La corsa all’oro del restaking è finita: i principali protocolli guadagnano a malapena

Il settore del restaking ha visto crescere in modo esplosivo alcune metriche all’inizio del 2024, ma le promesse di un “secondo rendimento” si sono dimostrate in gran parte illusorie: la domanda di servizi che acquistano sicurezza non ha mai generato ricavi sufficienti a coprire contemporaneamente il rendimento base dello staking e un premio addizionale.

Crescita rapida, valore reale limitato

Al culmine della fase di hype, EigenLayer aveva raggiunto una capitalizzazione in custodia di circa 19,7 miliardi di dollari, mentre i token di liquid restaking erano aumentati di oltre il 1.000% nelle prime sei settimane del 2024. Questi numeri alimentavano aspettative su rendimenti aggiuntivi, ma i flussi di ricavo effettivi non hanno confermato la teoria: il cosiddetto “extra yield” non si è concretizzato.

Rendimento comparato: restaking vs staking tradizionale

Dati aggregati del settore mostrano che in una settimana la categoria restaking generava somme trascurabili di commissioni rispetto alla liquid staking. Ad esempio, in un confronto settimanale la prima categoria ha prodotto meno di 100.000 dollari di commissioni mentre la liquid staking, su un ammontare significativamente più grande, ha inciso per oltre 27 milioni di dollari. In termini di rendimento per dollaro vincolato, lo staking ordinario risultava mediamente circa 53 volte più remunerativo.

La svolta del rischio: riduzione degli incentivi e introduzione delle penalità

Due sviluppi hanno eroso ulteriormente gli incentivi al restaking. I programmi a punti che sovvenzionavano i depositi si sono progressivamente esauriti nel 2025, rimuovendo un’importante fonte temporanea di rendimento. Parallelamente, nell’aprile 2025 è entrata in vigore la procedura di slashing, la sanzione che decurta parte dell’ETH vincolato quando un operatore si comporta in modo scorretto — ad esempio andando offline o firmando attestazioni confliggenti. Questo ha trasformato una minaccia teorica in un rischio economico reale per chi praticava il restaking, senza che si registrasse un premio addizionale a compensazione del rischio.

Performance dei principali progetti sopravvissuti

Escludendo eccezioni isolate come ether.fi, il volume economico del comparto è rimasto contenuto. Le cinque maggiori piattaforme residue — Renzo, Kelp, Swell, Puffer Finance e Bedrock — hanno registrato insieme un utile lordo complessivo di 953.350 dollari nel secondo trimestre del 2026, in calo rispetto ai 2,18 milioni del trimestre precedente. Tra queste, Puffer Finance, che aveva raccolto circa 23 milioni di dollari, ha contabilizzato appena 21.590 dollari nel trimestre, mentre Swell ha segnato 22.370 dollari.

Come si generavano i ricavi reali

L’analisi dei bilanci indica chiaramente che il valore economico effettivamente trattenuto dalle piattaforme non proviene dalle attività di restaking in sé, ma dalle commissioni applicate allo staking ordinario sottostante. Nel caso di Kelp, le ricompense in EIGEN appaiono sia nei ricavi lordi sia nei costi di ricavo per lo stesso importo (circa 460.600 dollari), a indicare che tali ricompense vengono immediatamente riversate ai depositanti senza generare margine per il protocollo. Pratiche analoghe sono riscontrabili nei rendiconti di Puffer e Swell.

Contesto e implicazioni per gli investitori

Il fenomeno del restaking illustra alcune dinamiche ricorrenti nei mercati delle criptovalute: aspettative di rendimento elevate attirano capitale rapidamente, ma la struttura economica sottostante può rivelarsi fragile quando i sussidi temporanei si esauriscono o quando emergono rischi reali. L’introduzione di meccanismi di slashing ha mostrato come la rischiosità operativa possa trasformarsi in perdite monetarie concrete, comprimendo ulteriormente la marginalità di progetti che non dispongono di modelli di ricavo diversificati.

Per gli investitori retail e istituzionali europei e italiani è importante valutare non solo i rendimenti lordi promessi, ma anche la trasparenza contabile, la natura delle fonti di remunerazione e la capacità del progetto di assorbire shock operativi. La dipendenza da ricompense pass-through o da incentivi temporanei segnala una fragilità che richiede attenzione e adeguata valutazione del rischio.

Spunti per il futuro del settore

Il futuro del restaking dipenderà dalla capacità dei protocolli di creare economie sostenibili: ciò può passare attraverso la diversificazione delle fonti di ricavo, l’adozione di modelli di governance più robusti e una gestione del rischio operativo che riduca l’esposizione allo slashing. Inoltre, una regolazione chiara potrebbe favorire una maggiore fiducia degli investitori, ma rischia anche di aumentare i costi di compliance e quindi comprimere ulteriormente i margini.

In sintesi

  • La debolezza dei margini nel restaking evidenzia che la crescita rapida senza un modello di ricavo sostenibile porta a una fragilità sistemica: gli investitori dovrebbero preferire protocolli con fonti di reddito diversificate.
  • L’introduzione dello slashing ha trasformato rischi teorici in perdite monetarie concrete; chi considera esposizioni a progetti di staking dovrebbe includere scenari di perdita da penalità nel modello di rischio.
  • Per il mercato italiano, la vicenda sottolinea l’importanza di valutare la trasparenza contabile e le pratiche di pass-through delle ricompense: la differenza tra ricavi lordi e margini netti è cruciale nella valutazione degli investimenti.
  • Una regolamentazione mirata potrebbe migliorare la fiducia degli investitori, ma incrementerebbe i costi di compliance; il trade-off tra stabilità del mercato e redditività delle piattaforme resta un elemento chiave per le decisioni di allocazione.


Author: Tony
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