Revisato il CLARITY Act: regole più severe per la finanza decentralizzata

La versione rivista del CLARITY Act propone di incaricare i regolatori statunitensi di stabilire se persone o gruppi che controllano i cosiddetti «protocolli di trading di finanza non decentralizzata» debbano rispettare le normative in materia di titoli, materie prime e antiriciclaggio (AML).

Il testo aggiornato, reso pubblico dalla senatrice Cynthia Lummis, definisce questi protocolli come quei sistemi la cui funzionalità, gestione o regole possono essere modificate in modo sostanziale da una singola persona o da un gruppo coordinato. La definizione comprende anche i protocolli i cui controllori possono limitare l’accesso degli utenti oppure i cui scambi non sono regolati esclusivamente da codice trasparente e predefinito.

Secondo la proposta, la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) dovrebbero sviluppare norme basate sulle attività, orientate alla registrazione, alla condotta, alle informazioni da divulgare, alla conservazione dei registri e alla supervisione.

Parallelamente, il Treasury sarebbe incaricato di chiarire come gli obblighi già previsti dal Bank Secrecy Act si applichino ai soggetti che esercitano il controllo su questi protocolli.

Il testo precisa inoltre che il software e i sistemi di registro distribuito non saranno tenuti a registrarsi in quanto tali e che la partecipazione a un consiglio per la risposta agli incidenti o per la sicurezza non costituisce di per sé controllo sul protocollo.

La pubblicazione del testo aggiornato arriva prima di un voto procedurale al Senato degli Stati Uniti programmato per il 15 settembre; la misura richiede 60 voti per procedere, il che implica la necessità di un sostegno bipartisan nonostante le persistenti divergenze su norme etiche, requisiti antiriciclaggio e ricompense legate ai stablecoin.

Reazioni dell’industria e dichiarazioni pubbliche

Il CEO di un’associazione impegnata nel settore delle criptovalute, Ji Hun Kim, ha dichiarato:

“Si tratta di un momento cruciale per gli asset digitali, per l’innovazione e per il ruolo guida degli Stati Uniti.”

Brian Armstrong, amministratore delegato di Coinbase, ha affermato:

“Il CLARITY Act è pronto per ottenere un voto favorevole.”

Armstrong ha aggiunto che le questioni ritenute indispensabili in precedenza erano state risolte, mentre i negoziati sulle restrizioni etiche rimanevano aperti e vicini a una soluzione; non ha però specificato quali disposizioni siano state modificate nel nuovo testo.

Questioni etiche e frizioni nel Congresso

Nonostante le aperture del settore, la sezione etica del testo pubblicato appare in gran parte invariata rispetto alle versioni precedenti ed è rimasta uno dei principali punti di contrasto durante le trattative parlamentari.

Il senatore democratico Ruben Gallego ha avvertito sul rischio di procedere a un voto affrettato prima della risoluzione delle dispute sugli aspetti etici e sulle ricompense legate ai stablecoin, osservando che un voto veloce può dare un risultato rapido, ma non necessariamente quello desiderato.

Se il provvedimento non dovesse ottenere il via libera, è probabile che la SEC e la CFTC perseguano percorsi regolamentari autonomi, adottando norme e possibili esenzioni per l’innovazione nell’ambito dei poteri già in loro possesso.

Implicazioni pratiche per mercati e operatori

La definizione normativa di cosa costituisca un protocollo «non decentralizzato» può determinare una significativa riallocazione degli oneri di conformità: progetti finora considerati autonomi potrebbero dover adottare strutture di governance più formali, rapporti contrattuali e sistemi di controllo interno per soddisfare gli obblighi di registrazione e reporting.

Per gli investitori istituzionali e le società fintech, un quadro normativo più chiaro riduce l’incertezza legale ma introduce costi operativi e di compliance che potrebbero influire sui modelli di business e sui ritorni attesi, con possibile effetto sul prezzo degli asset digitali e sui flussi di capitale verso progetti che gestiscono stablecoin o servizi di trading decentralizzato.

Dal punto di vista della lotta al riciclaggio, l’estensione degli obblighi del Bank Secrecy Act ai controllori dei protocolli punta a rafforzare la trasparenza delle transazioni, ma richiederà chiarimenti operativi su come bilanciare la privacy degli utenti con le necessità di vigilanza.

Infine, la potenziale escalation di regole divergenti tra autorità come la SEC e la CFTC potrebbe spingere gli operatori a cercare armonizzazione normativa o, in alternativa, a valutare trasferimenti di attività verso giurisdizioni più chiare o favorevoli alle innovazioni blockchain.

Prossime tappe e contesto politico

Il voto procedurale al Senato fungerà da termometro per la volontà di compromesso tra i partiti su temi che mescolano regolazione finanziaria, tutela dei consumatori e libertà tecnologica. La soglia dei 60 voti richiesti per procedere è influenzata dalle regole di ostruzionismo legislativo che richiedono una maggioranza qualificata per avanzare molti provvedimenti.

Un percorso legislativo riuscito potrebbe stabilire un precedente per altre economie che osservano la reazione degli Stati Uniti all’innovazione cripto, mentre un fallimento potrebbe favorire un approccio regolatorio più frammentato affidato alle singole autorità di vigilanza.

In sintesi

  • Un chiarimento normativo sui protocolli non decentralizzati ridurrà l’incertezza legale, ma aumenterà i costi di compliance per molti progetti, con effetti diretti sulle valutazioni degli asset digitali.
  • Per gli investitori italiani e le istituzioni finanziarie, l’evoluzione della normativa USA sarà un elemento chiave per valutare l’esposizione al settore cripto e la fattibilità di partnership internazionali.
  • L’estensione degli obblighi antiriciclaggio potrebbe migliorare la fiducia istituzionale, ma richiederà strumenti operativi avanzati per bilanciare trasparenza e tutela della privacy degli utenti.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.