Perché Citrini preferisce azioni e token cripto piuttosto che bitcoin (btc) o ether (eth) per puntare sulla tokenizzazione
- 8 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Citrini ha sostenuto che se azioni, materie prime e altri asset finanziari si stanno effettivamente trasferendo on‑chain, l’intero ecosistema dei prodotti finanziari costruiti attorno a questi asset dovrà, nel tempo, seguirne il movimento verso la blockchain.
Citrini ha affermato:
“Se abbiamo ragione nel ritenere che azioni, materie prime e altri asset finanziari si stanno spostando on‑chain, alla fine tutti i prodotti finanziari costruiti attorno a quegli asset dovrebbero seguirli.”
Progetti e token evidenziati
Il rapporto individua una serie di protocolli che potrebbero beneficiare della tokenizzazione degli asset tradizionali. Tra questi figura Aerodrome (AERO), una piattaforma di trading che potrebbe generare commissioni significative dalle transazioni di azioni tokenizzate.
Maple viene citata come gestore di prodotti di prestito su blockchain rivolti a investitori istituzionali, un segmento che potrebbe crescere con l’aumentare della domanda di soluzioni di credito digitali.
Pendle (PENDLE) è riconosciuta per la capacità di consentire la negoziazione dei flussi di reddito futuri derivanti da asset a interesse, offrendo strumenti per separare capitale e rendimento.
Ondo Finance (ONDO) fornisce prodotti tokenizzati legati a titoli del Tesoro statunitense e azioni, e ha recentemente ampliato l’offerta con futures perpetui, segnalando come i servizi tradizionali possano essere digitalizzati.
In termini di infrastruttura di base, il rapporto indica l’importanza di Aave (AAVE) per il lending, di Uniswap (UNI) come mercato decentralizzato per lo scambio di token e di Ethena (ENA), che emette stablecoin e sta sperimentando servizi finanziari digitali a rendimento elevato, carte e pagamenti.
Per i servizi finanziari in ambito cripto il report include anche ether.fi (ETHFI), mentre per l’oracolo dei prezzi viene citato Chainlink (LINK) e per l’interoperabilità tra catene LayerZero (ZRO). Questi elementi infrastrutturali sono ritenuti critici se gli asset tokenizzati dovessero diffondersi tra piattaforme e reti diverse.
Il documento menziona inoltre Derive (DRV), un protocollo decentralizzato per il trading di opzioni che potrebbe guadagnare rilevanza qualora l’arrivo di azioni e altri asset tokenizzati stimoli una maggiore attività nel mercato dei derivati su blockchain.
Futures perpetui e piattaforme di trading
Il rapporto dedica attenzione ai mercati dei futures perpetui, contratti senza scadenza che permettono di speculare sul prezzo di un asset senza possederlo. Qui emergono Lighter (LIT) e Variational (VAR) come piattaforme emergenti, mentre Hyperliquid (HYPE) è indicata come già dominante per il trading di perps su blockchain.
La ricerca segnala che, oltre alle piattaforme native, alcune esposizioni ai perps sono già disponibili tramite prodotti tradizionali, ad esempio attraverso il Bitwise Hyperliquid ETF (BHYP), che fornisce un ponte tra mercati regolamentati e infrastrutture on‑chain.
Monetizzazione, governance e incentivi
Un punto chiave sollevato dal report riguarda il modo in cui i protocolli monetizzano l’attività: non basta che aumentino i volumi di scambio o l’attività di rete, è fondamentale capire chi incassa le commissioni e in che misura i possessori di token partecipano ai ricavi generati.
Citrini ha avvertito:
“L’aumento dei volumi di scambio e dell’attività di rete non sempre si traduce in prezzi più alti. Gli investitori devono valutare come i protocolli generano entrate, chi incassa le commissioni e se i detentori di token partecipano a tali ricavi.”
Questa osservazione richiama l’attenzione sulla struttura delle commissioni, sui modelli di emissione dei token e sulle meccaniche di governance, elementi che influenzano direttamente il valore a lungo termine dei token legati alla tokenizzazione degli asset.
Implicazioni regolamentari e per gli investitori istituzionali
L’adozione su larga scala di asset tokenizzati dipenderà anche dalla chiarezza regolamentare. A livello europeo, il quadro delineato dal MiCA e dalle normative sui mercati finanziari determinerà condizioni operative e requisiti di conformità per prodotti ibridi tra finanza tradizionale e decentralizzata.
Per gli investitori istituzionali e i gestori patrimoniali italiani, l’integrazione di prodotti tokenizzati richiederà adeguamenti in termini di custodia, reportistica fiscale e valutazione del rischio operativo. Le banche e le società di gestione che sapranno costruire infrastrutture di custodia sicure e processi di compliance efficaci potrebbero ottenere un vantaggio competitivo.
Inoltre, la capacità dei protocolli di distribuire ricavi ai detentori di token e di fornire trasparenza sulle fee sarà un fattore determinante per l’interesse degli investitori istituzionali verso questi strumenti.
Considerazioni finali
Il rapporto di Citrini presenta una mappa di progetti che potrebbero beneficiare della crescita della tokenizzazione, ma ricorda che l’effettiva creazione di valore dipenderà dalla capacità di questi protocolli di monetizzare l’attività, di rispettare requisiti normativi e di offrire sicurezza e liquidità a investitori qualificati e al dettaglio.
Per operatori e risparmiatori italiani, il tema apre opportunità e sfide: nuove classi di prodotti possono migliorare l’efficienza del mercato e l’accesso agli investimenti, ma richiedono anche attenzione alla governance dei token, alla trasparenza delle commissioni e alla gestione dei rischi legali e fiscali.
In sintesi
- La diffusione degli asset tokenizzati potrebbe trasformare la struttura dei mercati, aumentando la liquidità ma imponendo nuove esigenze di infrastruttura e custodia per gli operatori italiani.
- I modelli di monetizzazione dei protocolli saranno determinanti: la capacità di convertire volumi in ricavi distribuibili ai detentori di token influenzerà i ritorni per gli investitori.
- Una maggiore chiarezza regolamentare nell’Unione Europea favorirebbe l’ingresso degli istituzionali; i gestori patrimoniali italiani dovranno adattare processi di compliance e reporting per sfruttare le opportunità.
- Per il portafoglio degli investitori, la diversificazione nelle infrastrutture on‑chain richiederà valutazioni dettagliate su rischi tecnici, governance dei protocolli e sostenibilità dei flussi di commissioni.