Made in Italy: al Mimit arriva la mostra sulla chimica del design
- 29 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dopo la prima tappa a Milano, la mostra La chimica del design. Progettare la materia, promossa da Federchimica e dal Adi Design Museum di Milano, arriva a Roma: dal 3 al 20 novembre alcuni dei pezzi più rappresentativi del Made in Italy saranno esposti a Palazzo Piacentini, l’edificio storico di via Veneto che ospita il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’allestimento, pensato per integrarsi con le sale istituzionali, è stato curato da Andrea Rovatti e utilizza un sistema modulare leggero, fluido ed elastico che si adatta tanto agli spazi quanto agli oggetti in mostra, richiamando la natura trasformabile della materia.
L’allestimento e il concept
Il progetto espositivo privilegia soluzioni scenografiche che valorizzano materiali innovativi e processi produttivi ottenuti grazie alla ricerca chimica. La modularità scelta per l’allestimento permette di mettere in dialogo forma, funzione e materia, offrendo al visitatore una lettura dinamica delle relazioni tra tecnica e progetto.
Cosa racconta la mostra
Attraverso una selezione proveniente dalla Collezione Storica del Compasso d’Oro e dall’ADI Design Index, il percorso mette in luce come la chimica abbia influenzato il design: dai polimeri leggeri alle finiture avanzate, fino ai trattamenti che aumentano durata e prestazioni dei manufatti. L’intento è rendere visibile l’apporto spesso nascosto dell’industria chimica alla competitività del Made in Italy.
Dichiarazioni istituzionali
Francesco Buzzella ha dichiarato:
“Essere ospitati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con questa mostra conferma la centralità strategica della chimica per il sistema produttivo nazionale. Con circa 60 miliardi di euro di fatturato stimati per il 2025 e oltre 117mila addetti, la chimica rappresenta una delle principali industrie del Paese e conta tra i maggiori produttori in Europa. I suoi prodotti sono componenti essenziali del 95% dei manufatti che soddisfano le esigenze quotidiane.”
Luciano Galimberti ha aggiunto:
“Il dialogo con la ricerca chimica ha da sempre alimentato l’evoluzione del progetto: ha ampliato le possibilità espressive del design, migliorato le prestazioni dei prodotti e reso possibile l’adozione di soluzioni più responsabili e orientate all’economia circolare. Raccontare questo legame significa mettere in luce una componente essenziale, spesso invisibile, della cultura progettuale italiana.”
Implicazioni e contesto economico
La mostra funge da piattaforma per riflettere sul ruolo industriale e strategico della chimica: non solo come fornitore di materiali, ma come motore di innovazione per filiere produttive, esportazioni e occupazione. Ospitarla presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sottolinea l’interesse pubblico verso politiche industriali che favoriscano ricerca, sostenibilità e competitività internazionale.
Per il pubblico e per gli operatori del settore l’esposizione rappresenta anche un’occasione per esplorare temi attuali quali economia circolare, eco-design e processi produttivi a basso impatto ambientale, ambiti in cui investimenti pubblici e privati possono generare valore aggiunto per l’industria nazionale.
In sintesi
- La valorizzazione del rapporto tra chimica e design può stimolare nuovi filoni d’investimento nelle tecnologie dei materiali e nella ricerca applicata, favorendo la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali.
- Mostre come questa rafforzano la percezione del valore aggiunto industriale dietro il Made in Italy, contribuendo a politiche di sostegno che incentivino l’innovazione e la transizione verso modelli produttivi circolari.
- Per gli investitori, l’attenzione crescente a materiali avanzati e a processi sostenibili segnala opportunità in settori legati a materiali compositi, finiture tecnologiche e soluzioni per l’efficienza delle filiere produttive.