Imprese familiari: il futuro si gioca sull’apertura del capitale
- 23 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Approfondire l’evoluzione della governance nelle imprese a conduzione familiare e il loro ruolo nei percorsi di crescita, apertura del capitale e trasformazione degli assetti proprietari: è questo l’obiettivo del nuovo white paper intitolato «L’apertura del capitale nell’impresa familiare: come prepararsi all’ingresso dell’investitore», redatto nell’ambito del progetto Governance 4 Change.
Il documento è stato promosso da Legance, studio legale italiano con oltre 400 professionisti, in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, e presentato durante l’evento Costruire il Futuro: impresa, famiglia e mercato, svoltosi il 22 settembre presso il Circolo Canottieri Aniene a Roma.
Crescita, apertura e necessità di preparazione
Il confronto ha messo in luce come l’ingresso di capitali e manager esterni sia ormai una tendenza consolidata nelle imprese familiari italiane, con ripercussioni significative sulla competitività, sul ricambio generazionale e sulle strategie di internazionalizzazione.
Josip Kotlar ha spiegato:
“L’apertura a capitali e manager esterni è un fenomeno in crescita che sta ridisegnando il capitalismo familiare italiano, con implicazioni decisive per la competitività delle imprese e per il ricambio generazionale.”
Secondo Kotlar, il processo non può limitarsi a una negoziazione occasionale con l’investitore: è necessario preparare la famiglia e l’organizzazione interna molto prima dell’incontro, definendo ruoli, regole e aspettative per evitare conflitti e garantire sostenibilità nel medio periodo.
Il valore delle imprese familiari nel sistema produttivo
Nel dibattito è stato ribadito il ruolo centrale delle aziende a controllo familiare nell’economia nazionale: presidiano territori, sviluppano competenze specialistiche, generano occupazione e contribuiscono alla diffusione del Made in Italy sui mercati esteri.
Barbara Cimmino, vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli investimenti di Confindustria, ha affermato:
“Le imprese familiari sono radicate nei territori, costruiscono competenze, generano occupazione e portano nel mondo la qualità del Made in Italy.”
Cimmino ha aggiunto che la sfida principale è consentire alle Pmi a assetto proprietario familiare di crescere e restare competitive senza rinunciare alla propria identità: l’apertura del capitale e le partnership industriali devono essere strumenti che rafforzano, non che dissolvono, i valori fondanti dell’impresa.
Un progetto imprenditoriale comune
Perché l’ingresso di investitori esterni funzioni, occorre chiarezza sugli ambiti decisionali e sugli obiettivi strategici condivisi. Definire fin dall’inizio quali prerogative rimangono alla famiglia e quali vengono condivise con il nuovo socio è fondamentale per evitare frizioni future.
Josip Kotlar ha sottolineato:
“È essenziale stabilire fin da subito quali decisioni resteranno alla famiglia e quali saranno condivise con il nuovo socio, per costruire una relazione tra azionisti familiari e investitori istituzionali fondata su un progetto imprenditoriale comune.”
Il white paper propone strumenti pratici per accompagnare questo percorso: revisione della governance, redazione di patti parasociali chiari, istituzione di organi di advisory o consigli di amministrazione con competenze miste, definizione di indicatori di performance e piani di successione trasparenti. Questi passi riducono l’incertezza e aumentano l’attrattività per investitori qualificati.
Riforme regolamentari e accesso al mercato
Nel corso dell’evento è stata anche discussa la recente riforma del Testo Unico della Finanza e il suo impatto sull’accesso delle società private ai mercati, con particolare riferimento alle opportunità offerte per le Pmi che intendono valutare il listing o strumenti alternativi di quotazione.
Andrea Sacco Ginevri, partner di Legance, ha commentato:
“La recentissima riforma del Testo Unico della Finanza è intervenuta con coraggio e soluzioni innovative per favorire l’accesso delle imprese private al mercato di Borsa e, al tempo stesso, preservare il listing delle Pmi già quotate.”
Le modifiche normative mirano a semplificare percorsi di quotazione, ridurre oneri amministrativi e introdurre soluzioni di mercato più flessibili. Per gli imprenditori familiari questo si traduce in nuove possibilità di raccolta di capitale a sostegno degli investimenti, ma anche nella necessità di adeguare controlli interni, trasparenza e comunicazione finanziaria per soddisfare gli standard dei mercati regolamentati.
In questo contesto, la preparazione organizzativa e la definizione preventiva di ruoli e governance diventano leve competitive: chi saprà coniugare gli elementi distintivi dell’impresa familiare con regole di trasparenza e accountability potrà beneficiare appieno delle opportunità offerte dai mercati finanziari.
Il white paper elaborato nell’ambito di Governance 4 Change intende offrire un percorso operativo per le famiglie imprenditoriali, con linee guida legali, organizzative e strategiche finalizzate a facilitare transizioni ordinarie e sostenibili verso forme di capitale esterno.
In sintesi
- L’apertura del capitale rappresenta un’opportunità per rafforzare la competitività delle Pmi italiane, ma richiede adeguamenti di governance e trasparenza per attrarre investitori istituzionali.
- La recente riforma del Testo Unico della Finanza può abbassare le barriere d’ingresso al mercato dei capitali; gli imprenditori familiari dovranno valutare benefici e costi di conformità regolamentare.
- Investire nella definizione preventiva di ruoli, patti parasociali e processi decisionali migliora la resilienza dell’impresa e riduce il rischio di conflitti, aumentando il valore percepito dagli investitori.