Europa sempre più attraente per gli investitori: l’Italia batte Spagna e Svizzera

Europa emerge come la destinazione più appetibile per investimenti e opportunità di business da parte di imprese non europee, davanti a Asia-Pacifico (esclusa la Cina), Nord America, Medio Oriente, Cina e America Latina. Inoltre, l’Italia risulta considerata più attrattiva rispetto a Spagna e Svizzera, collocandosi poco dopo Germania, Francia e Olanda.

Deutsche Bank ha condotto un’indagine internazionale, la Global Sentiment Survey on Europe 2026, intervistando 1.200 imprenditori di aziende con sede in 13 Paesi non europei. Il campione include società già presenti in Europa o con piani concreti di investimento nella regione, quindi con conoscenza diretta del mercato. Deutsche Bank ha dichiarato:

“Le aziende internazionali sono molto più ottimiste sull’Europa di quanto suggerisca il dibattito pubblico sulla competitività europea, spesso critico nel Continente.”

I motivi del successo del Vecchio Continente

Il entusiasmo verso Europa si basa su elementi concreti: la percezione di una maggiore stabilità politica ed economica, opportunità di crescita nei mercati interni e una crescente capacità di innovazione, soprattutto con l’impulso dell’intelligenza artificiale. Questi fattori rendono il continente attraente per dirigenti e investitori che cercano mercati meno volatili e con normative prevedibili.

Tuttavia, gli imprenditori non europei segnalano criticità già note agli operatori locali: difficoltà nelle operazioni transfrontaliere all’interno del mercato unico, oneri e costi elevati per operare in alcuni Paesi e lentezza nelle procedure di autorizzazione. Questi ostacoli possono ridurre la velocità con cui gli investimenti si traducono in progetti reali.

Perché il contesto conti davvero, è importante capire il ruolo delle istituzioni europee e nazionali: il Mercato unico europeo e le politiche comunitarie forniscono un quadro regolatorio stabile, ma la frammentazione delle pratiche amministrative a livello nazionale continua a essere un freno. Riforme mirate e una maggiore coordinazione tra Bruxelles e i governi nazionali sono quindi determinanti per trasformare percezione positiva in investimenti concreti.

Il piazzamento dell’Italia

Italia si posiziona al quarto posto tra le principali destinazioni europee: il 33% delle aziende intervistate prevede investimenti nel mercato italiano. L’interesse verso il nostro Paese è particolarmente marcato tra le imprese provenienti da Emirati Arabi Uniti (54%), Arabia Saudita (46%) e Stati Uniti (41%). Per le imprese messicane l’Italia è la seconda destinazione europea dopo la Germania.

Questo posizionamento riflette punti di forza specifici del sistema paese: specializzazione manifatturiera, eccellenza in settori come moda e beni di lusso, e una posizione logistica strategica nel Mediterraneo. Allo stesso tempo, permangono criticità strutturali — burocrazia, rigidità normative e costi energetici — che richiedono interventi per valorizzare gli interessi segnalati dagli investitori esteri.

Europa come mercato di consumo e polo industriale

Nel dettaglio dell’indagine, il 35% degli intervistati indica Europa come la regione più attraente per il proprio business. Vi è però una nettezza tra chi è già presente sul territorio europeo e chi non vi ha ancora investito: il 45% delle aziende già operanti in Europa la considera la regione più attraente, mentre tra quelle che non vi sono ancora entrate la quota scende al 15%.

Alle preferenze per l’Europa seguono Asia-Pacifico (esclusa la Cina) con il 24%, Nord America con il 19%, Medio Oriente al 10%, la Cina al 6% e America Latina al 5%. Inoltre, l’81% degli intervistati dichiara che Europa è diventata più importante nelle decisioni di investimento negli ultimi tre anni.

Per quanto riguarda il ruolo commerciale e produttivo, il 99% degli intervistati ritiene che Europa resterà un mercato di consumo rilevante nei prossimi 3-5 anni, mentre il 92% prevede che la regione sarà cruciale anche per produzione, ricerca e sviluppo e per mantenere la stabilità delle catene di approvvigionamento.

Questa valutazione ha ricadute concrete: per le imprese italiane significa potenziali opportunità di esportazione e di partecipazione a filiere internazionali, ma impone anche la necessità di rafforzare investimenti in innovazione, logistica e sostenibilità per attrarre e consolidare capitali esteri.

In sintesi

  • La forte preferenza per Europa suggerisce un contesto favorevole per l’attrazione di capitali esteri: l’Italia può convertire questo interesse in investimenti reali potenziando incentivi settoriali e snellendo le procedure amministrative.
  • L’interesse marcato proveniente da paesi del Golfo e dagli Stati Uniti indica opportunità per progetti infrastrutturali e per la transizione energetica; le imprese italiane dovrebbero preparare offerte competitive in termini di tecnologia e sostenibilità.
  • La percezione dell’Europa come mercato di consumo a lungo termine favorisce le esportazioni italiane di beni di alta gamma: puntare su innovazione e digitalizzazione delle filiere può aumentare la quota di mercato.
  • Per trasformare ottimismo in investimento concreto è necessario un mix di politiche nazionali ed europee: riforme regolamentari, incentivi fiscali mirati e rafforzamento degli investimenti in ricerca e competenze.


Author: Tony
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