Aerospazio: dal business satellitare una spinta ai progetti hi-tech

L’industria aerospaziale italiana necessita di un riposizionamento più deciso in Europa e sui mercati internazionali; per ottenerlo è indispensabile un coordinamento più stretto tra imprese e istituzioni. Questo è il messaggio centrale lanciato da Chiara Pertosa, amministratrice delegata di Sitael, azienda pugliese specializzata nella costruzione di satelliti.

Chiara Pertosa ha spiegato:

“Finora l’Italia non ha partecipato in modo attivo al programma europeo Iris2, che mira a offrire un’alternativa a Starlink. C’è però la possibilità di recuperare terreno e inserirsi nei progetti relativi ai satelliti in orbita più bassa: il settore è in forte crescita.”

La dirigente è intervenuta al summit sul Made in Italy organizzato da Il Sole 24 Ore insieme a Financial Times e Sky TG24, dove ha illustrato l’evoluzione delle attività di Sitael e i piani industriali in corso.

Chiara Pertosa ha aggiunto:

“Stiamo sviluppando diverse iniziative, tra cui la piattaforma Empyreum, progettata per portare in orbita sensori con capacità di osservazione della Terra ad alta risoluzione.”

L’adozione di tecnologie digitali e l’integrazione di sistemi avanzati di sensoristica rappresentano un punto di forza riconosciuto del comparto aerospaziale italiano, e possono costituire un elemento di valore aggiunto nelle catene globali del settore.

Il programma Iris2 è pensato come infrastruttura europea per la connettività satellitare sicura, con potenziali applicazioni civili e di sicurezza. Un coinvolgimento più attivo dell’Italia in iniziative come questa non solo aumenterebbe la sovranità tecnologica nazionale, ma creerebbe anche opportunità per fornitori locali lungo l’intera filiera: progettazione, produzione, lancio e gestione operativa dei servizi satellitari.

I satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) stanno trasformando il mercato delle telecomunicazioni e dell’osservazione della Terra grazie a costi di accesso in diminuzione e tempi di aggiornamento delle immagini più rapidi. Per le imprese italiane, questo trend rappresenta una finestra per specializzarsi in segmenti ad alto valore aggiunto, come la miniaturizzazione dei payload e l’analisi dei dati a terra.

Mauro Fioretti, amministratore delegato di Pietro Rosa Tbm, ha dichiarato:

“Abbiamo adottato tecnologie digitali fin dagli anni Novanta. Oggi ci troviamo di fronte a uno sviluppo significativo che richiede nuove competenze e investimenti per scalare sul mercato globale.”

Secondo rappresentanti del settore, la sfida principale resta la capacità di attrarre risorse finanziarie e competenze per realizzare programmi su scala europea. Ciò implica politiche industriali mirate, investimenti pubblici e privati, e programmi di formazione per colmare il divario di capitale umano specializzato.

Un coordinamento più efficace con le istituzioni europee e con i partner industriali può facilitare l’accesso a bandi e programmi comunitari, consentendo alle aziende italiane di partecipare a catene del valore internazionali senza perdere quote tecnologiche strategiche.

In sintesi

  • Un maggiore coinvolgimento italiano nei programmi satellitari europei potrebbe rafforzare la sovranità digitale del paese e aumentare le opportunità per fornitori nazionali lungo tutta la filiera.
  • Per gli investitori, il segmento LEO e le tecnologie di osservazione rappresentano aree con potenziale di crescita, ma richiedono investimenti sostenuti in R&S e infrastrutture di lancio.
  • Il rafforzamento delle competenze specialistiche e la formazione tecnica saranno determinanti per tradurre i progressi tecnologici in vantaggio competitivo e posti di lavoro qualificati in Italia.


Author: Tony
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