BCE spinge per regole MiCA più stringenti per bloccare i rendimenti indiretti delle stablecoin e tutelare i depositi bancari

Il>La Banca Centrale Europea e le banche centrali nazionali dell’Unione Europea chiedono che le piattaforme crypto siano impedite dall’offrire prodotti di prestito, indebitamento, staking e altre soluzioni che generano rendimenti indiretti sulle détention di stablecoin.

Il Sistema Europeo delle Banche Centrali ha dichiarato:

“La moneta elettronica è destinata a essere utilizzata per effettuare pagamenti e non come uno strumento di risparmio.”

Nella sua risposta di 57 pagine alla consultazione della Commissione europea sulla revisione del regolamento MiCA, il gruppo ribadisce il sostegno alla proibizione per i fornitori di servizi per crypto-asset (CASP) di corrispondere una remunerazione sulle stablecoin.

Il Sistema Europeo delle Banche Centrali ha affermato:

“Si conferma il sostegno al divieto per i CASP di erogare remunerazioni sulle stablecoin.”

Secondo la risposta, il divieto non dovrebbe limitarsi ai servizi già disciplinati da MiCA, entrato in vigore a giugno 2024, ma deve estendersi anche ad attività non regolamentate come il crypto lending, il borrowing e lo staking, che possono produrre ritorni indiretti sui saldi in moneta elettronica.

I regolatori avvertono che consentire rendimenti indiretti rischia di offuscare la distinzione tra moneta elettronica e i depositi bancari, alterando il livello di parità concorrenziale nell’intero sistema finanziario dell’Unione Europea.

Il Sistema Europeo delle Banche Centrali ha sottolineato:

“Mantenere e, se necessario, rafforzare il divieto, coprendo sia le forme dirette sia quelle indirette di remunerazione, dovrebbe costituire una chiara priorità legislativa.”

Dal punto di vista operativo, questa posizione implicherà un ampliamento della sorveglianza regolamentare su prodotti e servizi offerti dalle piattaforme crypto, compresi gli ecosistemi decentralizzati dove la linea tra servizio e strumento diventa meno netta. In particolare, le autorità puntano a chiarire cosa costituisce una “remunerazione” indiretta e come tracciarla in contesti DeFi complessi.

Per le piattaforme e gli emittenti di stablecoin, la raccomandazione apre scenari di adeguamento dei modelli di business: prodotti che oggi attraggono liquidità offrendo ritorni potrebbero essere limitati o riprogettati. Ciò potrebbe ridurre la disponibilità di strumenti di rendimento nel settore crypto e spingere capitale verso mercati meno regolamentati o verso servizi tradizionali.

Dal punto di vista degli investitori e delle imprese fintech italiane, l’eventuale estensione del divieto comporterebbe una riduzione dell’offerta di strumenti ibridi che combinano funzioni di pagamento e investimento. Le banche e gli operatori finanziari tradizionali potrebbero invece beneficiare di una maggiore chiarezza normativa e di una riduzione dei rischi di concorrenza sleale rispetto a prodotti che replicano redditività tipiche dei depositi bancari.

La revisione di MiCA e l’interpretazione che ne daranno la Commissione europea e gli Stati membri determineranno i passi successivi. Se le raccomandazioni dell’ESCB verranno recepite, potrebbero seguire interventi legislativi per estendere il divieto e misure di enforcement coordinate a livello nazionale ed europeo.

Per i decisori politici, la sfida sarà bilanciare la tutela della funzione di moneta elettronica come strumento di pagamento con la necessità di non soffocare l’innovazione finanziaria. Per i supervisori, invece, si profila l’obbligo di sviluppare strumenti di monitoraggio più sofisticati per identificare rendimenti indiretti anche in prodotti complessi.

In sintesi

  • Un’estensione del divieto sulle remunerazioni delle stablecoin potrebbe ridurre la liquidità nei prodotti crypto a rendimento, aumentando il peso dei servizi tradizionali e modificando i flussi di capitale nel settore finanziario europeo.
  • Per gli investitori italiani, la limitazione di strumenti ibridi di pagamento-investimento richiederà una riallocazione del portafoglio verso soluzioni più conservative o verso mercati esteri, con implicazioni fiscali e normative.
  • I provider fintech e le piattaforme crypto dovranno rivedere i modelli commerciali e rafforzare i controlli di compliance; ciò può favorire la concentrazione del mercato su operatori con risorse per adeguarsi alle nuove regole.
  • Dal punto di vista sistemico, chiarire la distinzione tra moneta elettronica e depositi bancari contribuisce a preservare la stabilità finanziaria, ma richiede investimenti in capacità di vigilanza per intercettare rendimenti indiretti, anche nelle soluzioni decentralizzate.


Author: Tony
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