Circle difende l’economia di USDC mentre i rivali delle stablecoin corteggiano i suoi partner offrendo una fetta più grande
- 18 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Circle sta difendendo il proprio modello di business dopo che il suo principale partner di distribuzione, Coinbase, ha sostenuto un concorrente che promette di restituire alle imprese una porzione maggiore del rendimento sulle riserve che sostengono le stablecoin.
In un post sul blog pubblicato di recente, Kash Razzaghi ha scritto:
“Abbiamo mantenuto circa sette centesimi di profitto netto per ogni dollaro di ricavo nel primo semestre del 2026.”
Secondo i dati illustrati nel post, Circle ha registrato ricavi per circa 1,4 miliardi di dollari nel periodo considerato, con costi di distribuzione e transazione pari a 819 milioni. La restante parte, circa 473 milioni, è stata destinata a conformità normativa, gestione della liquidità e sviluppo del prodotto, e comprende circa 214 milioni riconducibili a retribuzioni basate su azioni e costi correlati.
La disputa sul rendimento delle riserve
Al centro della controversia c’è la questione di chi possa appropriarsi degli interessi prodotti dagli asset che costituiscono le riserve delle stablecoin. Questo flusso di reddito è diventato una voce significativa nei conti degli emittenti e un elemento competitivo chiave fra operatori.
Coinbase, che oggi è il principale distributore di USDC emesso da Circle, ha nel frattempo finanziato e sostenuto Open USD — un progetto lanciato a giugno con il supporto, tra gli altri, di Stripe e BlackRock. Open USD propone un modello che consente alle aziende di emettere e riscattare stablecoin senza commissioni, restituendo ai partecipanti il rendimento delle riserve al netto di una commissione di gestione.
Perché i numeri contano
I margini unitari dichiarati da Circle — sette centesimi per dollaro di ricavo — illustrano quanto sia sottile la redditività per molti emittenti di stablecoin, una realtà che può essere facilmente erosa da politiche competitive, cambi normativi o aumenti dei costi operativi.
Costi elevati di distribuzione e transazione indicano la rilevanza delle reti e degli intermediari nella catena del valore: gli exchange, i wallet e i fornitori di servizi di pagamento possono influire in modo decisivo sulla sostenibilità economica degli emittenti.
Implicazioni regolamentari e di mercato
La contesa accentua anche la pressione regolatoria: autorità di vigilanza e policy maker stanno osservando con attenzione come vengano gestite le riserve e come vengano ripartiti i rendimenti, perché ciò incide sulla trasparenza e sulla protezione degli utenti.
Se modelli come quello proposto da Open USD si diffondessero, potrebbero ridisegnare l’economia delle stablecoin, comprimendo le entrate degli emittenti tradizionali e spingendo verso strutture di tariffazione più orientate alla redistribuzione dei rendimenti alle imprese emittenti.
Per gli operatori istituzionali e gli investitori, la dinamica introduce nuovi fattori da valutare: la qualità delle riserve, la struttura dei compensi legati alle azioni e la dipendenza dai canali di distribuzione saranno elementi chiave nella valutazione del rischio e del potenziale rendimento.
Prospettive competitive
La sovrapposizione di ruoli — con piattaforme di scambio che fungono sia da distributori per emittenti consolidati sia da sostenitori di alternative competitive — crea tensioni commerciali che potrebbero tradursi in accordi diversi, integrazioni verticali o, al contrario, in una frammentazione dell’offerta.
Nel breve termine, la concorrenza sui costi potrebbe favorire chi è in grado di offrire servizi a basso costo di emissione e riconoscere una parte dei ricavi delle riserve alle imprese; nel medio termine, la trasparenza delle riserve e la solidità dei partner istituzionali diventeranno criteri di selezione differenti per utenti e clienti professionali.
Infine, la composizione del portafoglio di riserve e la politica di investimento di tali riserve incideranno sulla percezione del rischio sistemico e sull’eventuale intervento regolatorio mirato a proteggere la stabilità finanziaria.
In sintesi
- L’attrito fra distributori ed emittenti può ridisegnare i margini di profitto delle stablecoin, spingendo verso modelli più orientati alla condivisione dei rendimenti piuttosto che al mero incasso da commissioni.
- Per gli investitori istituzionali italiani, la trasparenza sulle riserve e la governance degli emittenti diventeranno fattori critici nella valutazione del rischio di controparte e della qualità dell’asset digitale sottostante.
- Una maggiore competizione sui costi di emissione potrebbe aumentare l’adozione di stablecoin nelle attività di tesoreria aziendale, ma al tempo stesso comprimere i ricavi degli operatori tradizionali, richiedendo riorganizzazioni di costo e nuove partnerships.