Eni mantiene il tetto ai prezzi dei carburanti, ma il gasolio sale a 2,25 euro al litro
- 7 Ottobre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
Eni conferma il proprio price cap sui carburanti, ma la fine dell’agevolazione fiscale governativa determina comunque un aumento del prezzo del gasolio alla pompa. Il meccanismo adottato dalla società energetica resta quindi operativo, senza però assorbire l’effetto derivante dal ripristino della componente fiscale.
Con il venir meno dello sconto fiscale di 6 centesimi, il prezzo del gasolio applicato da Eni passa da 2,19 euro al litro a 2,25 euro al litro. Rimane invece invariato a 1,99 euro al litro il prezzo della benzina.
Il price cap di Eni resta in vigore
Il punto centrale riguarda la distinzione tra il tetto ai prezzi deciso da Eni e l’agevolazione fiscale precedentemente applicata.
La società precisa infatti che il proprio price cap non viene eliminato. La variazione registrata sul diesel è invece direttamente collegata alla cessazione dello sconto fiscale che aveva contribuito a mantenere più basso il prezzo finale praticato agli automobilisti.
Di conseguenza, la nuova soglia del gasolio incorpora il ripristino della tassazione senza modificare, secondo quanto precisato dalla società, il meccanismo di contenimento dei prezzi introdotto da Eni.
Gasolio da 2,19 a 2,25 euro al litro
L’effetto più evidente riguarda quindi il diesel, che aumenta di 6 centesimi al litro, passando da 2,19 a 2,25 euro.
La variazione corrisponde esattamente all’agevolazione fiscale venuta meno. Eni chiarisce così che l’aumento non deriva dalla cancellazione del proprio intervento sui prezzi, ma dalla diversa componente fiscale applicata al carburante.
Per la benzina, invece, il prezzo indicato resta fermo a 1,99 euro al litro, senza variazioni rispetto alla soglia precedentemente comunicata.
Eni non assorbe il ripristino delle tasse
La società aveva già anticipato che il proprio intervento non sarebbe stato utilizzato per compensare il ritorno della componente fiscale.
Il price cap Eni continua pertanto a definire il livello massimo previsto dalla società, mentre eventuali variazioni legate alle imposte vengono trasferite sul prezzo finale.
Il nuovo quadro determina quindi una situazione differenziata tra i due principali carburanti: benzina stabile e gasolio in aumento, con quest’ultimo che risente integralmente della fine dello sconto fiscale.
Il peso della componente fiscale sul prezzo alla pompa
La variazione mostra come il prezzo finale dei carburanti dipenda non soltanto dalle politiche commerciali degli operatori, ma anche dalle componenti fiscali applicate.
Nel caso specifico, la decisione di Eni di mantenere il tetto non impedisce quindi l’aumento del diesel, perché il precedente livello di 2,19 euro al litro era collegato anche all’agevolazione ora terminata.
Per gli automobilisti, il risultato immediato è un incremento del costo del gasolio di sei centesimi al litro, mentre rimane invariato il riferimento fissato per la benzina.