Bitcoin sale a 90 nel punteggio rialzista: campanello d’allarme per i rialzisti

Un indicatore di tendenza mostra segnali di raffreddamento dopo che il rally di Bitcoin lo aveva portato a soli dieci punti da un punteggio perfetto.

Bitcoin è salito dello 0,4% attestandosi poco sopra i 83.300 dollari nelle ore mattutine asiatiche di mercoledì, in calo rispetto al massimo di otto mesi vicino agli 87.400 dollari.

CryptoQuant, società specializzata in analisi on-chain, assegna al mercato un Bull Score di 90 su 100. Questo indicatore combina segnali on-chain e di mercato in un unico valore ed è aumentato dopo che Bitcoin ha superato la media mobile a 365 giorni, soglia che l’analisi considera una conferma di mercato toro.

Tuttavia, l’acquisto che ha alimentato quel movimento sta già perdendo slancio: le stime indicano che la domanda spot si è ridotta di circa 170.000 BTC negli ultimi 30 giorni, segnale che l’interesse diretto per l’acquisto immediato di monete è in diminuzione.

Tra le principali criptovalute, SOL e ZEC hanno registrato i maggiori guadagni, salendo di quasi il 2% e attestandosi rispettivamente intorno a 119 dollari e poco sopra i 1.400 dollari. XRP ha guadagnato circa l’1% fino a poco sotto 1,50 dollari; Ether, BNB e TRX hanno segnato rialzi inferiori all’1%, secondo i dati di mercato.

Come viene misurata la domanda on-chain

La metodologia usata per stimare la domanda confronta i bitcoin appena estratti con le variazioni nel quantitativo di monete che non si muovono da un anno o più. Questo indicatore, definito come apparent demand dallo stesso servizio di analisi, è rimasto in contrazione per tutto il mese: il mercato sta assorbendo meno monete rispetto a quelle che diventano disponibili.

Segnali dai mercati futures

La domanda sui prodotti a termine mostra un raffreddamento ancora più rapido. La crescita della domanda speculativa sui futures è scesa da circa 164.000 BTC il 14 settembre a 16.000 BTC il 29 settembre, una riduzione del 90% in 15 giorni. Questa dinamica indica una marcata riduzione delle posizioni speculative leva, che può attenuare i picchi di volatilità ma allo stesso tempo ridurre il supporto ai prezzi nelle fasi rialziste.

Per gli operatori e gli investitori istituzionali, la contrazione simultanea di domanda spot e di interesse sui futures suggerisce una fase di consolidamento: senza nuovi acquirenti significativi è più probabile che i prezzi oscillino lateralmente o correggano in assenza di catalizzatori positivi.

Monitorare metriche on-chain come la domanda apparente, i flussi verso gli exchange e il livello di leva sui futures diventa essenziale per valutare la sostenibilità del movimento rialzista. In mancanza di ripresa della domanda, anche soglie tecniche come la media mobile a 365 giorni potrebbero essere ritestate al ribasso.

In sintesi

  • La riduzione della domanda spot riduce la pressione al rialzo sui prezzi: per gli investitori italiani significa maggiore probabilità di periodi di consolidamento prima di una ripresa strutturale.
  • Il forte calo della domanda speculativa sui futures indica minore leva nel sistema; ciò riduce il rischio di esplosioni di volatilità basate su liquidazioni, ma impone attenzione alla liquidità in caso di shock di mercato.
  • Per chi considera allocazioni in criptovalute, la combinazione di minore domanda spot e futures richiede una gestione più prudente delle posizioni e l’uso di stop o coperture per proteggere il capitale.
  • La situazione on-chain offre segnali anticipatori utili agli investitori: seguire metriche come la domanda apparente e i flussi verso gli exchange può fornire un vantaggio operativo rispetto alla sola analisi dei prezzi.


Author: Tony
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