La CFTC degli Stati Uniti si unisce alla SEC per proporre regole sulle criptovalute, ma il mercato spot resta scoperto
- 5 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Molte delle principali piattaforme sono già registrate come designated contract markets (DCM), tra cui Coinbase, Crypto.com e Bitnomial, così come mercati di previsione come Kalshi e Polymarket. La proposta di una nuova sottocategoria per le criptovalute sarebbe più ristretta rispetto allo status completo di DCM, ma per offrire derivati come futures, swap e opzioni le società dovranno comunque ottenere la qualifica di DCM.
La necessità di colmare il vuoto del mercato spot era al centro del disegno di legge denominato Digital Asset Market Clarity Act, che però è rimasto bloccato nel Senato degli Stati Uniti lo scorso mese. In assenza di una riforma legislativa complessiva della struttura di mercato negli Stati Uniti, le autorità di regolamentazione stanno procedendo per via amministrativa per definire regole e limiti operativi.
Azioni parallele delle autorità di regolamentazione
Negli ultimi mesi la CFTC, insieme alla sua controparte più ampia, la SEC, ha accelerato l’elaborazione di normative sul settore crypto per compensare l’assenza di una legge di mercato aggiornata. La SEC aveva già preso l’iniziativa proponendo regole su come le società di investimento debbano custodire le attività digitali, e attuando un’esenzione che apre la strada alla tokenizzazione di titoli.
Con le mosse più recenti la CFTC sta cercando di ridurre il gap normativo: i funzionari hanno indicato che ulteriori interventi sono previsti, con l’obiettivo di consolidare e formalizzare alcune direttive già emesse dallo staff in materia di asset digitali.
Leadership e impatto decisionale
Attualmente entrambe le agenzie sono guidate esclusivamente da commissari di orientamento repubblicano, poiché il presidente Donald Trump non ha ancora presentato candidature per completare le commissioni a cinque membri. Alla SEC sono in carica Paul Atkins e Mark Uyeda, mentre alla CFTC Mike Selig ha operato come unico commissario per quasi un anno, assumendo decisioni in modo autonomo, situazione che ricorda agenzie strutturate con un solo direttore.
La concentrazione delle decisioni in mani ristrette accelera l’azione regolatoria ma solleva interrogativi su equilibri istituzionali e controllo politico, aspetti che potrebbero influire sulle strategie di compliance delle imprese del settore.
Implicazioni per operatori e investitori
Per gli operatori di mercato la distinzione tra una sottocategoria crypto e lo status pieno di DCM ha effetti pratici significativi: il regime completo comporta requisiti di trasparenza, reporting e capitale più stringenti, ma consente anche la commercializzazione di prodotti derivati complessi che attraggono flussi di liquidità istituzionali.
Dal punto di vista degli investitori, soprattutto in Europa e in Italia, la convergenza normativa americana può determinare una compressione del rischio regolatorio globale o, al contrario, una maggiore frammentazione se le Regole USA divergeranno dalle norme UE. Le società europee che operano con controparti o mercati statunitensi dovranno monitorare attentamente le nuove specifiche per adeguare governance, custody e controlli anti-riciclaggio.
È inoltre probabile che l’azione amministrativa favorisca una rapida ridefinizione degli standard tecnologici e contrattuali per la custodia dei token, con conseguenti investimenti in infrastrutture di sicurezza e audit indipendenti.
Prospettive e possibili sviluppi
Se la CFTC e la SEC continueranno a muoversi in tandem, è plausibile che si vada verso un quadro normativo più coerente a livello federale, sebbene privo della legittimazione parlamentare che avrebbe garantito maggiore stabilità giuridica. In alternativa, decisioni divergenti potrebbero aumentare la complessità per le imprese e incentivare contenziosi legali volti a chiarire ruoli e competenze tra le due autorità.
In ogni scenario, i prossimi mesi saranno determinanti per definire quale mix di regole amministrative e potenziali future iniziative legislative modellerà il mercato delle cripto-attività a livello internazionale.
In sintesi
- La possibile differenziazione tra una sottocategoria crypto e lo status completo di DCM influisce sui costi di compliance e sull’accesso ai mercati derivati per le piattaforme europee che intendono operare con gli Stati Uniti.
- L’azione amministrativa di CFTC e SEC sta creando un percorso normativo veloce ma potenzialmente meno stabile rispetto a una legge approvata dal legislatore, aumentando il rischio regolatorio per gli investitori istituzionali.
- Per gli investitori italiani, la convergenza o divergenza delle regole USA rispetto al quadro europeo determinerà opportunità di allocazione e necessità di adeguare strategie di custodia e gestione del rischio.