Sorpresa per le feste: importante rivenditore di articoli natalizi chiede il capitolo 11

Quando arriva il periodo natalizio, mia moglie mette un piccolo albero e alcuni pupazzi imbottiti comprati anni fa da Target. È un approccio molto sobrio rispetto a quello di molti vicini.

Nella casa da cui ci siamo appena trasferiti, alcune abitazioni hanno luci discrete, altre esposizioni a carattere religioso e alcune hanno preferito numerosi gonfiabili esterni. In diversi casi la spesa è stata consistente, anche se molti decori vengono riutilizzati anno dopo anno.

Gli addobbi rappresentano una voce di spesa limitata ma significativa nelle spese festive complessive.

Secondo un sondaggio condotto prima della stagione festiva del 2024, gli americani prevedevano in media di spendere 1.172 dollari per viaggi, 632 dollari per regali, 351 dollari per intrattenimento e 227 dollari per decorazioni, evidenziando quanto influiscano anche gli acquisti stagionali.

Quest’anno però procurarsi alcuni articoli potrebbe risultare più complicato: Gordon Companies, che gestisce diversi siti a tema natalizio e collabora con catene come Target, Kohl’s, Home Depot, Walmart, Amazon, Lowe’s e Michaels, ha presentato istanza di fallimento ai sensi del Chapter 11.

Dettagli sul Chapter 11 di Gordon Companies

All’inizio pochi elementi erano noti rispetto alla procedura: successivamente è emerso che parte dei problemi aziendali sembra collegata al fallimento nell’implementazione di un nuovo sistema di gestione degli ordini e dell’inventario.

Gordon Companies ha scritto:

“All’inizio del mese Gordon ha depositato un atto emendato, sostenendo di aver pagato al fornitore più di 2 milioni di dollari per un sistema di gestione degli ordini e delle operazioni di magazzino che non ha mai svolto le funzioni per cui è stato acquistato.”

Il contenzioso riguarda in particolare una società che fungeva da rivenditore e integratore di soluzioni SAP, indicata come partner tecnico nel progetto di implementazione.

Gordon Companies ha aggiunto:

“Non si tratta di un fornitore che non ha rispettato una specifica tecnica esigente. È la vicenda di un venditore che sapeva, per iscritto e dal proprio personale, il volume che il cliente doveva processare; che ha progettato e dimensionato un ambiente che sapeva non sarebbe stato in grado di gestire quel volume.”

Secondo l’atto emendato, i problemi operativi hanno avuto un impatto finanziario diretto: Gordon Companies sarebbe stata costretta a sospendere le vendite su alcuni canali marketplace e un importante partner commerciale, Target, avrebbe imposto un ritardo di una settimana sulle spedizioni delle inserzioni del gruppo.

Un marchio natalizio con una storia consolidata

Gordon Companies è un’azienda a conduzione familiare con decenni di attività nel settore degli addobbi stagionali e possiede numerosi marchi e piattaforme di e‑commerce dedicate alle festività e agli articoli per la casa.

Tra i marchi e i marketplace controllati dalla società ci sono piattaforme che offrono una vasta selezione di decorazioni natalizie, addobbi per tutta la casa, illuminazione stagionale e una gamma di prodotti per piscine e spazi esterni, rivolgendosi sia al singolo consumatore sia a rivenditori indipendenti.

Nel deposito giudiziario la società ha indicato asset e passività in una forchetta compresa tra 10 e 50 milioni di dollari, e il fascicolo indica che vi saranno fondi disponibili per la distribuzione ai creditori non garantiti; il numero del caso è riportato in seno alla procedura.

La stagionalità del mercato natalizio

La vendita di articoli strettamente stagionali comporta dinamiche di rischio particolari per i retailer che fanno gran parte del fatturato in poche settimane.

Dominick Miserandino, amministratore delegato di RTM Nexus, ha dichiarato:

“Vendere alberi di Natale è un’accaparramento di cassa di otto settimane mascherato da attività a tempo pieno.”

Dominick Miserandino ha aggiunto:

“Si acquista inventario e si pagano le spedizioni mesi prima, bruciando cassa mentre i magazzini restano vuoti per l’estate. Se i costi di trasporto schizzano o la merce dell’anno precedente non si vende, si finisce per restare senza liquidità appena prima dell’inizio degli ordini.”

La stagionalità accentua inoltre il costo dell’errore: scorte insufficienti o interruzioni logistiche possono tradursi in vendite perse che non vengono recuperate, con effetti duraturi sul fatturato dell’anno successivo.

Rischi per i fornitori e reazioni dei grandi retailer

I fornitori che lavorano con grandi catene devono considerare non solo gli effetti economici del fallimento, ma anche il danno reputazionale che può spingere i partner a interrompere i rapporti commerciali.

Kenneth Rosen, responsabile del dipartimento fallimentare presso lo studio Lowenstein Sandler, ha scritto:

“Il grande magazzino, il retailer di massa o la catena di supermercati ha poca pazienza se la propria reputazione rischia di essere compromessa da problemi causati da un fornitore.”

Kenneth Rosen ha aggiunto:

“I principali rivenditori pianificano programmi e promozioni con largo anticipo. Gli articoli scelti per volantini o campagne stagionali sono selezionati molto prima delle consegne. Un retailer non vuole rischiare di promuovere un prodotto per poi scoprire all’ultimo momento che il debitore non può consegnare, restando con la responsabilità di dover spiegare ai clienti e di correre a cercare un sostituto adeguato.”

Per i consumatori che acquistano prodotti Gordon Companies tramite grandi catene, l’impatto pratico dovrebbe restare contenuto: i retailer possono solitamente sostituire i fornitori e mantenere l’offerta sugli scaffali, sebbene la selezione possa cambiare.

Chi ordina direttamente dai siti della società assume invece un rischio maggiore. In genere le aziende in Chapter 11 continuano a operare e a evadere ordini, ma se una consegna non viene effettuata il rimborso può rimanere bloccato nel processo fallimentare. Una tutela pratica è pagare con carta di credito, che consente di contestare l’addebito per un articolo mai ricevuto.

Dettagli procedurali e situazione attuale

Stima dei creditori: tra 200 e 999.

Data del deposito: 14 settembre 2026.

Tribunale competente: U.S. Bankruptcy Court for the Western District of New York.

Tipo di deposito: petizione volontaria attiva ai sensi del Chapter 11.

Numero del caso: 1-26-11242.

Risorse stimate: tra 10.000.001 e 50.000.000 di dollari. Passività stimate: tra 10.000.001 e 50.000.000 di dollari.

Gordon Companies non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche di maggior dettaglio sulla procedura e i suoi siti risultano al momento ancora operativi e accettano ordini.

In sintesi

  • La stagionalità estrema del mercato natalizio amplifica il rischio operativo: problemi di logistica o di sistema possono tradursi rapidamente in perdite significative per fornitori e rivenditori.
  • Per gli investitori nel settore retail, il caso evidenzia l’importanza di valutare l’affidabilità delle infrastrutture IT e della catena di fornitura come fattori critici per la continuità del business.
  • Dal punto di vista dei mercati, grandi retailer con capacità di sourcing possono assorbire shock d’offerta nel breve termine, ma la qualità dell’offerta e i margini potrebbero risentirne se la sostituzione dei fornitori diventa sistematica.
  • Per i consumatori europei e italiani interessati a importazioni stagionali, è consigliabile preferire pagamenti con strumenti che offrano tutela (es. carta di credito) quando si acquista da società soggette a procedure concorsuali.


Author: Tony
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