Zano riporta la blockchain indietro di un mese dopo l’exploit

Zano ha annullato circa un mese di attività sulla sua blockchain dopo la scoperta di una vulnerabilità nelle Gateway Addresses che ha consentito l’immissione non autorizzata in circolazione di token ZANO e Freedom Dollar (fUSD), ha comunicato il team di sviluppo.

La catena è stata riavviata a partire dal blocco 3.833.000, immediatamente precedente all’entrata in vigore del Hard Fork 6 che aveva introdotto la funzionalità interessata. Per completare la ripresa è necessario che nodi partecipanti, miner, staker, exchange e altri servizi adottino l’aggiornamento concordato.

La vulnerabilità e il rollback

Il rollback annulla sia i token non autorizzati sia le transazioni legittime effettuate nel periodo successivo al blocco indicato: tali operazioni non compariranno più sulla catena ripristinata. Questo intervento, tuttavia, non può ricancellare pagamenti già regolati su altre blockchain o servizi che hanno finalizzato transazioni basate sulla storia poi scartata.

Il team ha affermato che lavorerà per quantificare eventuali perdite e pubblicherà una procedura per rimborsi e richieste di indennizzo, spiegando la necessità di un meccanismo di ricompensa per gli utenti danneggiati.

Come funzionavano le Gateway Addresses

Le Gateway Addresses erano state introdotte per semplificare l’integrazione di bridge, exchange e servizi di pagamento, permettendo loro di gestire fondi attraverso un saldo unico in stile conto invece che tramite molteplici output di transazione.

Prima di questa modifica, la blockchain di Zano utilizzava il modello UTXO, dove i portafogli tracciano fondi come singoli output di transazione e i servizi dovevano scansionare la catena per individuare pagamenti in entrata, monitorare quegli output e scegliere quali spendere al momento di una withdrawal. La nuova modalità mirava a semplificare questi processi, ma ha introdotto una superficie di attacco che è stata sfruttata.

Impatto tecnico e operativo

Il riavvio deliberato da prima dell’aggiornamento incriminato richiede una cooperazione ampia: se alcuni operatori non aggiornano i loro nodi, si creano storie divergenti della blockchain che possono portare a confusione contabile, problemi nelle riconciliazioni degli exchange e controversie sulle finalità delle transazioni.

Inoltre, le transazioni cross-chain o quelle già regolate off-chain non vengono ripristinate automaticamente, perciò parte del lavoro di mitigazione coinvolgerà la ricostruzione degli eventi finanziari e accordi individuali tra servizi e utenti per risolvere situazioni di doppio pagamento o perdite apparenti.

Origine del problema e caratteristiche della rete

Zano è nata nel maggio 2019 come blockchain layer-1 orientata alla privacy nelle transazioni: nelle sue operazioni private standard vengono nascosti mittente, destinatario, importo trasferito e tipo di asset. Oltre al token nativo ZANO, la piattaforma consente la creazione e il minting di asset digitali personalizzati, e Freedom Dollar (fUSD) è uno di questi asset emessi sulla rete.

Lo stop e la ripartenza sono quindi una scelta di compromesso fra la preservazione dell’integrità dell’offerta monetaria e la perdita temporanea della continuità storica: evitare che token non autorizzati restino in circolazione tutela il valore complessivo della moneta, ma costa fiducia e operatività.

Quinten van Welzen ha dichiarato:

“Non intervenire avrebbe significato lasciare in circolazione ZANO e fUSD non autorizzati senza limiti, diluendo il valore di ogni detentore e infrangendo la promessa fondamentale di una valuta: un’offerta fissa.”

Quinten van Welzen ha aggiunto:

“Riavviare la catena da prima del Hard Fork 6 costa un mese di storia e richiede che riconquistiamo fiducia, ma ripristina l’offerta per cui gli utenti avevano aderito e lascia una via per ricostruire. È preferibile a sette anni di lavoro buttati.”

Ripercussioni sul mercato e prospettive

L’annuncio ha conseguenze immediate sul piano della fiducia: i mercati delle criptovalute premiano la prevedibilità e penalizzano eventi che suggeriscono fragilità del protocollo o rischi operativi elevati. Il prezzo del token nativo e delle attività correlate potrebbe diventare volatile fino alla pubblicazione del piano di rimborso e alla completa riconciliazione dei portafogli coinvolti.

Per gli investitori italiani e per gli operatori finanziari, la vicenda richiama l’importanza di valutare non solo la tecnologia ma anche il modello di governance e le procedure di risposta alle emergenze: progetti con meccanismi chiari di gestione del rischio e di comunicazione tendono a ridurre l’impatto a lungo termine di eventi simili.

Infine, questa situazione riapre il dibattito più ampio sulla tensione tra immutabilità della blockchain e necessità di interventi correttivi in casi di abuso: la scelta di rollback temporanei può essere vista come un rimedio utile in emergenza, ma stabilisce anche un precedente che dovrà essere considerato nella valutazione del rischio tecnologico e regolamentare.

In sintesi

  • La decisione di rollback riduce l’offerta non autorizzata ma erode temporaneamente la fiducia; la rapidità di adozione dell’aggiornamento da parte di exchange e nodi determinerà la velocità di recupero del mercato.
  • Per gli investitori, l’evento sottolinea il valore di diversificare le esposizioni e di considerare la governance e i piani di emergenza di una blockchain prima di allocare capitale.
  • Per le imprese italiane che integrano servizi crypto, il caso evidenzia l’importanza di procedure di riconciliazione robuste e accordi contrattuali chiari con i fornitori di infrastrutture per gestire storie divergenti della catena.


Author: Tony
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