Il piano decisivo per rilanciare l’Italia entro il 2030
- 16 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Maria Anghileri, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, ha proposto un Piano Ital.IA 2030 per rilanciare la competitività del Paese, definendo l’intelligenza artificiale come una tecnologia dell’efficienza.
Maria Anghileri ha dichiarato:
“Un’adozione rapida e diffusa dell’intelligenza artificiale potrebbe aumentare la produttività del lavoro di oltre un punto percentuale all’anno: sarebbe una vera svolta per un paese che da 25 anni fatica a crescere.”
Il riferimento al dato della Banca d’Italia sottolinea il potenziale macroeconomico: una maggiore produttività inciderebbe positivamente su crescita, salari reali e sostenibilità del debito pubblico, ma richiede scelte organiche e investimenti mirati.
Maria Anghileri ha aggiunto:
“È una sfida che rivolgiamo a tutti i partiti all’inizio della campagna elettorale: valuteremo i programmi per misurare la loro quota di futuro. Servono decisioni strategiche, non dividendi elettorali. Comprendiamo la prudenza sui conti pubblici, ma non vogliamo che questa si traduca ancora una volta nel sacrificio dei giovani e delle imprese.”
Contesto europeo e sovranità tecnologica
Al 41° convegno di Capri, intitolato “StrategIA. Il futuro è un’impresa umana”, i partecipanti hanno evidenziato il ritardo di Italia e Europa nel costruire una filiera autonoma dell’AI. Secondo i relatori, oltre l’80% dei prodotti, servizi e infrastrutture digitali utilizzati dalla Unione europea dipende da fornitori extraeuropei, una vulnerabilità strategica che richiede una risposta coordinata.
Maria Anghileri ha sottolineato:
“Non vogliamo diventare i camerieri digitali di Stati Uniti e Cina. Dobbiamo costruire una nostra filiera europea dell’AI e puntare alla sovranità tecnologica.”
Il dibattito ha anche collegato la politica digitale a quella energetica: per sviluppare data center, infrastrutture cloud e produzione avanzata è indispensabile un’energia affidabile e competitiva. Si è richiamata l’urgenza di completare il mercato unico dei capitali e di accelerare l’integrazione energetica a livello continentale.
Maria Anghileri ha affermato:
“L’energia è la madre di tutte le emergenze: non possiamo sostenere costi energetici più alti rispetto ai nostri concorrenti europei senza mettere a rischio la sopravvivenza industriale del Paese e il potere d’acquisto delle famiglie.”
Proposte operative per il Piano nazionale
Tra le misure avanzate ci sono procedure semplificate e un percorso rapido di attuazione per progetti strategici, il completamento della digitalizzazione della Pubblica amministrazione e il rafforzamento dei legami pubblico-privato per concentrare gli investimenti su priorità industriali e scientifiche.
La proposta individua due filoni principali: il primo, Industrial, Edge e Physical AI, mira a trasformare l’eccellenza manifatturiera italiana in leadership tecnologica aumentando il valore delle macchine e dei sistemi prodotti. Il secondo punta all’uso dell’intelligenza artificiale nelle scienze e nelle life sciences, per sostenere ricerca, sanità e industria biotecnologica.
Per tradurre queste intenzioni in politiche operative si propone la creazione di una Unità di attuazione per l’intelligenza artificiale e l’adozione di un AI Adoption Act che metta insieme ricerca, incentivi e infrastrutture per accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese: oggi solo l’8% delle PMI ha avviato progetti di AI.
Si suggerisce inoltre la nascita di poli specializzati, definiti ZES AI, in cui capitale pubblico e privato investano congiuntamente, favorendo start up e imprese giovanili. In questo quadro Confindustria sarebbe chiamata a svolgere un ruolo di guida e coordinamento industriale.
Maria Anghileri ha annunciato:
“Confindustria è della partita: le aziende più grandi e strutturate potranno fare da capofila per iniziative locali che coinvolgano realtà più piccole e giovani.”
Tra le iniziative di capitale umano è stato proposto il progetto 500 talenti per l’AI: selezionare 100 persone all’anno per cinque anni in ambiti dove l’Italia deve colmare gap, come algoritmi, robotica e cybersecurity. Parallelamente, si prevede un Alfabeto nazionale dell’intelligenza artificiale per fornire a studenti e docenti una base comune di competenze.
Maria Anghileri ha commentato:
“I giovani restano il cuore di ogni strategia: in Italia e in altri Paesi europei la domanda è la stessa, vogliono poter costruire il proprio futuro con opportunità concrete.”
Il Piano proposto richiede una visione coordinata su scala nazionale ed europea, investimenti pubblici e privati sostenuti da regole chiare, e una governance che sappia portare progetti dalla fase di laboratorio alla produzione su larga scala.
In sintesi
- Il Piano nazionale per l’AI può rappresentare un moltiplicatore di produttività: per gli investitori significa progettare strumenti finanziari dedicati a infrastrutture digitali ed energie rinnovabili per data center e produzione avanzata.
- La creazione di ZES AI e di un AI Adoption Act riduce il rischio di dispersione degli investimenti: favorisce economie di scala e partnership pubblico-private, rendendo più efficiente l’impiego di risorse pubbliche.
- Il focus sulle competenze (progetto 500 talenti per l’AI e Alfabeto nazionale dell’intelligenza artificiale) è cruciale per attrarre capitale umano e creare un ecosistema in grado di sostenere startup e filiere high-tech sostenibili nel medio termine.