Obbligazioni catastrofali tokenizzate: il nuovo piano Harneys-DropRWA per colmare il vuoto assicurativo dei non assicurati

La proposta mira ad ampliare un mercato tradizionale che finora è rimasto prevalentemente appannaggio di fondi specializzati e grandi istituzioni: le obbligazioni catastrofali. Molte emissioni di questo tipo impongono soglie d’ingresso elevate, spesso a partire da 250.000 dollari o più, ma Harneys e droppRWA stanno valutando una struttura tokenizzata che potrebbe permettere partecipazioni più frazionate, pur rimanendo soggetta alle normative su titoli, assicurazioni e tutela degli investitori.

Il modello proposto non trasforma la copertura dei disastri in un investimento da banco: il capitale raccolto rimarrebbe vincolato a coprire un rischio assicurativo ben definito. Questo è il punto evidenziato da Henry Tucker, amministratore delegato del gruppo assicurativo specializzato Hearns, che ha spiegato:

«Non state comprando il diritto di essere pagati da qualcun altro che ha scommesso nella direzione opposta al casinò.»

Rischi difficili da trasferire con il riassicuratore convenzionale

Tucker ha richiamato l’attenzione su rischi come le inondazioni e i tifoni nel Sudest asiatico, che possono risultare difficili da piazzare presso i riassicuratori tradizionali quando i dati sui sinistri sono scarsi o le stime delle perdite sono molto incerte. Una sottoscrizione specializzata potrebbe utilizzare una struttura tokenizzata per raccogliere capitale mirato a un rischio unico, definendo chiaramente le ipotesi e il rendimento offerto agli investitori.

Un precedente di finanziamento per la protezione pubblica

Esiste già un precedente concreto di utilizzo delle obbligazioni catastrofali per finanziare la protezione dai disastri a livello sovrano. Il World Bank ha strutturato una copertura di 200 milioni di dollari per Jamaica, sostituendo una transazione precedente che era andata a pagamento dopo l’uragano Melissa del 2025. La ministra delle finanze Fayval Williams ha dichiarato:

«Le obbligazioni catastrofali sono una parte importante per garantire l’accesso ai mercati dei capitali nella strategia di resilienza del Paese.»

Il ricorso alla tokenizzazione potrebbe quindi combinare due dinamiche: da un lato la capacità di frazionare l’investimento per attrarre capitali diversi, dall’altro la necessità di rispettare un quadro regolamentare complesso. Qualsiasi soluzione dovrà confrontarsi con le norme europee e nazionali in materia di mercati finanziari e assicurativi — ad esempio Solvency II, le linee guida dell’ESMA e le autorità di vigilanza locali come IVASS — oltre alle disposizioni sulla protezione del risparmio e sulla trasparenza informativa.

Per gli investitori retail italiani la comparsa di strumenti tokenizzati legati a eventi catastrofali può essere vista come un’opportunità di diversificazione non correlata ai mercati tradizionali, ma comporta rischi elevati: scarsa liquidità, complessità nella modellizzazione del rischio e dipendenza da dati di sinistro affidabili. Per assicuratori e bilanci pubblici invece queste soluzioni potrebbero offrire una via aggiuntiva per trasferire esposizioni estreme verso i mercati dei capitali.

Dal punto di vista delle politiche pubbliche, la capacità di cedere parte del rischio catastrofale sui mercati di capitale può contribuire a stabilizzare conti pubblici dopo eventi estremi e a mettere a disposizione risorse immediate per la ricostruzione. Allo stesso tempo richiede governance robusta, procedure di rendicontazione trasparente e meccanismi chiari per la determinazione e il pagamento dei sinistri.

In sintesi

  • L’introduzione di obbligazioni catastrofali tokenizzate potrebbe ampliare la base degli investitori, ma richiede quadri regolatori adeguati per tutelare i piccoli sottoscrittori e mantenere la solidità dei mercati assicurativi.
  • Per gli investitori italiani la nuova offerta rappresenta un’opportunità di diversificazione non correlata ai mercati azionari, ma impone una valutazione avanzata del rischio, della liquidità e della qualità dei dati sottostanti.
  • Per le autorità e gli enti locali, strumenti basati sul mercato dei capitali possono ridurre l’impatto finanziario dei grandi eventi, purché vengano accompagnati da requisiti di trasparenza e da una governance capace di definire chiaramente trigger e criteri di pagamento.


Author: Tony
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