Palantir (PLTR), Louis Mosley avverte: l’Europa rischia di restare indietro nell’intelligenza artificiale
- 12 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Louis Mosley, responsabile per il Regno Unito e l’Europa di Palantir, ha messo in guardia sul rischio che il continente ripeta lo stesso errore compiuto con l’internet anche nell’ambito della intelligenza artificiale (IA).
Louis Mosley ha dichiarato:
“Gli Stati Uniti hanno interpretato correttamente la rivoluzione di internet, creando molte imprese e diventando l’ossatura dell’economia digitale; l’Europa, invece, ha perso l’occasione.”
Contesto storico e divario economico
Due decenni fa l’Europa e gli Stati Uniti erano confrontabili su indicatori come il PIL pro capite, la profondità dei mercati dei capitali e la dimensione delle maggiori imprese.
Nel periodo successivo, invece, gli Stati Uniti hanno registrato una crescita cumulativa sensibile che ha ampliato il divario: maggiore capacità di finanziamento privato, mercati dei capitali più profondi e un ecosistema di venture capital più dinamico hanno favorito la nascita e l’espansione di giganti tecnologici.
Perché l’onda di internet ha premiato gli USA
Secondo Mosley, le ondate tecnologiche precedenti avevano generato campioni europei in alcuni settori, ma la fase di Internet ha prodotto poche società europee di portata globale; tra le eccezioni più evidenti figura ASML.
Louis Mosley ha affermato:
“ASML è di gran lunga la maggiore azienda europea in questo ambito: dimostra che il valore si concentra nella tecnologia.”
Adozione dell’IA: atteggiamento delle imprese europee
Mosley sottolinea che la diffusione dell’IA avrà impatti ancora più profondi rispetto all’internet economy, ma rileva una maggiore prudenza da parte delle società europee, che spesso preferiscono attendere piuttosto che investire rapidamente in nuove tecnologie.
Louis Mosley ha aggiunto:
“È nuovo, potrebbe sembrare rischioso. Molte aziende adottano l’atteggiamento: ‘Aspetto e vedo’.”
Questa cautela si combina con altri fattori strutturali: frammentazione del mercato interno europeo, dimensioni relativamente contenute delle imprese, disponibilità di capitali di rischio inferiore rispetto agli Stati Uniti, e politiche pubbliche che talvolta privilegiano la tutela a breve termine rispetto all’innovazione rapida.
Implicazioni per investitori e policy
La possibilità che l’Europa perda anche la battaglia dell’IA implica conseguenze rilevanti per i mercati: minor presenza di unicorni tecnologici europei riduce le opportunità per gli investimenti locali e aumenta la dipendenza dalle tecnologie sviluppate oltre oceano.
Per attenuare il problema servono misure pubbliche mirate a stimolare il capitale privato e gli investimenti in ricerca industriale, oltre a incentivi per favorire la scalabilità delle start-up tecnologiche europee e il trasferimento di competenze tra università e imprese.
Dal punto di vista aziendale, le imprese italiane e del continente che accelereranno l’adozione di soluzioni basate su IA potrebbero guadagnare vantaggi competitivi importanti, a patto di gestire correttamente rischi legati a dati, governance e competenze.
Azioni pratiche per il sistema Italia
Per non rimanere indietro, il sistema economico italiano dovrebbe promuovere programmi di formazione specialistica, rafforzare il capitale di rischio domestico e facilitare partnership pubblico-private che portino progetti pilota di IA in settori strategici come manifattura, sanità e logistica.
Un approccio coordinato tra istituzioni, università e imprese può contribuire a creare un ecosistema capace di attrarre talenti e finanziamenti, riducendo la fuga verso mercati esteri più dinamici.
In sintesi
- La cautela diffusa sulle tecnologie emergenti in Europa può tradursi in perdite di opportunità di mercato e in una minore capacità di creare grandi imprese tecnologiche a livello globale.
- Per gli investitori italiani, aumentare l’esposizione a fondi specializzati in deep tech e favorire co-investimenti con partner europei può ridurre il rischio di perdere valore generato dall’IA.
- Politiche pubbliche che rafforzino il capitale di rischio e facilitino il trasferimento tecnologico sono cruciali per sostenere la scalabilità delle start-up italiane e europee.