Ludoil prende il controllo di Isab: asset da 1 miliardo e piano da 1,3 miliardi in cinque anni

Ludoil completa l’acquisizione del 51% di Isab da Goi Energy e assume la guida industriale della raffineria di Priolo, Melilli e Siracusa. L’operazione attribuisce agli asset un enterprise value di 1 miliardo di euro e apre un piano di investimenti da circa 1,3 miliardi nei prossimi cinque anni, destinato sia al rilancio delle unità produttive sia allo sviluppo dei biocarburanti.

Il closing arriva poco più di quattro mesi dopo l’accordo del 13 maggio. Sul fronte autorizzativo, il Golden Power è stato esercitato con prescrizioni con un Dpcm del 5 agosto, mentre, secondo la società, gli iter Antitrust e ai sensi del Foreign Subsidies Regulation si sono conclusi senza prescrizioni. L’Agcm aveva inserito l’operazione Ludoil Capital/Isab nel Bollettino del 24 agosto.

Bper, UniCredit e Mps finanziano l’operazione

Il finanziamento, assistito da garanzia Sace, è stato fornito da Bper e UniCredit in qualità di Global Coordinator, Mandated Lead Arranger e Bookrunner e da Mps come Mandated Lead Arranger.

Bper Corporate & Investment Banking ha inoltre agito come banca agente, coordinando i rapporti tra gli istituti finanziatori e Sace.

Con il perfezionamento dell’acquisizione, il gruppo della famiglia Ammaturo assume il controllo di Isab, uno dei principali poli di raffinazione del Mediterraneo e un asset considerato strategico per il sistema energetico italiano.

Piano da 1,3 miliardi tra rilancio degli impianti e biocarburanti

Il nuovo piano industriale segue due direttrici.

La prima prevede la rimessa in servizio e l’ammodernamento di alcune unità di processo dismesse, tra cui la distillazione primaria e la desolforazione nel sito Nord, il solvent deasphalting nel complesso IGCC-Sud e il thermal cracking nel sito Sud.

L’obiettivo è aumentare la capacità di lavorazione della raffineria e orientare maggiormente la produzione verso distillati a minore tenore di zolfo e minore contenuto carbonico.

Da luglio è partita la conversione ai biocarburanti

La seconda direttrice riguarda la progressiva trasformazione del polo verso i biocarburanti, già avviata nel luglio 2026 attraverso il co-processing nell’FCC del sito Nord.

La filiera utilizzerà oli vegetali non alimentari per produrre biobenzine, SAF – Sustainable Aviation Fuel – e HVO, inizialmente attraverso gli impianti esistenti e successivamente con unità dedicate. Già nei mesi precedenti Ludoil aveva indicato SAF e HVO tra le produzioni sulle quali impostare l’evoluzione industriale di Priolo.

Confermati gli occupati, mille persone coinvolte nelle commesse

Sul fronte del lavoro, l’attuale organico di Isab viene confermato integralmente.

Durante i cinque anni previsti dal piano, le commesse legate agli investimenti dovrebbero coinvolgere circa 1.000 persone aggiuntive, tra profili ingegneristici, logistici e delle costruzioni. A regime, il nuovo assetto industriale dovrebbe richiedere inoltre circa 100 nuovi tecnici e operatori specializzati.

Con Isab Ludoil stima ricavi per 13 miliardi

L’integrazione della raffineria cambia sensibilmente anche le dimensioni del gruppo. Ludoil stima ricavi consolidati per circa 13 miliardi di euro l’anno nel nuovo perimetro, rispetto agli oltre 10 miliardi indicati a maggio al momento della firma dell’accordo.

La filiera si estende ora dall’approvvigionamento e dalla raffinazione fino al biometano, alle fonti rinnovabili, ai depositi costieri e alla rete di distribuzione.

Isab diventa così il principale tassello industriale della nuova configurazione del gruppo, che punta a combinare il rilancio della raffinazione tradizionale con 1,3 miliardi di investimenti nella modernizzazione degli impianti e nella progressiva produzione di carburanti a minore intensità carbonica.