La fintech legata a FTX, Perpetuals (PDC), punta a rivoluzionare il trading di azioni tokenizzate nel quadro normativo della SEC

Gruhn è stato cofondatore di Digital Assets AG, una società svizzera specializzata nella tokenizzazione che ha collaborato con la società d’investimento tedesca CM-Equity per offrire token collegati ad azioni come Tesla e Coinbase ai partecipanti del mercato crypto.

La società è stata successivamente acquisita dal gruppo FTX, entrando a far parte di FTX Europe, la cui guida fu affidata a Gruhn fino al collasso del gruppo di scambio di criptovalute nel novembre 2022. Quei primi prodotti davano esposizione al prezzo delle azioni sottostanti, ma non attribuivano diritti di voto agli investitori.

Un esempio parallelo fu l’offerta di token su Binance, interrotta nel luglio 2021 a causa degli approfondimenti regolatori: tra le preoccupazioni emerse vi fu quella avanzata dalla BaFin in merito all’assenza di un prospetto informativo pubblicato, elemento cruciale per la qualificazione come strumento finanziario.

Gruhn ha dichiarato:

“Il team dei Perpetuals è stato a lungo pioniere nella tokenizzazione, e questa espansione negli Stati Uniti ci permette di sfruttare ulteriormente la nostra piattaforma e la profonda esperienza.”

Contesto normativo e modello di business

La società fornisce tecnologie di trading a Perpetual Markets MTF, un mercato con sede a Cyprus autorizzato secondo il quadro regolatorio europeo MiFID II e che ha ottenuto anche l’autorizzazione ai sensi del regolamento europeo sui mercati delle crypto-asset. Questo colloca l’iniziativa in un contesto regolatorio più definito rispetto alle prime sperimentazioni di token su azioni, pur ponendo nuove sfide di conformità e vigilanza.

Al termine di aprile la società ha dichiarato attività totali per $65,2 milioni e una perdita netta di $17,6 milioni nell’esercizio fiscale, segnali che indicano sia investimenti significativi nello sviluppo tecnologico sia la fase ancora iniziale di monetizzazione del modello.

All’inizio dell’anno è stato inoltre annunciato un accordo con Datavault AI per supportare l’infrastruttura di trading di offerte di commodity tokenizzate pianificate, che dovrebbero riguardare rame, oro e altri beni fisici, con un’emissione target superiore a $300 milioni.

Implicazioni per il mercato e gli operatori

La transizione verso prodotti regolamentati e l’entrata nel mercato statunitense segnalano una ricerca di legittimazione e scala, ma al contempo richiedono adeguamenti normativi e trasparenza maggiori rispetto ai token sperimentali. La distinzione tra esposizione ai prezzi e diritti connessi agli strumenti sottostanti resta centrale per la loro classificazione giuridica.

Per gli operatori italiani e gli investitori istituzionali, questo sviluppo richiede un’attenta valutazione del framework di vigilanza europeo e delle possibili ricadute fiscali e amministrative: la tokenizzazione di commodity, ad esempio, può aprire nuove opportunità di diversificazione ma impone controlli sulla custodia, sulla qualità degli asset sottostanti e sulla tracciabilità delle emissioni.

Inoltre, la storia di acquisizioni e cessioni nel settore crypto evidenzia il rischio di controparte e la necessità di solidità patrimoniale e governance per sostenere prodotti che ambiscono a integrare i mercati tradizionali.

Prospettive operative

L’adozione di infrastrutture tecnologiche per la tokenizzazione di asset reali rappresenta una tendenza di lungo periodo che potrebbe rendere più liquidi mercati tradizionalmente frammentati. Tuttavia, il passaggio da prototipi a prodotti pienamente conformi richiederà tempo, dialogo con le autorità e investimenti continui in compliance e sicurezza informatica.

Per chi segue i mercati, la capacità di questi progetti di dimostrare trasparenza, protezione degli investitori e integrazione con infrastrutture finanziarie esistenti determinerà il loro ruolo futuro nell’ecosistema finanziario.

In sintesi

  • La migrazione verso mercati regolamentati riduce il rischio normativo ma aumenta l’esposizione ai requisiti di compliance, condizionando i tempi per la scalabilità commerciale.
  • Investitori italiani dovrebbero valutare la robustezza patrimoniale e la governance dei fornitori di token prima di allocare capitale, dato il passaggio da prototipi a prodotti finanziari veri e propri.
  • La tokenizzazione di commodity apre spazi per diversificazione e maggiore liquidità, ma impone attenzione alla custodia degli asset fisici e alla trasparenza nelle emissioni.
  • L’evoluzione normativa europea influenzerà l’attrattività di questi strumenti: chi anticiperà standard di conformità e interoperabilità potrà ottenere vantaggi competitivi sul mercato.


Author: Tony
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