Stop ai suoi libri nel Regno Unito per la legge antiterrorismo
- 15 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sally Rooney ha scritto:
“C’è qualcosa di spaventoso nel modo in cui continuiamo a vivere la nostra vita normale mentre intorno a noi avvengono atrocità.”
Quando uscirono i suoi romanzi, la scrittrice irlandese rifiutò di concedere i diritti alle case editrici israeliane in segno di solidarietà con il movimento Boycott, Divestment, Sanctions. Lo stesso approccio è stato adottato per il libro Intermezzo, pubblicato nel 2024, e per altre opere il cui destino editoriale si è riferito alle scelte politiche dell’autrice.
La decisione dell’editore
Faber ha spiegato:
“L’attuale legislazione del Regno Unito impedisce a Faber di versare i proventi derivanti dalle vendite inglesi a Sally Rooney. Perciò, in pieno accordo con Sally, abbiamo preso la decisione di non distribuire più il suo lavoro nel Regno Unito in nessun formato.”
La casa editrice ha motivato la scelta con vincoli legali che le impedirebbero di trasferire compensi all’autrice se questa dichiara l’intenzione di destinare tali fondi a un’organizzazione considerata illegale dalle autorità britanniche.
La ragione giuridica
Sally Rooney ha sostegno pubblico per Palestine Action, un gruppo che promuove azioni dirette contro aziende e istituzioni ritenute complici della politica israeliana. Nel 2025 il governo del Regno Unito ha dichiarato l’organizzazione illegale, in base alle norme antiterrorismo applicate nel Paese.
Rooney aveva annunciato l’intenzione di devolvere i proventi derivanti dai suoi libri e dagli adattamenti televisivi — tra cui quelli realizzati dalla Bbc di Persone normali e Parlarne tra amici — a favore di quella causa. Secondo la normativa britannica, ricevere denaro con l’intento di sostenerne un gruppo designato come terroristico può configurare un reato.
Negli ultimi tempi l’autrice ha perciò evitato partecipazioni pubbliche nel Regno Unito, e in una nota ha ribadito il suo sostegno all’organizzazione dichiarando:
“Sostengo Palestine Action e sono disposta ad accettare le conseguenze delle mie azioni.”
Implicazioni per l’editoria
La vicenda solleva questioni pratiche e commerciali per editori, agenzie e piattaforme: i contratti di edizione, le clausole sui pagamenti e la responsabilità degli intermediari rischiano di essere riconsiderati. Molte case editrici potrebbero preferire evitare diritti e autori che comportino rischi legali, provocando un effetto di raffreddamento sui contenuti politicamente sensibili.
Dal punto di vista dei ricavi, il divieto di distribuire un catalogo in un grande mercato come il Regno Unito riduce la base di vendite e le possibilità di licenze audiovisive, impattando sia gli introiti diretti sia quelli collegati a traduzioni e adattamenti internazionali.
Contesto politico e giuridico
La designazione di gruppi come illegali nell’ambito delle leggi antiterrorismo è un processo che combina valutazioni di sicurezza con conseguenze giuridiche ampie: oltre al rischio penale, essa produce effetti su libertà di associazione e di espressione, portando a dibattiti su dove tracciare il confine tra protesta politica e attività perseguibile dalla legge.
Esistono margini per ricorsi legali e contestazioni in sede civile o internazionale, ma nel frattempo editori e distributori devono navigare una situazione di incertezza normativa che può influenzare decisioni commerciali e investimenti nel settore culturale.
Prospettive
Nei prossimi mesi si attendono sviluppi legali e possibili azioni giudiziarie da parte dell’autrice o di soggetti interessati. Allo stesso tempo, gli operatori del mercato editoriale internazionale dovranno aggiornare i propri criteri di valutazione del rischio, bilanciando responsabilità legali, impegni contrattuali e valori editoriali.
In sintesi
- Le restrizioni legali nel Regno Unito possono spingere gli editori a rivedere le politiche sui diritti e sulle donazioni, aumentando i costi legali e assicurativi per le case editrici che operano a livello internazionale.
- La sospensione della distribuzione delle opere in un mercato importante riduce le entrate dirette e le opportunità di licensing, con effetti a catena su traduzioni, audiovisivi e compensi per gli autori.
- L’incertezza normativa crea un potenziale effetto di refrattarietà sugli investimenti culturali, dove i finanziatori potrebbero preferire progetti meno esposti a controversie politiche o legali.
- I dibattiti su libertà di espressione e sicurezza influenzeranno la regolamentazione futura, rendendo rilevante per gli operatori italiani monitorare le evoluzioni giuridiche britanniche per adeguare strategie editoriali e contrattuali.