ICOP, ricavi +78% e utile rettificato a 22,2 milioni. Backlog a 1,5 miliardi, guidance confermata

ICOP chiude il primo semestre 2026 con ricavi in crescita del 78% e conferma sia la guidance per l’intero esercizio sia gli obiettivi del Piano Industriale 2026-2029. I risultati definitivi approvati dal Consiglio di Amministrazione confermano i dati preliminari diffusi al mercato lo scorso 10 agosto.

I ricavi totali si attestano a 286,5 milioni di euro, rispetto ai 160,8 milioni del primo semestre 2025, sostenuti dall’espansione delle attività in corso e dalla piena contribuzione di AGH e Palingeo.

L’EBITDA rettificato raggiunge 51,6 milioni, dai 29,6 milioni dell’anno precedente, con un margine del 18%, già allineato alla fascia del 17-18% indicata nella guidance annuale.

Risultato operativo +114%

La crescita dei volumi si riflette anche sui risultati operativi.

Il risultato operativo sale a 32,9 milioni di euro, con un incremento del 114% rispetto ai 15,4 milioni registrati al 30 giugno 2025.

Il risultato netto rettificato raggiunge invece 22,2 milioni, contro i 13,3 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il patrimonio netto aumenta a 163,7 milioni di euro, rispetto ai 145,3 milioni di fine 2025.

Debito a 171,2 milioni

L’indebitamento finanziario netto rettificato si attesta a 171,2 milioni di euro, in aumento rispetto ai 129,6 milioni di fine dicembre.

La società attribuisce la dinamica alla consueta stagionalità dei flussi finanziari del primo semestre e prevede un miglioramento nella seconda parte dell’esercizio.

A giugno ICOP ha inoltre perfezionato un rifinanziamento unsecured da 106 milioni di euro, con scadenza a fine 2031, che ha consentito di rifinanziare a condizioni migliorative parte dell’indebitamento esistente della capogruppo e della controllata statunitense.

Backlog da 1,5 miliardi

Particolarmente elevata resta la visibilità sulle attività future.

Il backlog ammonta a circa 1,5 miliardi di euro ed è composto esclusivamente dalla quota di competenza del gruppo relativa a contratti definitivi e già sottoscritti, senza includere opzioni o fasi successive non ancora contrattualizzate.

Il portafoglio ordini copre il 100% dei ricavi previsti per il 2026, circa il 40-45% del 2027, il 24-28% del 2028 e il 13-15% del 2029. Considerando anche progetti in fase avanzata di negoziazione o gara, la copertura del 2027 sale all’80-85%.

Petrucco: “Rafforzata la credibilità del Piano 2026-2029”

“I risultati del primo semestre confermano la solidità del percorso industriale di ICOP e rafforzano la credibilità del Piano 2026-2029”, ha dichiarato Piero Petrucco, Amministratore Delegato di ICOP.

Il gruppo punta a “costruire una piattaforma internazionale di riferimento nell’ingegneria specialistica del sottosuolo”, proseguendo il percorso di crescita già avviato negli ultimi esercizi.

Avanzano Linea Adriatica e M1 di Milano

Sul piano operativo, nel microtunneling il semestre ha visto proseguire le attività sulle principali infrastrutture legate alla transizione energetica e idrica, tra cui la Linea Adriatica e il metanodotto Livorno-Piombino.

Nelle fondazioni speciali sono avanzati i lavori sul Grand Paris Express, mentre in Italia proseguono le attività per il prolungamento della Linea M1 di Milano e le commesse realizzate attraverso Palingeo.

Negli Stati Uniti, AGH ha consolidato la propria presenza lungo il corridoio atlantico e nel segmento dei data center, con attività in Northern Virginia e South Carolina.

Confermata la guidance 2026

Alla luce dei risultati semestrali, ICOP conferma per il 2026 ricavi compresi tra 610 e 640 milioni di euro e un EBITDA rettificato tra 105 e 115 milioni, con una marginalità attesa del 17-18%.

Gli investimenti previsti nell’anno sono compresi tra 30 e 35 milioni di euro.

Restano invariati anche gli obiettivi del Piano Industriale 2026-2029, costruito sull’attuale perimetro del gruppo: al 2029 ICOP punta a ricavi compresi tra 900 e 950 milioni di euro e a un EBITDA rettificato tra 170 e 190 milioni, con margine previsto in aumento fino al 19-20%.

La guidance e gli obiettivi del piano non includono gli eventuali effetti dell’offerta pubblica di scambio su Trevi, confermando quindi che i target indicati si riferiscono esclusivamente al perimetro attuale del gruppo.