Dalla Tuscia alla Route 01 fino alle 35 nuove opere pubbliche: ecco come sarà Civita capitale dell’arte contemporanea 2028

Quattro artisti di rilievo internazionale saranno al centro di un ambizioso progetto culturale diffuso nella Tuscia, concepito come un «museo senza pareti»: le opere di Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni e Nico Vascellari saranno distribuite nel territorio, trasformando strade, piazze e rive in luoghi di fruizione artistica.

Il programma, realizzato in collaborazione con l’Associazione Arte Continua, privilegia installazioni che dialogano con il paesaggio e con il pubblico: dalle esperienze interattive di Carsten Höller alle architetture vegetali di Eva Jospin, passando per la scultura e i materiali naturali di Chiara Camoni e le sperimentazioni audiovisive di Nico Vascellari. Accanto ai grandi nomi sono previsi interventi di giovani artisti scelti tramite una open call, per garantire ricambio generazionale e opportunità di crescita professionale.

Le opere non saranno racchiuse in un edificio museale: saranno disseminate tra Civita, Bolsena e il territorio che connette i due centri, con installazioni previste lungo percorsi pubblici, nei negozi, nelle botteghe artigiane e nelle scuole, in un progetto pensato per integrare arte contemporanea e vita quotidiana delle comunità locali.

La Tuscia Route 01 e il modello di fruizione

La spina dorsale dell’intervento sarà la Tuscia Route 01, un percorso ciclopedonale di circa 15 chilometri che collegherà fisicamente i luoghi della programmazione culturale. Questa infrastruttura favorirà un turismo lento, incentivando visite tappa per tappa a piedi o in bicicletta e promuovendo la scoperta sostenibile del territorio.

Il progetto, denominato Arte che viene, arte che va, ambisce a diventare un modello di educazione all’arte contemporanea su larga scala: l’obiettivo dichiarato è coinvolgere diecimila giovani del territorio attraverso laboratori, visite guidate e percorsi formativi pensati per scuole e comunità.

Simbolo operativo di questa missione sarà il Baleno, un bus-laboratorio itinerante progettato dall’artista Tobias Rehberger insieme alla Fondazione Reggio Children, che porterà attività artistiche direttamente nelle scuole del comprensorio. Intorno al Baleno si articolerà un programma di alta formazione rivolto a studenti, insegnanti e giovani professionisti del settore culturale.

Le motivazioni della giuria

Giuli ha sottolineato:

«Il progetto trasforma l’arte in un bene permanente, in dialogo con paesaggio, storia e identità dei luoghi, costruendo una rete tra istituzioni, imprese e cittadini che potrà durare oltre l’anno di riferimento.»

Giuli ha aggiunto:

«La centralità della formazione dei giovani e la volontà di rendere il contemporaneo parte della vita quotidiana rendono questo modello un’eredità condivisa e un motore di sviluppo per il futuro.»

Reazioni dalle amministrazioni locali

Luca Profili, sindaco di Bagnoregio, ha commentato:

«È una giornata storica per le nostre comunità: la dimostrazione che anche i borghi piccoli possono avere un ruolo nelle politiche culturali nazionali. Iniziamo a lavorare subito per dimostrare di meritare questo riconoscimento.»

Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena, ha affermato:

«La vittoria premia un progetto concreto, orientato alla formazione delle nuove generazioni e alla creazione di opportunità locali. L’arte può essere un volano per mantenere vivi i nostri borghi.»

I commenti delle amministrazioni sottolineano come il successo dell’iniziativa nasca anche dalla capacità di superare campanilismi e di mettere in campo una visione condivisa tra territori limitrofi: un approccio che facilita la collaborazione tra enti locali, soggetti privati e realtà associative, elemento chiave per la sostenibilità del progetto oltre l’anno di avvio.

Dal punto di vista istituzionale, l’iniziativa apre scenari interessanti per la politica culturale: integrare arte contemporanea e rigenerazione territoriale può essere uno strumento per attrarre investimenti, favorire l’occupazione creativa e rafforzare l’offerta turistica di qualità. La sinergia tra infrastrutture (come la Tuscia Route 01), programmi educativi e partnership pubblico-private sarà determinante per tradurre il progetto in benefici economici concreti per la zona.

In sintesi

  • Un progetto diffuso come questo può aumentare il valore immateriale e, a medio termine, quello economico dei borghi coinvolti, attirando visitatori più qualificati e prolungando la stagione turistica.
  • L’investimento in infrastrutture per la mobilità dolce e in programmi educativi rafforza la capacità del territorio di generare economie creative e opportunità professionali per i giovani.
  • La collaborazione stabile tra istituzioni locali, operatori culturali e imprese private è una leva per attrarre finanziamenti pubblici e privati, con potenziali ricadute positive su occupazione e servizi.
  • Per gli investitori privati, progetti di rigenerazione culturale offrono nuove possibilità di sponsorizzazione e sviluppo di prodotti turistici esperienziali, con ritorni reputazionali e commerciali sul medio periodo.


Author: Tony
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