Svolta a Siena: la Fondazione Mps promuove l’Opas di Intesa Sanpaolo, si rafforza il consenso tra gli azionisti
- 17 Ottobre 2026
- Posted by: Tiziano
- Categoria: Editoriale
L’Opas di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena incassa un nuovo sostegno, questa volta particolarmente significativo per gli equilibri economici e istituzionali del territorio senese. La Fondazione Mps, attraverso il presidente Riccardo Coppini, nella foto, ha manifestato un orientamento favorevole all’offerta promossa dal gruppo guidato da Carlo Messina, annunciando che porterà alla deputazione amministratrice del prossimo 23 ottobre la proposta di aderire all’operazione.
La posizione è maturata dopo le analisi tecniche richieste dalla Fondazione e il confronto con la deputazione di indirizzo. Coppini intende sottoporre all’organo amministrativo una «valutazione positiva dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo», accompagnata dalla conseguente intenzione di aderire all’offerta.
Il pronunciamento assume un significato che va oltre la dimensione finanziaria della partecipazione detenuta dalla Fondazione, oggi pari a circa lo 0,2% del capitale di Mps. L’ente di Palazzo Sansedoni rappresenta infatti uno dei principali riferimenti del sistema economico e istituzionale senese, storicamente legato alle vicende della banca. La sua apertura all’operazione costituisce quindi un passaggio rilevante anche nella valutazione delle prospettive territoriali del progetto di Intesa Sanpaolo.
Coppini: un’opportunità per l’economia senese
Nella comunicazione diffusa dalla Fondazione, Coppini richiama il valore dell’operazione per l’ente, nella sua duplice funzione di azionista e punto di riferimento del territorio.
Il presidente intende illustrare alla deputazione il «valore insito nell’operazione di Intesa Sanpaolo», sottolineando le ricadute attese per Siena e per il suo tessuto economico e sociale.
In particolare, secondo la valutazione espressa dalla Fondazione, Intesa Sanpaolo potrà svolgere «un ruolo di particolare significato per l’economia e la società» dei territori senesi.
Un giudizio che si accompagna alla considerazione positiva dello «storico rapporto virtuoso» tra Intesa Sanpaolo e le Fondazioni presenti nel suo azionariato.
È proprio questo aspetto a conferire alla posizione di Coppini un interesse particolare. La Fondazione individua nell’esperienza del gruppo bancario un precedente utile per valutare le prospettive di collaborazione tra istituti di credito, investitori istituzionali e comunità locali.
La valutazione riguarda quindi non soltanto il corrispettivo dell’offerta, ma anche la capacità del progetto industriale di garantire continuità e sviluppo alle attività economiche del territorio.
Per la Fondazione si tratta di una scelta destinata a incidere sul rapporto tra l’istituzione senese e la futura configurazione della banca.
Goldstone e Fondaco, nuovi segnali favorevoli all’offerta
L’apertura della Fondazione arriva mentre continua ad allargarsi il fronte degli investitori orientati a sostenere l’Opas.
Goldstone Capital Limited, fondo riconducibile a un investitore privato qatariota e accreditato di una partecipazione compresa tra l’1 e il 2% del capitale di Mps, ha annunciato il proprio sostegno all’offerta di Intesa Sanpaolo, giudicandola preferibile alle alternative prospettate in una valutazione di lungo periodo.
Un segnale che si aggiunge alla posizione di Fondaco Lux, società di gestione lussemburghese che, attraverso il Global Alpha Strategy Fund – Global Diversified Alternative, detiene circa lo 0,41% del Monte, corrispondente a 12,5 milioni di azioni.
Fondaco ha comunicato che voterà contro le cinque proposte di deliberazione straordinaria sottoposte all’assemblea del 29 ottobre, comprese quelle relative alle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali.
La società ha inoltre espresso una valutazione preliminare positiva sull’Opas di Intesa Sanpaolo, riconoscendo nel progetto di integrazione con un gruppo bancario di maggiori dimensioni e con attività diversificate possibili benefici in termini di creazione di valore nel medio-lungo periodo.
Delfin e Caltagirone, il peso degli azionisti nella partita
Il progressivo consolidamento delle posizioni favorevoli all’operazione si inserisce in un quadro azionario nel quale sono già emerse decisioni rilevanti.
Il passaggio più importante riguarda Delfin, primo azionista di Mps con il 17,6% del capitale, che il 4 ottobre ha assunto un impegno formale ad aderire all’offerta di Intesa Sanpaolo con l’intera partecipazione detenuta, pari a 534.676.825 azioni.
L’accordo prevede inoltre che Delfin partecipi all’assemblea del 29 ottobre mantenendo comportamenti di voto coerenti con le condizioni dell’Opas.
Una posizione contraria al progetto alternativo dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio è stata assunta anche dal gruppo Caltagirone, secondo azionista del Monte con circa il 13,5% del capitale.