Cresce la rete Excellence Brands di Torino: punta sui giovani
- 1 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Uno zoccolo duro di eccellenze Made in Torino, nato quindici anni fa, ha saputo resistere e crescere più della media del settore industriale; oggi prova a segnare una nuova tappa cambiando nome da Exclusive a Excellence Brands Torino e rafforzando l’impegno verso le nuove generazioni, l’inclusione e la sostenibilità.
La rete di imprese torinesi, promossa da imprenditori di rilievo come Paolo Pininfarina e Licia Mattioli, raggruppa attualmente 31 aziende attive in otto settori merceologici. Complessivamente conta quasi 4.500 addetti, registra ricavi per circa 1,3 miliardi di euro e mantiene un export medio attorno al 43%.
Un’analisi condotta dal Centro Studi dell’Unione industriali di Torino mette a confronto l’andamento decennale delle imprese della Rete con un campione di riferimento del comparto industriale. Ne emerge una performance più dinamica: il valore aggiunto è aumentato del 91% rispetto a una media del 50%, i ricavi sono cresciuti dell’89% contro il 56% del campione e le immobilizzazioni immateriali risultano determinanti nella dinamica degli investimenti.
Giulio Trombetta, presidente di Excellence Brands Torino (EBT) e presidente e amministratore delegato di Costadoro, ha spiegato:
“Intendiamo promuovere un modello di eccellenza che nasce dalle competenze e dalla storia delle nostre aziende, ma che si gioca sulla capacità di generare valore per il territorio e di essere responsabili verso le nuove generazioni.”
Formazione e trasferimento di competenze
Per consolidare questo percorso è stata avviata la seconda edizione di un master universitario in Innovazione e management per le PMI, organizzato con il Dipartimento di management della Università di Torino e con la SAA (School of Management). Il percorso formativo prevede la partecipazione ai corsi di top manager delle aziende aderenti alla rete e un tirocinio di tre mesi in impresa, con l’obiettivo di facilitare il trasferimento di competenze e favorire il ricambio generazionale nelle strutture aziendali.
Il progetto formativo si colloca in una logica di rafforzamento del capitale umano locale: favorisce l’acquisizione di competenze manageriali specifiche per le PMI, aumenta le opportunità di inserimento dei giovani nel settore manifatturiero avanzato e incentiva pratiche aziendali orientate alla sostenibilità.
Impatto economico e prospettive territoriali
La crescita registrata dalle imprese della Rete ha effetti concreti sul mercato del lavoro locale e sulla catena del valore dell’industria piemontese. Un tasso di export elevato migliora la resilienza delle aziende e le rende più appetibili per investimenti esteri o nazionali orientati all’innovazione.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, il modello proposto dall’Excellence Brands Torino suggerisce la necessità di strumenti di sostegno mirati — formazione, incentivi agli investimenti immateriali, e politiche per l’attrazione di capitale — che possano moltiplicare gli effetti positivi a livello regionale e favorire un circolo virtuoso tra imprese, università e istituzioni locali.
Inoltre, la valorizzazione delle immobilizzazioni immateriali come motore di crescita indica una transizione verso modelli di business più orientati alla conoscenza e alla proprietà intellettuale, elementi che possono aumentare il valore delle imprese nel medio-lungo periodo e attrarre partner industriali o finanziari interessati a progetti innovativi.
Reputazione e reti collaborative
La trasformazione del brand e il rafforzamento della rete mirano anche a costruire una reputazione collettiva che valorizzi le singole eccellenze e amplifichi la loro visibilità sui mercati internazionali. Una rete solida facilita sinergie nella supply chain, scambi di know-how e iniziative comuni su ricerca e sostenibilità.
Per gli stakeholder istituzionali locali, come enti di sviluppo e camere di commercio, questo modello rappresenta un esempio operativo di come promuovere la crescita diffusa attraverso aggregazioni di imprese che mantengono autonomia gestionale ma condividono obiettivi strategici comuni.
In sintesi
- La crescita superiore della rete rispetto alla media indica opportunità di investimento nelle PMI torinesi specializzate, con particolare interesse per quelle ad alta intensità di immateriale e export-oriented.
- Il master e il collegamento con l’università rappresentano un presidio strategico per il capitale umano locale, riducendo il rischio di shortage di competenze manageriali e favorendo attrattività per investimenti produttivi.
- Politiche pubbliche mirate a sostenere investimenti immateriali e collaborazioni R&D potrebbero moltiplicare l’impatto territoriale, trasformando la performance della rete in leva per la crescita regionale.