Due azioni che entrambi possiedono
- 16 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Bridgewater Associates, guidata dal miliardario Ray Dalio, e ARK Invest, fondata da Cathie Wood, rappresentano due approcci molto diversi alla gestione patrimoniale: il primo privilegia portafogli macro, diversificati e bilanciati tra asset e aree geografiche, il secondo concentra le scommesse su aziende ritenute capaci di guidare innovazioni dirompenti.
I depositi trimestrali obbligatori alle autorità statunitensi (13F) del secondo trimestre mettono però in luce alcune sovrapposizioni tra i due gruppi: tra le partecipazioni comuni più rilevanti emergono Eli Lilly e Nvidia.
Al termine del secondo trimestre Bridgewater deteneva 87.023 azioni di Eli Lilly per un controvalore di circa $104,4 milioni, incrementando la posizione di 16.211 azioni rispetto al trimestre precedente. ARK possedeva invece 77.254 azioni, per un valore approssimativo di $92,7 milioni, dopo aver aggiunto 64.578 titoli.
Sul fronte di Nvidia la posizione di Bridgewater era significativamente più ampia: 3,87 milioni di azioni per un valore vicino a $773,6 milioni, anche se nel trimestre è stata ridotta di 826.808 azioni. ARK, al contrario, ha aumentato l’esposizione aggiungendo 345.821 azioni e chiudendo il periodo con 1,38 milioni di titoli, per un valore intorno a $276,4 milioni.
Approfondimento su Eli Lilly
Chi sostiene il titolo ritiene che Eli Lilly sia posizionata per una crescita duratura grazie all’espansione del portafoglio nei settori dell’obesità e del diabete, trainata dai farmaci Mounjaro e Zepbound. I ricavi della società sono aumentati del 48% su base annua nel secondo trimestre, spinti dalla forte domanda per questi prodotti, e gli investitori ottimisti considerano questo slancio come potenziale leva per l’espansione degli utili nei prossimi anni, data la dimensione e la crescita del mercato per i trattamenti contro il diabete e la perdita di peso.
D’altra parte, gli scettici ritengono che molte delle opportunità previste siano già scontate nel prezzo delle azioni. Il rapporto prezzo/utili forward non-GAAP si attesta su 30,39, un premio del 61,25% rispetto alla mediana del settore sanitario pari a 18,85; il P/E trailing non-GAAP è 35,43, circa il 94% sopra la mediana settoriale. Su base corretta per la crescita la valutazione appare meno impegnativa: il PEG forward non-GAAP di Eli Lilly è 1,44, inferiore alla mediana del settore di 1,79. Gli investitori più cauti sottolineano tuttavia il rischio che, se la crescita delle vendite di Mounjaro e Zepbound dovesse normalizzarsi dopo l’ondata iniziale dei farmaci GLP-1, il titolo possa risultare vulnerabile a rivalutazioni al ribasso.
Significato dei depositi 13F e limitazioni informative
I moduli 13F forniscono una fotografia pubblica delle partecipazioni azionarie long di grandi gestori istituzionali negli Stati Uniti, ma presentano vincoli: vengono depositati con ritardo, non includono posizioni short né molte tipologie di strumenti derivati, e non rivelano operazioni intraday o strategie dinamiche. Pertanto le informazioni sono utili per individuare tendenze e sovrapposizioni tra grandi investitori, ma non offrono una visione completa delle esposizioni o delle motivazioni strategiche dietro le variazioni di portafoglio.
Impatto di mercato e implicazioni per gli investitori
Le scelte di portafoglio di attori rilevanti possono contribuire a incrementare la volatilità dei titoli in portafoglio: acquisti significativi tendono a sostenere i prezzi, mentre dismissioni consistenti possono accentuare ribassi, soprattutto in azioni molto seguite come Nvidia o Eli Lilly. La riduzione della posizione in Nvidia da parte di un grande investitore può essere interpretata come presa di profitto o riallocazione, mentre l’aumento di ARK evidenzia una persistenza nella convinzione di crescita.
Per gli investitori italiani è opportuno valutare tali segnali nel contesto complessivo del portafoglio personale: differenze di strategia tra gestori sottolineano l’importanza della diversificazione e della tolleranza al rischio. Titoli con valutazioni elevate e dipendenti da tassi di crescita futuri sono sensibili a revisioni delle aspettative, anche in presenza di solide metriche operative.
Inoltre, il fenomeno dei farmaci GLP-1 ha implicazioni settoriali più ampie: crescita dei ricavi delle aziende farmaceutiche che sviluppano terapie efficaci per obesità e diabete, potenziali pressioni regolatorie o di rimborso e una maggiore attenzione degli investitori verso società con pipeline in questo ambito. Questi elementi vanno ponderati nell’analisi di valutazione e nella gestione del rischio.
Conclusione
La sovrapposizione nelle partecipazioni tra gestori con filosofie divergenti mette in evidenza come, pur partendo da approcci diversi, grandi investitori possano convergere su titoli ritenuti core per crescita o per esposizione settoriale. Tuttavia, le differenze nelle dimensioni delle posizioni e nelle variazioni trimestrali segnalano anche disallineamenti nelle tempistiche e nella propensione al rischio.
In sintesi
- La presenza simultanea di grandi investitori su uno stesso titolo può amplificare movimenti di mercato: per gli investitori italiani questo significa maggiore volatilità potenziale da monitorare quando si detiene esposizione ai medesimi titoli.
- Valutazioni elevate, come quelle di Eli Lilly, richiedono attenzione sulla sostenibilità della crescita; l’analisi del PEG e delle prospettive di mercato è cruciale per decidere l’entrata o l’uscita.
- Le differenze strategiche tra gestori evidenziano l’importanza della diversificazione: chi cerca rendimento deve bilanciare posizioni più concentrate in titoli innovativi con strumenti meno correlati per gestire il rischio.
- Per l’allocazione di portafoglio in Italia è utile considerare strumenti indiretti (ETF, fondi tematici) per ottenere esposizione a settori innovativi riducendo l’eccessiva dipendenza dalle singole società.