Directa cambia scala: clienti +20,9% e asset oltre 11,5 miliardi. Busi: «Siamo diventati un altro modello di società»
- 24 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Directa SIM accelera sulla crescita della clientela e delle masse amministrate. Nel primo semestre 2026 i conti attivi hanno raggiunto quota 166.261, il 20,9% in più rispetto a fine 2025, mentre il valore complessivo degli asset dei clienti ha superato 11,5 miliardi di euro, con una crescita del 18,6%. Il margine di intermediazione è salito del 14,9% a 22,4 milioni, nuovo record semestrale per la società, mentre l’utile netto è rimasto sostanzialmente stabile a 7,3 milioni, rispetto ai 7,2 milioni di un anno prima.
A spiegare il cambio di dimensione del gruppo è stato l’amministratore delegato Andrea Busi durante la presentazione della semestrale.
Busi: «Asset cresciuti di 10 miliardi in poco più di cinque anni»
«Il numero dei clienti è cresciuto come non aveva mai fatto in passato nel primo semestre del 2026, con il valore complessivo degli assets dei clienti che ha superato quota 11,5 miliardi di euro. A gennaio 2020 questo dato era di 1,6 miliardi di euro, quindi è aumentato di 10 miliardi in poco più di 5 anni, cioè siamo diventati un altro modello di società», ha spiegato Busi.
Dei circa 11,5 miliardi di asset, la liquidità rappresenta circa 700 milioni di euro: 450 milioni riconducibili a clienti diretti e altri 250 milioni a clientela che utilizza conti presso banche convenzionate.
La crescita prosegue dopo un 2025 già particolarmente sostenuto, chiuso con 137.568 conti attivi e 9,7 miliardi di asset della clientela.
«Il cliente medio ha 75 mila euro tra liquidità e titoli»
Secondo Busi, l’ampliamento della base clienti non avrebbe modificato il profilo della clientela che utilizza Directa.
«Il nostro cliente medio è più patrimonializzato della media dei clienti che operano online, possedendo in media 75 mila euro tra liquidità e titoli», ha spiegato l’amministratore delegato.
«Si tratta di un cliente molto preparato, molto esigente in termini di servizio, e questo è vero anche dopo aver allargato la platea dei clienti, con i nuovi che arrivano che hanno lo stesso DNA e non sono clienti di minor redditività».
Il tratto distintivo, secondo il manager, resta inoltre l’approccio agli investimenti: «La clientela è innamorata e posizionata sui mercati azionari, non è una clientela speculativa che opera soprattutto con CFD e future».
Busi osserva infatti che, nonostante il forte aumento dei clienti, gli eseguiti sui future sono rimasti sostanzialmente stabili. «Soprattutto la clientela nuova e giovane è attratta da una operatività cash, quasi definibile “lenta”, con un orizzonte di lungo periodo».
Boom degli ETF: controvalore +76,6%
Nel semestre i clienti Directa hanno effettuato complessivamente 3,8 milioni di ordini, pari al 63% dell’intera operatività registrata nel 2025. Oltre 2,4 milioni di eseguiti hanno riguardato i mercati cash italiani, dove l’operatività è aumentata del 33,4% rispetto alla prima metà dello scorso anno.
Ancora più marcata la crescita sugli ETF: il controvalore intermediato è aumentato del 76,6% rispetto al primo semestre 2025 e il numero degli eseguiti del 63,3%. Sono ormai più di 36 mila i clienti con un PAC attivo.
Il boom, ha spiegato Busi, è sostenuto dal «continuo lavoro dell’ufficio business», dalla relazione con gli emittenti e dalle nuove tendenze che stanno emergendo sul mercato.
Mercati Usa +36%, a giugno effetto SpaceX
In forte aumento anche l’attività sulle Borse statunitensi. Nel primo semestre il numero di ordini eseguiti sui mercati azionari Usa è cresciuto di circa il 36% rispetto allo stesso periodo del 2025.
«In particolare, a giugno abbiamo registrato il +120% sui mercati statunitensi grazie all’interesse per SpaceX», ha sottolineato Busi.
La relazione finanziaria di Directa segnala proprio la quotazione di SpaceX nel mese di giugno come un evento che ha consentito di raddoppiare l’operatività del mese sui mercati Usa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Ricavi in crescita, utile fermo a 7,3 milioni
La forte crescita dell’operatività ha sostenuto le commissioni nette, salite del 29% a 12,9 milioni di euro, contribuendo al record del margine di intermediazione. L’utile lordo ha raggiunto 10,4 milioni, in aumento del 2%, mentre il risultato netto è rimasto pressoché stabile a 7,3 milioni.
A pesare sono stati soprattutto i maggiori costi sostenuti per accompagnare la crescita della società.
«Non si tratta di costi vivi ma di investimenti», ha spiegato Busi. «Quando un’azienda cresce, raggiunge un livello di dimensione per cui la vecchia organizzazione non è più sufficiente per sostenere la crescita».
In particolare, «1,7 milioni di euro sono stati investimenti software, perché stiamo disegnando la nuova infrastruttura informatica, indispensabile per agevolare e accarezzare il processo di crescita che non può più avere strutture vecchie».
A questi si aggiunge «un aumento di costi marketing e commerciali per poco più di 1 milione di euro», legato sia all’organizzazione del Directa Summit nel primo semestre sia al maggiore investimento in pubblicità, web, social media e rafforzamento del brand.
BTP, record da circa 70 milioni nell’ultimo collocamento
Un altro terreno sul quale Directa registra una forte partecipazione dei propri clienti è quello delle emissioni retail del Tesoro.
«La nostra clientela è particolarmente affezionata ai collocamenti di BTP Valore e Italia e, in particolare, nell’ultimo collocamento abbiamo fatto il record con circa 70 milioni di euro», ha spiegato Busi.
La società aveva consentito ai propri clienti di partecipare direttamente attraverso le piattaforme anche al BTP Italia collocato dal 15 al 19 giugno 2026, senza commissioni di acquisto in fase di emissione.
Il primo semestre fotografa quindi una Directa cresciuta soprattutto in numero di clienti, masse e operatività sui mercati cash, mentre gli investimenti in tecnologia, organizzazione e marketing hanno temporaneamente assorbito una parte della maggiore generazione di ricavi. Il passaggio successivo sarà trasformare l’aumento di scala raggiunto in ulteriore crescita della redditività.