Salone del Mobile 2027: il mercato dei grandi progetti torna al centro

In un momento particolarmente complesso per il comparto dell’arredamento — che sta registrando difficoltà soprattutto sul fronte delle esportazioni, storicamente volano della crescita per molte imprese — il Salone del Mobile propone nuove soluzioni operative e servizi pensati per aiutare le aziende a fronteggiare un mercato internazionale sempre più instabile; a luglio le esportazioni segnavano un calo del 5,7% secondo i dati di FederlegnoArredo.

Il debutto del Salone Contract

Tra le novità più rilevanti figura il lancio del Salone Contract, uno spazio dedicato ai grandi progetti che farà il suo ingresso nell’edizione del 2027. L’iniziativa, in fase di elaborazione da circa due anni e anticipata da una «edizione zero» in primavera, è stata ideata per creare un’offerta specifica rivolta a operatori internazionali e committenti di grandi dimensioni.

La piattaforma è curata dallo studio Oma, con i progettisti Rem Koolhaas e David Gianotten, e mira a trasformare il ruolo del Salone da vetrina di prodotto a centro di business per progetti complessi, favorendo connessioni tra produttori, studi di progettazione e operatori della filiera.

Maria Porro ha dichiarato:

“Vogliamo creare un nuovo mercato all’interno del Salone del Mobile, dove il valore sia dato non solo dall’oggetto ma dalla capacità di concepire e gestire progetti integrati.”

I numeri del mercato

Secondo le stime elaborate da PwC — partner scelto per realizzare studi e ricerche dedicate — il valore globale potenziale delle forniture contract si colloca tra gli 80 e i 100 miliardi di euro, con le Americhe che assorbono la fetta principale della domanda (tra 34,8 e 42,6 miliardi). I segmenti più esteriori sono il living (40-49 miliardi), seguito da uffici, retail e hospitality.

Il mercato dei grandi progetti richiede competenze diverse rispetto alla tradizionale produzione retail: la capacità di coordinare filiere complesse, gestire appalti internazionali e garantire conformità normativa e di sostenibilità diventa centrale per competere su scala globale.

Maria Porro ha aggiunto:

“Il contract è soprattutto capacità di fare rete: al Salone faciliteremo l’incontro tra produttori, architetti, developer, project manager e general contractor.”

Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, ha commentato che l’obiettivo del Salone rimane generare opportunità di crescita per gli espositori, particolarmente in una fase congiunturale che richiede maggiore internazionalizzazione e resilienza della filiera.

Per le imprese italiane l’ingresso nel segmento contract rappresenta un’opportunità strategica per diversificare i ricavi e compensare la contrazione delle esportazioni tradizionali. Tuttavia la transizione richiede investimenti in competenze progettuali, reti commerciali all’estero e capacità logistiche, oltre a strumenti finanziari adeguati per sostenere ordini di lunga durata.

Dal punto di vista istituzionale, la riuscita del Salone Contract potrebbe stimolare iniziative pubbliche e private volte a favorire l’export sistemico delle imprese del design, come programmi di internazionalizzazione, incentivi per la ricerca e sviluppo e progetti di formazione specialistica per manager e tecnici di progetto.

In prospettiva, la nascita di una piattaforma dedicata ai grandi progetti offre anche agli investitori segnali utili: una domanda strutturale di contratti di arredo e servizi progettuali può sostenere posizioni in filiere strategiche, favorire fusioni e acquisizioni mirate e valorizzare marchi italiani capaci di offrire soluzioni end-to-end.

In sintesi

  • La creazione del Salone Contract punta a trasformare il valore dal prodotto al progetto, aprendo spazi crescenti per imprese in grado di offrire servizi integrati e gestione di commesse complesse.
  • Per gli investitori si profila un’opportunità nell’acquisizione di aziende con competenze progettuali e nella finanza strutturata per contratti pluriennali, mentre la domanda internazionale rimane il fattore chiave di crescita.
  • Dal punto di vista macroeconomico, il rafforzamento del settore contract può contribuire a contenere l’impatto della flessione delle esportazioni tradizionali, richiedendo però politiche di supporto per la formazione, l’internazionalizzazione e la digitalizzazione delle imprese italiane.


Author: Tony
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