Bitcoin apre il trimestre nella storica fascia di prezzo da $82.000 a $85.000
- 1 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Nuovo trimestre, ma identico intervallo di prezzo per Bitcoin: il BTC resta bloccato tra i $82.000 e i $85.000, proseguendo oltre una settimana di movimenti laterali e poco direzionali.
Mercoledì i corsi hanno superato brevemente i $85.000 dopo dati sull’inflazione negli Stati Uniti più deboli del previsto, che hanno ridotto le probabilità di nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Tuttavia i tori non sono riusciti a consolidare il guadagno e il movimento è rimasto temporaneo.
Il sollievo sul prezzo è stato inoltre ostacolato dai flussi negli ETF quotati negli Stati Uniti, che hanno registrato un deflusso netto di $148,7 milioni mercoledì, interrompendo una sequenza di nove giorni consecutivi di afflussi per un totale di circa $3,08 miliardi, secondo dati di mercato.
Quella catena di afflussi è stata la più consistente dell’anno in termini nominali, ma mostrava già segni di indebolimento: il ritmo giornaliero di entrate aveva toccato un picco vicino a $1 miliardo il 21 settembre e si è progressivamente ridotto nei giorni successivi.
Bitfinex ha dichiarato:
“Il ritmo giornaliero rimane il fattore chiave per assorbire l’offerta in eccesso.”
Per misurare questo equilibrio, Bitfinex utilizza il rapporto BAER (Bitfinex Absorption-to-Emission Ratio), che confronta il numero di BTC acquistati dagli ETF in una sessione con la quantità che i minatori producono giornalmente, stimata intorno a 450 BTC al giorno. Il valore del BAER si è contratto nettamente, passando da 25,6x il 21 settembre a 1,8x il 29 settembre, segnalando che la domanda istituzionale è scesa vicino ai livelli di offerta quotidiana.
Questa compressione indica che, senza un ritorno di afflussi significativi verso gli ETF, la pressione di vendita generata dalla produzione dei minatori può trovare più facilmente acquirenti limitati, mettendo un freno alla tendenza rialzista. Per invertire questa dinamica, gli operatori istituzionali devono riprendere a comprare a ritmi elevati, alimentando la domanda netta oltre l’offerta mineraria.
Nel contesto macroeconomico, le aspettative sullo scenario dei tassi e i dati sull’inflazione negli Stati Uniti rimangono determinanti per il sentiment verso gli asset rischiosi, inclusi i criptoasset. Una politica monetaria meno restrittiva rispetto alle attese potrebbe favorire una ripresa dei flussi, mentre un ritorno dei timori inflazionistici o nuove notizie regolamentari potrebbero acuire la volatilità.
Per gli investitori italiani è utile considerare che il mercato rimane molto sensibile ai flussi istituzionali e alla liquidità: movimenti relativamente piccoli negli afflussi giornalieri possono avere impatti amplificati sui prezzi, influenzando strategie di breve termine e allocazioni tattiche nel portafoglio.
In sintesi
- La compressione del rapporto BAER segnala che l’attuale domanda degli ETF è tornata vicina alla fornitura giornaliera dei minatori, aumentando la probabilità di consolidamento dei prezzi se i flussi non ripartono.
- Per gli investitori, la vulnerabilità del mercato ai flussi istituzionali implica che strategie basate su volatilità e gestione della liquidità possono risultare più efficaci rispetto a un approccio buy-and-hold puro nel breve periodo.
- Eventuali nuovi segnali sull’inflazione o cambi di tono della Federal Reserve potrebbero riattivare movimenti ampi e rapidi; monitorare le notizie macro e i flussi degli ETF è cruciale per valutare il rischio di mercato.