Restrizioni su stufe e camini: dal 15 ottobre multe fino a 5mila euro
- 15 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Con l’arrivo della stagione fredda molte persone ripensano al piacere di un pomeriggio davanti al camino, ma occorre prestare attenzione alle norme vigenti: la violazione può comportare sanzioni amministrative che vanno dai 500 ai 5.000 euro.
Le limitazioni sull’uso del riscaldamento a legna e pellet variano tra le regioni e si basano principalmente sulla classificazione a “stelle” degli apparecchi. Questo sistema valuta l’efficienza e le emissioni degli impianti alimentati a biomassa, stabilendo condizioni diverse a seconda della qualità del dispositivo.
Come funziona la classificazione a stelle
Il decreto 186/2017 ha istituito una scala da una a cinque stelle per i generatori di calore che utilizzano legna, pellet o cippato. Le valutazioni considerano il rendimento e le emissioni inquinanti: maggiore è il numero di stelle, maggiore è l’efficienza e minori sono le emissioni.
In aree più sensibili dal punto di vista climatico o dell’inquinamento atmosferico le prescrizioni sono più restrittive. Ad esempio, in Lombardia è vietato l’uso di apparecchi a biomassa che non raggiungono almeno la classe ambientale a tre stelle; inoltre, per le nuove installazioni viene richiesto un minimo di quattro stelle, stessa soglia prevista in parte della normativa regionale del Piemonte. Fa eccezione l’uso occasionale di caminetti con potenza fino a 10 kW a scopo ricreativo.
Norme tecniche e manutenzione
La norma tecnica UNI 10683 — aggiornata l’ultima volta nel 2022 — disciplina criteri di verifica, installazione, controllo, pulizia e manutenzione dei generatori a biocombustibili solidi con potenza termica fino a 35 kW. Si tratta di indicazioni che coinvolgono installatori, manutentori e utenti finali per garantire performance ed emissioni nei limiti stabiliti.
Per gli impianti è fondamentale la regolare manutenzione della canna fumaria e dei dispositivi di combustione: interventi periodici riducono le emissioni e migliorano l’efficienza energetica, contribuendo al rispetto delle normative ambientali.
Novità in Lombardia dal 15 ottobre 2026
Dal 15 ottobre 2026 in Lombardia sono entrate in vigore nuove prescrizioni per gli impianti a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW. La delibera approvata dalla Giunta regionale nel 2024 introduce limiti emissivi specifici per particolato e carbonio organico totale, differenziati in base all’altimetria del comune e al combustibile preesistente che si intende sostituire.
Per questi impianti è richiesta la classe ambientale di almeno quattro stelle. La delibera dettaglia anche gli obblighi di manutenzione della canna fumaria: controlli almeno annuali o ogni quattro tonnellate di biomassa bruciata, con rilascio da parte del manutentore di un rapporto di intervento che deve essere registrato nel Curit — Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici — pena sanzioni amministrative.
Per le caldaie, le stufe e i caminetti con potenza inferiore o uguale a 35 kW le regole di impiego e installazione stabilite dalla normativa regionale restano in vigore per un periodo transitorio, fino al 15 ottobre 2027.
Conseguenze per utenti e operatori
Il mancato rispetto delle prescrizioni regionali comporta sanzioni amministrative comprese tra i 500 e i 5.000 euro. Oltre al rischio economico, gli utenti possono trovarsi nella necessità di sostituire apparecchi non conformi o di sostenere spese per adeguamenti e manutenzioni straordinarie.
Per installatori e rivenditori queste disposizioni implicano un adeguamento dell’offerta e della documentazione tecnica: certificazioni di classe, dichiarazioni di conformità e registrazioni ufficiali diventano elementi essenziali per la messa in esercizio degli impianti.
Dal punto di vista ambientale e sanitario, l’abbassamento delle emissioni di particolato e di composti organici contribuisce agli obiettivi di qualità dell’aria regionali e nazionali, oltre a ridurre l’esposizione delle comunità a rischi respiratori.
Consigli pratici per i consumatori
Prima di acquistare o installare un generatore a legna o pellet è consigliabile verificare la classe ambientale dichiarata dal produttore e accertarsi che l’installatore sia abilitato e aggiornato sulle norme UNI e regionali. È inoltre opportuno consultare il Curit o gli uffici competenti del proprio comune per eventuali requisiti locali più restrittivi.
Esistono incentivi e misure di sostegno in alcune aree per la sostituzione di impianti obsoleti con soluzioni a maggiore efficienza: informarsi preventivamente può ridurre l’onere economico dell’adeguamento.
Impatto sul mercato e sulle filiere
L’innalzamento dei requisiti tecnici e emissivi tende a favorire la domanda di apparecchiature ad alta efficienza e di materiali certificati, con ripercussioni sulla filiera del pellet e della legna da ardere. Ciò può tradursi in un aumento delle vendite per i prodotti conformi e in una pressione sui prezzi degli apparecchi e dei combustibili certificati.
Per gli operatori del settore impiantistico e per gli investitori si apre una finestra di opportunità per servizi di adeguamento, manutenzione certificata e produzione di tecnologie a basse emissioni, ma anche l’esigenza di adeguare competenze e capacità produttive alle nuove normative.
In sintesi
- L’inasprimento dei requisiti per gli impianti a biomassa stimolerà la domanda di dispositivi ad alta efficienza, favorendo produttori e rivenditori certificati ma creando barriere per gli apparecchi obsoleti.
- Gli obblighi di manutenzione e le registrazioni ufficiali aumentano i servizi ricorrenti per installatori e manutentori, generando nuove opportunità di ricavo ma richiedendo investimenti in formazione e controlli di qualità.
- Per gli investitori il settore offre prospettive di crescita legate alla sostituzione e all’adeguamento degli impianti, con potenziali benefici per le aziende che offrono soluzioni tecnologiche a basse emissioni e servizi connessi.
- Dal punto di vista macroeconomico, il rafforzamento delle normative è coerente con gli obiettivi di politica ambientale e può avere effetti positivi sulla salute pubblica, influenzando la domanda aggregata di tecnologie verdi a livello regionale.