Cvc e Gbl rilanciano l’offerta su Recordati a 53 euro per azione
- 6 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert hanno rialzato l’offerta per acquisire Recordati: la veicolo d’investimento Respighi BidCo ha portato il corrispettivo da 51,29 a 53 euro per azione e ha prorogato il periodo di adesione di sei sedute, spostandolo dal 15 al 23 ottobre.
Dettagli dell’operazione e contesto
L’accelerazione dell’offerta segue mesi di trattative e di confronto sul valore della società. Il processo è iniziato a fine marzo, quando CVC — già azionista di controllo di Recordati dal 2018 — ha manifestato un interesse non vincolante al consiglio di amministrazione. A maggio l’operazione è stata formalizzata con la partecipazione di GBL e di un gruppo di co‑investitori, tra cui Abu Dhabi Investment Authority, Canada Pension Plan Investment Board e un veicolo riconducibile al presidente Andrea Recordati, con una valutazione iniziale complessiva attorno a 10,7 miliardi di euro.
L’offerta era concepita per rafforzare il controllo del consorzio e per togliere Recordati dalla quotazione in Borsa. CVC detiene già circa il 46,8% del capitale tramite il proprio veicolo; il piano operativo prevedeva il raggiungimento di una partecipazione almeno pari ai due terzi dei diritti di voto, mentre una soglia più elevata avrebbe agevolato il ritiro delle azioni dalla quotazione.
Opposizioni e motivazioni del rilancio
Fin dall’annuncio iniziale il prezzo proposto di 51,29 euro ha suscitato perplessità tra alcuni investitori istituzionali e attivisti. In particolare Palliser Capital ha chiesto al consiglio di ritirare il proprio sostegno all’operazione, ritenendo che il corrispettivo non riflettesse appieno il valore dell’azienda. Anche quattro amministratori indipendenti avevano espresso un giudizio negativo, considerandolo finanziariamente insufficiente e non equo per gli azionisti di minoranza.
Respighi BidCo ha motivato l’aumento a 53 euro come una valorizzazione coerente con il posizionamento industriale del gruppo e con le prospettive autonome del business. In particolare l’offerente ha richiamato il contesto di compressione delle valutazioni nel settore europeo dell’healthcare e della specialty pharma come fattore che aveva influenzato la valutazione nel periodo recente.
Respighi BidCo ha dichiarato:
“La nuova offerta rappresenta una valorizzazione piena e congrua di Recordati, coerente con le prospettive stand‑alone della società, tenuto conto del deterioramento delle valutazioni osservato nel settore specialty pharma in Europa.”
Implicazioni per il mercato e per gli azionisti
Il rilancio e la proroga del periodo di adesione hanno conseguenze pratiche su diversi fronti. Per gli azionisti si rinnova la decisione strategica tra accettare l’offerta, sperare in un rilancio ulteriore o mantenere la partecipazione in vista di un possibile miglioramento del prezzo. Per il mercato italiano, l’operazione è un esempio di come i fondi di private equity e i grandi investitori istituzionali continuino a esercitare un ruolo centrale nelle dinamiche di corporate control del comparto farmaceutico.
Sul piano regolamentare e della governance, il passaggio da società quotata a società privata comporta questioni di tutela dei diritti dei soci di minoranza, valutazioni di equità dell’offerta e possibili verifiche da parte degli organi competenti in materia di operazioni sul capitale. Inoltre, un’eventuale uscita dalla quotazione ridurrebbe la trasparenza pubblica sulle scelte industriali future della società, con effetti sulla disponibilità di informazioni per il mercato.
Dal punto di vista operativo, il controllo rafforzato da parte di CVC e dei partner potrà imprimere cambiamenti nella strategia di crescita, nell’allocazione degli investimenti in ricerca e sviluppo e nelle scelte di M&A, caratteristiche tipiche delle società passate sotto il controllo di operatori finanziari alla ricerca di rendimenti da valorizzazione.
Considerazioni sul settore
Le valutazioni nel settore healthcare europeo hanno registrato negli ultimi trimestri oscillazioni legate all’aumento dei tassi d’interesse, alle aspettative sui costi di sviluppo farmaceutico e alla maggiore attenzione verso pipeline di prodotti ad alto valore aggiunto. Tali elementi hanno ridotto i premi pagati nelle operazioni di M&A rispetto agli anni precedenti, spingendo gli offerenti a rivedere le condizioni delle proposte per trovare un equilibrio tra prezzo e rischio.
Per gli operatori finanziari è cruciale bilanciare il costo di acquisizione con la prospettiva di valorizzazione industriale nel medio termine: le specialità farmaceutiche, se ben gestite, possono offrire margini stabili ma richiedono investimenti continuativi in sviluppo e registrazioni regolatorie.
Impatto pratico per gli investitori italiani
Gli investitori retail e istituzionali con esposizione a Recordati devono valutare la decisione sull’adesione considerando la liquidità residua del titolo, l’eventuale premio offerto rispetto al valore storico e la propria strategia di portafoglio. Un delisting ridurrebbe le opportunità di uscita secondaria e potrebbe modificare il profilo rischio‑rendimento dell’investimento.
Nei prossimi giorni sarà utile monitorare eventuali ulteriori rialzi del corrispettivo, le mosse degli azionisti di rilievo e le comunicazioni ufficiali del consiglio di amministrazione di Recordati, nonché le reazioni degli altri investitori istituzionali coinvolti nella compagine dell’offerta.
In sintesi
- Il rialzo dell’offerta riflette una negoziazione tra private equity e attivisti: per il mercato italiano, indica come le valutazioni nel settore pharma siano soggette a pressione e richiedano adeguamenti nelle proposte di acquisto.
- Per gli azionisti di Recordati, la scelta tra adesione e permanenza richiede una valutazione su liquidità futura e premio immediato; chi punta su rendimento da dividendo o su una crescita organica potrebbe preferire non cedere.
- Un possibile delisting ridurrebbe la trasparenza informativa e la liquidià del titolo, con implicazioni per gli investitori istituzionali italiani che potrebbero dover riposizionare portafogli su asset quotati con profili simili.
- Dal punto di vista macroeconomico, l’operazione conferma il ruolo dei grandi fondi internazionali nel consolidamento del settore farmaceutico europeo, con effetti su strategie di R&S e potenziali politiche industriali nazionali.