I conti delle banche Usa: JP Morgan cresce del 6,2% ma l’utile a 15,3 miliardi resta sotto le attese

Jp Morgan ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 15,3 miliardi di dollari, pari a 5,57 dollari per azione, in aumento del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ma inferiore alle attese del mercato di 5,93 dollari per azione. I ricavi sono saliti dell’8% su base annua a 50,17 miliardi di dollari, sotto i 51,23 miliardi stimati dagli analisti. Nei risultati è contabilizzata una perdita di 658 milioni di dollari sui titoli in portafoglio; al netto di questa voce l’utile per azione sarebbe stato di 5,75 dollari.

Jamie Dimon ha dichiarato:

“Abbiamo registrato un altro trimestre solido. Le commissioni di investment banking sono cresciute a doppia cifra, anche se l’attività ha rallentato parzialmente nel corso del periodo.”

Il gruppo ha evidenziato una crescita del 14% su base annua nelle commissioni di investment banking, mentre il confronto con il secondo trimestre mostra un calo dell’8%. I ricavi della divisione Markets, che comprende il trading azionario e del reddito fisso, sono aumentati del 15% su base annua. Il margine di interesse è salito del 6% a 24,7 miliardi di dollari, sostenuto dalla robustezza dell’economia statunitense e dalla domanda di imprese e consumatori.

Jamie Dimon ha aggiunto:

“Deficit pubblici ampi, inflazione persistente, prezzi degli asset elevati, tassi più alti e tensioni geopolitiche continuano a evolversi sotto la superficie. Al momento queste forze sono gestibili, ma restiamo preparati ad affrontare una vasta gamma di scenari.”

Goldman Sachs: ricavi sopra le previsioni, utile netto in forte crescita

Goldman Sachs ha superato le aspettative nel terzo trimestre, con ricavi netti pari a 18,68 miliardi di dollari, in aumento del 23% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e dell’8% rispetto al trimestre precedente. L’utile netto è salito a 5,29 miliardi di dollari, con un incremento del 29% su base annua.

Nei primi nove mesi del 2026 i ricavi netti hanno raggiunto 56,24 miliardi di dollari e l’utile netto si è attestato a 17,55 miliardi. L’Eps (utile per azione diluito) del trimestre è stato pari a 17,01 dollari, rispetto ai 12,25 dollari del terzo trimestre 2025 e ai 20,98 dollari del secondo trimestre 2026. Il rendimento del capitale proprio (ROE) annualizzato è stato del 18,7% nel trimestre e del 20,7% nei primi nove mesi dell’anno. Il valore contabile per azione è salito a 372,64 dollari, con incrementi sia sul trimestre sia sul periodo annuale.

Wells Fargo: utili e margini in crescita, ma aumentano gli accantonamenti

Wells Fargo ha riportato un utile per azione diluito di 1,87 dollari nel terzo trimestre, in rialzo rispetto a 1,66 dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi totali si sono attestati a 21,87 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 21,43 miliardi del terzo trimestre 2025, mentre il margine di interesse netto è salito a 12,52 miliardi di dollari.

Gli accantonamenti per perdite su crediti sono aumentati a 1,029 miliardi di dollari, rispetto ai 681 milioni dell’anno precedente, segnalando maggiore prudenza nella copertura del rischio di credito in un contesto economico ancora incerto.

Charlie Scharf ha dichiarato:

“I risultati del trimestre riflettono una crescita diffusa, profitti più elevati e rendimenti più coerenti. L’utile diluito per azione è aumentato del 13% su base annua. Il nostro Rotce è salito dal 14,7% dei primi nove mesi del 2025 al 16,2% nello stesso periodo di quest’anno, attestandosi al 16,3% nel trimestre. Inoltre, sia i volumi medi di prestiti sia quelli di depositi sono cresciuti dell’11% rispetto a un anno fa.”

Contesto e implicazioni

I conti delle principali banche statunitensi mostrano un quadro complesso: margini di interesse sostenuti dal livello dei tassi e dalla domanda creditizia, ma con segnali di normalizzazione nell’attività di investment banking e un aumento degli accantonamenti per rischio di credito. Questi elementi influenzano le valutazioni settoriali e le aspettative degli investitori su redditività e liquidità delle istituzioni finanziarie nel medio termine.

In sintesi

  • L’insieme dei risultati indica che tassi più elevati continuano a sostenere i margini bancari, rendendo il settore attraente per investitori focalizzati sui rendimenti da interessi, ma aumenta la rilevanza del rischio di credito nei prossimi trimestri.
  • La progressiva flessione delle commissioni di investment banking suggerisce maggiore volatilità nei ricavi non legati agli interessi; per gli investitori ciò significa preferire istituti con diversificazione delle fonti di reddito.
  • L’aumento degli accantonamenti evidenziato da alcune banche è un segnale di prudenza che può precedere spazi più contenuti per distribuzioni di capitale, influenzando le decisioni su dividendi e buyback.
  • Per i risparmiatori e i gestori italiani, la performance delle banche statunitensi offre un utile metro di confronto su come tassi e scenario macro possano impattare le banche europee, con possibili ripercussioni su valutazioni e flussi verso fondi settoriali.


Author: Tony
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