Telefónica valuta la vendita del Venezuela: punta a uscire dal Paese entro il 2027
- 25 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Telefónica — nella foto, il Presidente esecutivo Marc Murtra Millar — starebbe valutando l’avvio di un processo di vendita della propria attività in Venezuela, ultimo grande tassello del piano di uscita dai mercati ispanoamericani con cui il gruppo spagnolo sta concentrando sempre più il business su Europa e Brasile.
Secondo quanto riportato da Bloomberg citando fonti a conoscenza del dossier, la compagnia punta a lasciare il Venezuela entro il prossimo anno, ma starebbe aspettando una finestra favorevole per avviare formalmente la cessione. Nessuna decisione definitiva sarebbe stata ancora presa.
La società avrebbe inoltre ricevuto manifestazioni di interesse non sollecitate da potenziali acquirenti e preferirebbe procedere, nel caso di una vendita, attraverso un processo competitivo con più soggetti anziché negoziare direttamente con un singolo compratore.
Secondo le fonti citate, un’eventuale operazione dovrebbe inoltre svilupparsi in un quadro compatibile con le posizioni delle amministrazioni statunitense e venezuelana.
L’ultimo tassello dell’uscita dall’Hispanoamérica
La possibile cessione venezuelana rappresenterebbe il completamento di una strategia avviata da Telefónica nel 2019, quando il gruppo annunciò la volontà di ridurre drasticamente l’esposizione ai mercati ispanoamericani per concentrarsi su Spagna, Germania, Regno Unito e Brasile.
Il processo ha subito una forte accelerazione con l’arrivo di Marc Murtra alla presidenza esecutiva nel gennaio 2025. Nel novembre dello scorso anno lo stesso manager aveva confermato pubblicamente che il gruppo avrebbe lasciato anche Venezuela, Messico e Cile nell’ambito del nuovo piano strategico 2026-2030.
Da allora Telefónica ha completato ulteriori cessioni e ad aprile 2026, con l’accordo sulla controllata messicana, il Venezuela era rimasto di fatto l’ultima operazione da dismettere nella regione, Brasile escluso.
Movistar ha oltre 10 milioni di clienti in Venezuela
L’asset mantiene comunque un peso rilevante sul mercato locale. Movistar Venezuela conta oltre 10 milioni di clienti e dispone di una rete 5G in espansione, oltre a un portafoglio di servizi rivolto a consumatori, Pmi e grandi imprese.
A giugno Telefónica ha inoltre concentrato la guida della controllata nelle mani di Antonio Valente Izzi, amministratore delegato dal 2024, che ha assunto anche le responsabilità della presidenza. Il riassetto era stato interpretato dal mercato come uno dei passaggi propedeutici alla futura dismissione dell’attività.
La presenza del gruppo nel Paese è di lunga data: Telefónica entrò in Venezuela già nel 1991 attraverso una partecipazione indiretta in Cantv, mentre l’attuale business mobile deriva soprattutto dall’acquisizione nel 2004 delle attività venezuelane di BellSouth, successivamente confluite nel marchio Movistar.
La nuova fase venezuelana può facilitare la vendita
La dismissione della controllata è stata più complessa rispetto alle operazioni realizzate negli altri Paesi latinoamericani, anche per le restrizioni finanziarie, valutarie e regolamentari che hanno caratterizzato per anni il mercato venezuelano.
Lo scenario è però cambiato dopo la rimozione di Nicolás Maduro nel gennaio 2026 e l’insediamento dell’amministrazione ad interim guidata da Delcy Rodríguez. Negli ultimi mesi Caracas ha riaperto il dialogo con istituzioni finanziarie internazionali e investitori esteri, mentre Stati Uniti e Venezuela hanno avviato una nuova fase di relazioni economiche.
La riapertura è stata particolarmente evidente nel comparto energetico: operatori internazionali hanno avviato o riaperto negoziati per investimenti nel petrolio, nel gas e nelle materie prime. ExxonMobil, per esempio, ha tenuto colloqui per un possibile ritorno nel Paese, mentre Halliburton ha siglato accordi preliminari per nuovi progetti energetici.
Già a febbraio Telefónica aveva confermato che la propria decisione strategica di uscire dal Venezuela non era cambiata, pur rilevando come il nuovo contesto potesse aumentare il valore dell’asset e facilitarne la cessione.
La possibile apertura di un processo competitivo segnerebbe quindi il passaggio dalla volontà strategica di lasciare il Paese alla ricerca concreta di un compratore, completando quasi sette anni dopo l’annuncio iniziale il riposizionamento geografico di Telefónica fuori dall’Hispanoamérica.