare strumenti di contabilità specializzati, anticipare costi amministrativi più elevati e considerare l’impatto sulla strategia d’investimento, soprattutto se si pratica trading ad alta frequenza o si utilizzano strumenti che aggregano più token all’interno dello stesso portafoglio.

In sintesi

  • La proposta di modifica fiscale tende a favorire una maggiore trasparenza nel calcolo delle plusvalenze, ma può aumentare i costi amministrativi per operatori e privati, riducendo potenzialmente la liquidità sulle piattaforme regolamentate.
  • Un’eventuale migrazione verso canali non regolati o piattaforme offshore potrebbe complicare l’attività di contrasto all’evasione e richiedere maggiori cooperazioni internazionali in ambito fiscale.
  • Per gli investitori italiani è consigliabile valutare l’adozione di sistemi di reportistica e consulenze specializzate per gestire media ponderata dei costi e l’archiviazione delle transazioni, mantenendo attenzione alla coerenza della strategia fiscale e d’investimento.


Author: Tony
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