doValue punta sulle digital collection nel piano 2027-2029 e fissa un EBITDA fino a 350 milioni

doValue — in foto, l’Amministratrice delegata Manuela Franchi — mette le digital collection al centro del nuovo Piano 2027-2029, affiancandole a un programma di incremento della produttività nelle attività di NPE servicing. Il gruppo punta a raggiungere nel 2029 un EBITDA compreso tra 330 e 350 milioni di euro, sostenuto dalla crescita dei servizi digitali, dall’automazione dei processi e da una maggiore diversificazione geografica e settoriale.

La strategia prevede inoltre un rafforzamento nei Paesi nordici e l’introduzione dell’offerta di digital collection nei mercati del Sud Europa in cui doValue è già presente. Parallelamente, la società ha aggiornato le attese per il 2026 per riflettere un andamento più lento delle collection in Italia.

Le digital collection diventano il principale motore di crescita

Nel nuovo piano, il segmento delle digital collection assume un ruolo centrale nella crescita dei risultati del gruppo.

doValue prevede per questa attività un EBITDA compreso tra 155 e 165 milioni di euro nel 2029, corrispondente a un CAGR di circa il 30%.

La crescita dovrebbe arrivare da più direttrici: ampliamento delle relazioni con i clienti già esistenti, rafforzamento della presenza nei mercati nordici e progressiva introduzione dei servizi nei Paesi dell’Europa meridionale dove il gruppo dispone già di una piattaforma operativa.

L’obiettivo è inoltre aumentare la diversificazione per clienti e settori, riducendo la dipendenza da singoli portafogli e ampliando le applicazioni del modello di collection digitale.

Automazione e produttività per il servicing NPE

Accanto allo sviluppo dei servizi digitali, doValue intende migliorare l’efficienza delle attività tradizionali di NPE servicing.

Il piano prevede una combinazione di automazione, riprogettazione dei processi e maggiore flessibilità della struttura dei costi. Questi interventi dovrebbero consentire al gruppo di mitigare gli effetti derivanti dal progressivo ammortamento dei portafogli legacy.

La sfida sarà quindi aumentare la produttività della piattaforma mantenendo capacità di gestione su larga scala, mentre il peso dei portafogli più maturi continuerà gradualmente a diminuire.

La trasformazione operativa punta a rendere il modello del gruppo più scalabile e ad affiancare al servicing tradizionale una quota crescente di servizi digitali.

Espansione tra Paesi nordici e Sud Europa

La crescita geografica rappresenta un altro pilastro del Piano 2027-2029.

doValue intende consolidare ulteriormente la propria presenza nei Paesi nordici, sfruttando il contributo delle digital collection e ampliando le relazioni commerciali già sviluppate.

Nel Sud Europa, invece, il gruppo vuole utilizzare la presenza esistente per introdurre progressivamente nuovi servizi e portare l’offerta digitale su mercati già presidiati attraverso altre attività.

Questa impostazione dovrebbe permettere di sfruttare infrastrutture, competenze e relazioni già disponibili, favorendo una maggiore integrazione tra le diverse linee di business.

Free cash flow fino a 120 milioni nel 2029

Sul fronte della generazione di cassa, doValue indica per il 2029 un obiettivo di free cash flow ricorrente compreso tra 100 e 120 milioni di euro.

Il piano prevede inoltre almeno 150 milioni di euro di cassa cumulata disponibile nel periodo 2027-2029, risorse che potranno garantire maggiore flessibilità strategica e sostenere eventuali operazioni di M&A.

La capacità di generare cassa sarà quindi uno degli elementi attraverso cui il gruppo intende accompagnare la trasformazione del modello operativo e sostenere ulteriori opportunità di crescita.

Rivisto l’outlook 2026 per le collection in Italia

In parallelo alla presentazione del nuovo piano, doValue ha aggiornato le attese per il 2026 per tenere conto di un andamento delle collection in Italia più lento rispetto alle previsioni precedenti.

Il gruppo prevede ora un EBITDA compreso tra 270 e 290 milioni di euro, rispetto alla precedente indicazione di circa 300 milioni.

I ricavi lordi sono attesi tra 770 e 790 milioni di euro.

La società segnala tuttavia che le digital collection continuano a registrare una performance superiore alle attese, elemento che rafforza il ruolo assegnato a questa attività all’interno della nuova strategia triennale.

Obiettivo 2029: un modello più digitale e diversificato

Il Piano 2027-2029 delinea quindi una doValue progressivamente più orientata verso tecnologia, automazione e servizi digitali, mantenendo contemporaneamente il presidio delle attività di servicing.

La crescita delle digital collection, il miglioramento della produttività e l’espansione geografica dovrebbero concorrere al raggiungimento dell’obiettivo di EBITDA fissato tra 330 e 350 milioni di euro nel 2029.

La principale sfida sarà gestire la transizione dai portafogli tradizionali verso attività a maggiore componente tecnologica, trasformando il contributo delle digital collection da area emergente a uno dei principali motori economici del gruppo.