Smartphone e rasoi a fine vita: in Italia se ne raccoglie solo il 17% e il ritiro nei negozi, pur obbligatorio, resta poco usato
- 16 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Gli smartphone, gli auricolari, i rasoi elettrici e i cavi spesso finiscono dimenticati nei cassetti o nell’indifferenziato a fine vita. Per i piccoli rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee, il tasso di raccolta in Italia si attesta intorno al 17% dell’immesso sul mercato secondo le stime di Erion Weee, molto lontano dall’obiettivo europeo del 65%.
Nel complesso dei Raee il Centro di Coordinamento Raee indica per il 2025 un tasso di raccolta pari al 32,5%: si raccolgono 6,22 chili pro capite all’anno, ma solo 1,43 chili riguardano apparecchi di piccole dimensioni, evidenziando un forte gap nelle performance sui dispositivi più diffusi e difficili da intercettare.
Obblighi di ritiro e sperimentazioni nei punti vendita
Dal 2016 i punti vendita con almeno 400 metri quadrati dedicati all’elettronica sono tenuti a ritirare gratuitamente i Raee con dimensioni inferiori a 25 centimetri, senza obbligo di acquisto. Su questa base si colloca lo studio «Dalla prossimità alla raccolta», che analizza l’estensione sperimentale del servizio denominato «Piccoli Raee, Grande Coop», pensato come evoluzione del principio del ritiro 1 contro 0.
La sperimentazione condotta in collaborazione con punti vendita di Coop Lombardia ha visto l’installazione di 20 contenitori in dieci negozi tra ottobre 2025 e luglio 2026, con una raccolta complessiva di 4.840 chili: in media circa 985 chili per negozio all’anno, ma con significative variazioni locali.
Alcuni punti vendita come Lodi e Pavia hanno superato le 1,1 tonnellate, mentre altri come Busto Garolfo si sono fermati a 128 chili, segnalando eterogeneità nella partecipazione e nella domanda di restituzione dei piccoli apparecchi.
Nei comuni interessati la raccolta presso i centri comunali non sembra aver subito una riduzione riconducibile all’apertura dei punti di raccolta nei supermercati; dove è stata registrata una flessione, come a Parabiago, la diminuzione è su una scala di grandezza differente rispetto ai volumi complessivi coinvolti.
Matteo Barsacchi ha spiegato:
“Il canale dei punti vendita si configura prevalentemente come complementare e non sostitutivo rispetto ai servizi comunali; il negozio diventa così non solo luogo di acquisto ma anche punto di riferimento territoriale per la gestione dei rifiuti elettronici.”
Estensione del modello alle tabaccherie
Sullo stesso schema è nato il progetto T‑Collect, promosso da Logista in accordo con il Ministero dell’Ambiente, la Federazione italiana tabaccai e il Centro di Coordinamento Raee. Dal 2024 oltre 30.000 tabaccherie ritirano gratuitamente le sigarette elettroniche esauste senza vincolo di acquisto.
Finora le tabaccherie hanno raccolto più di 100 tonnellate di dispositivi, una media poco superiore ai 3 chili per punto vendita. Per aumentare la visibilità del servizio, Logista ha lanciato la campagna «Getta Giusto» e ha riprogettato i contenitori per renderli facilmente riconoscibili e più efficaci nella raccolta differenziata.
Criticità e leve per migliorare la raccolta
Il divario tra gli obiettivi europei e i risultati italiani è legato a diverse cause: scarsa consapevolezza dei consumatori, difficoltà logistiche nella gestione dei piccoli dispositivi, e limiti nell’infrastruttura di raccolta urbana. Inoltre, la frammentazione dei canali di ritiro penalizza l’efficienza della filiera del riciclo.
Per colmare il gap servono interventi coordinati: estendere l’obbligo di ritiro a una platea più ampia di negozi, incentivare il contributo dei produttori nella responsabilità estesa del produttore (EPR), e potenziare i sistemi di comunicazione per spingere il cittadini a restituire gli apparecchi a fine vita.
Dal punto di vista industriale, l’aumento della raccolta rappresenta un’opportunità per sviluppare filiere di riciclo avanzato e per attrarre investimenti in impianti di trattamento e recupero dei materiali critici contenuti nei Raee, come metalli preziosi e terre rare.
Implicazioni economiche e per il mercato
Per la grande distribuzione l’offerta del servizio di raccolta rappresenta anche un elemento di responsabilità sociale d’impresa e può generare traffico aggiuntivo nei punti vendita. Per gli operatori della gestione rifiuti, invece, l’espansione dei canali di raccolta richiederà investimenti in logistica inversa e in processi di selezione e trattamento più efficaci.
Sul piano regolatorio, un rafforzamento delle sanzioni o obiettivi più stringenti a livello nazionale potrebbe accelerare l’adeguamento degli operatori, mentre incentivi mirati potrebbero stimolare l’adozione di soluzioni tecnologiche per la tracciabilità e il recupero dei materiali.
Prospettive e raccomandazioni
La replicabilità dei modelli sperimentali in ambienti differenti dipenderà dalla capacità di adattare il sistema logistico locale e di coinvolgere attivamente i consumatori. Un mix di obblighi normativi, incentivi economici e campagne di comunicazione mirate appare essenziale per raggiungere gli obiettivi europei di raccolta e per valorizzare i materiali contenuti nei piccoli Raee.
In chiave di politica economica, investire nelle filiere del riciclo dei dispositivi elettronici può contribuire alla transizione verso un’economia circolare, creare posti di lavoro specializzati e ridurre la dipendenza dalle materie prime importate.
In sintesi
- La diffusione di punti di raccolta in supermercati e tabaccherie può ridurre i costi di raccolta dei Raee e migliorare la tracciabilità, ma richiede investimenti in logistica inversa e selezione dei materiali.
- Per gli investitori, il rafforzamento degli obblighi e l’espansione della raccolta rappresentano un’opportunità per finanziare impianti di riciclo e tecnologie di recupero di materiali critici.
- Per il mercato italiano, una maggiore integrazione tra canali commerciali e servizi pubblici può aumentare i flussi di materia prima secondaria, favorendo competitività industriale e autonomia sulle forniture strategiche.