Ericsson taglia 131 posti di lavoro a Genova
- 11 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Ericsson ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 131 dipendenti con sede a Genova, secondo una comunicazione inviata oggi ai lavoratori e confermata dalla segretaria generale della sigla sindacale SLC CGIL Genova, Sonia Montaldo.
Sonia Montaldo ha dichiarato:
“È un colpo durissimo per i dipendenti: la proprietà sta chiudendo l’intero reparto di ricerca e sviluppo nell’area Ottica e parte di un altro reparto sempre dedicato alla ricerca e sviluppo.”
La direzione aziendale precisa che la chiusura riguarda principalmente funzioni impegnate nello sviluppo di tecnologie di rete avanzate e infrastrutture. Per la divisione identificata come Bnew verrà perso l’intero organico, pari a 110 persone, mentre ad essi si aggiungono 21 lavoratori appartenenti all’organizzazione Bcss. L’azienda motiva l’operazione come parte di una “decisione strategica” finalizzata alla revisione dell’assetto organizzativo e della strategia di portafoglio.
Sonia Montaldo ha aggiunto:
“Una delle cause va ricercata nella progressiva involuzione del mercato italiano delle telecomunicazioni, che continua a mostrare dinamiche particolarmente impegnative. Si tratta di un dramma sociale per Genova e per il progetto del polo tecnologico degli Erzelli, che avrebbe dovuto rappresentare il fiore all’occhiello della ricerca e dell’innovazione cittadina.”
La procedura interessa 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti. Secondo la rappresentanza sindacale, la perdita di queste competenze costituirebbe un danno strutturale per l’azienda e per il progetto della cittadella tecnologica. È stata quindi chiesta un’azione congiunta da parte della politica e delle istituzioni locali per gestire la vertenza. È stata inoltre convocata un’assemblea di tutto il personale prevista per lunedì 14 settembre dalle 9:30 alle 11:30.
Lorenzo Basso, Alberto Pandolfo e Valentina Ghio hanno scritto:
“Centotrentuno licenziamenti a Genova sono inaccettabili. Chiediamo al Governo di intervenire per fermare una decisione che mette a rischio non solo posti di lavoro, ma anche uno dei presìdi tecnologici più rilevanti della città.”
Contesto e impatto sul tessuto tecnologico
Ericsson è un gruppo multinazionale con un ruolo di primo piano nelle infrastrutture per le telecomunicazioni e nelle attività di ricerca e sviluppo. La riduzione degli addetti nel reparto R&D a Genova non è soltanto una perdita occupazionale: riguarda competenze specialistiche che alimentano l’intero ecosistema locale, fornitori e start-up collegate.
La motivazione aziendale che richiama una revisione strategica e il deterioramento del mercato italiano va letta anche alla luce di fattori strutturali: competizione globale, pressione sui margini degli operatori di rete, processi di delocalizzazione delle attività non core e accelerazione dell’automazione. Questi elementi possono ridurre l’attrattività di investimenti ad alta intensità di know‑how in aree industriali locali.
Possibili interventi istituzionali e prospettive per i lavoratori
Di fronte a una procedura di questa portata, il repertorio delle istituzioni prevede strumenti come il confronto in sede ministeriale, la possibilità di percorsi di ricollocazione, misure di sostegno al reddito (ad esempio la cassa integrazione nei casi applicabili) e programmi di riqualificazione professionale. Le istituzioni locali e nazionali dovranno valutare anche incentivi per attrarre investimenti alternativi in ambiti ad alto contenuto tecnologico.
Per i lavoratori interessati sarà cruciale avviare rapidamente tavoli di negoziazione che contemperino esigenze occupazionali e riorganizzazione aziendale, con attenzione a trasferimenti interni, programmi di formazione e possibili accordi per ammortizzatori sociali o incentivi all’esodo volontario differenziati per categoria professionale.
Implicazioni economiche locali e segnali per gli investitori
La chiusura di reparti di ricerca e sviluppo in un’area tecnologica consolidata può indebolire l’attrattività del territorio per investimenti futuri, riducendo la disponibilità di competenze avanzate e aumentando il rischio percepito dagli operatori interessati a insediarsi o espandersi.
Per gli investitori, la notizia segnala una maggiore attenzione alla razionalizzazione dei portafogli da parte delle grandi aziende del settore telecomunicazioni. Potrebbe aprirsi spazio per operazioni di riassetto, acquisizioni di asset, o per l’intervento di attori che puntino a consolidare filiere locali attraverso politiche industriali mirate.
In sintesi
- La riduzione di 131 posti a Genova implica un rischio concreto di erosione della capacità innovativa locale, con possibili ripercussioni sull’attrazione di investimenti tecnologici.
- Il mercato italiano delle telecomunicazioni mostra tensioni che spingono le multinazionali a rivedere assetti e costi: per gli investitori ciò può tradursi in opportunità di ristrutturazione ma anche in maggiore frammentazione del settore.
- Interventi pubblici orientati a favorire la riqualificazione e il reimpiego delle competenze specialistiche saranno decisivi per contenere l’impatto sociale e preservare il valore immateriale rappresentato dai centri di ricerca locali.