Ledger apre indagine su possibile manomissione dei portafogli dopo furto di 86 milioni di dollari in criptovalute
- 9 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Ledger ha richiesto al rivenditore CryptoBilis di sospendere temporaneamente tutte le vendite e le spedizioni mentre prosegue l’indagine su una possibile compromissione di dispositivi hardware destinati alla custodia di criptovalute.
L’azienda ha inoltre raccomandato ai clienti che hanno acquistato un dispositivo presso il rivenditore negli ultimi 90 giorni di non inizializzare il prodotto. Chi ha già attivato il proprio wallet è stato invitato a trasferire i fondi su un nuovo dispositivo Ledger generando una nuova frase di recupero, per ridurre il rischio di sottrazione degli asset.
Se confermata, questa potenziale perdita si sommerebbe a una serie di gravi violazioni della sicurezza nel settore crypto verificatesi nell’ultimo anno. Tra gli episodi più rilevanti figurano gli exploit subiti da Bitget per oltre 350 milioni di dollari, Liquid Network per circa 320 milioni, Drift per 295 milioni e Kelp per 293 milioni, secondo i dati raccolti da DefiLlama. Questi eventi stanno accentuando il tema della resilienza delle infrastrutture decentralizzate e dei servizi collegati.
Fondata nel 2014 e con sede a Paris, Ledger è tra i produttori più noti di dispositivi hardware per la custodia delle criptovalute: tali apparecchi mantengono le chiavi private offline per limitare l’esposizione alle intrusioni online. L’azienda dichiara di aver venduto oltre 7 milioni di unità a livello globale, rendendo i suoi prodotti uno strumento diffuso per gli investitori che preferiscono non affidarsi esclusivamente agli exchange.
Nel caso in esame, l’indagine riguarda dispositivi distribuiti tramite un canale di terze parti e non ci sono al momento evidenze che i sistemi interni o la tecnologia dei wallet sviluppata da Ledger siano stati compromessi. Tuttavia, il coinvolgimento di un rivenditore evidenzia i rischi legati alla catena di distribuzione e all’integrità della supply chain dei prodotti fisici.
Per gli investitori e gli operatori di mercato questa vicenda richiama l’attenzione su tre aspetti chiave: la necessità di acquistare dispositivi da canali ufficiali, il controllo costante delle pratiche di sicurezza durante la gestione delle chiavi e l’importanza di procedure chiare per la segnalazione e il contenimento degli incidenti. Sul piano regolatorio, ulteriori episodi possono accelerare richieste di maggiore trasparenza e standardizzazione della sicurezza per i servizi di custodia e i prodotti collegati alle criptovalute.
In sintesi
- Un episodio di sicurezza legato a dispositivi venduti da terzi può erodere la fiducia nel mercato delle soluzioni di self‑custody, spingendo parte degli investitori verso servizi custodial o soluzioni assicurative.
- Per gli investitori italiani, la preferenza per canali ufficiali e la rotazione delle frasi di recupero sono misure pratiche che riducono il rischio sistemico derivante da compromissioni della supply chain.
- Eventuali ulteriori incidenti potrebbero intensificare l’interesse delle autorità europee e nazionali per norme più rigorose su controlli di qualità, tracciabilità dei dispositivi e responsabilità dei rivenditori.