Serve essere milionario per andare in pensione? gli esperti spiegano la regola del 15%
- 10 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Con tutte le indicazioni su come mettere da parte soldi per la pensione — buone pratiche, dove allocare i risparmi e quanto accumulare — non è semplice orientarsi e scegliere la strategia più adatta.
La raccomandazione ricorrente è la stessa: destinare una percentuale costante del reddito durante la carriera e, nel lungo periodo, ottenere un capitale consistente per la vecchiaia. Società di gestione e consulenza finanziaria come T. Rowe Price, Fidelity e Vanguard indicano rispettivamente soglie tra il 12% e il 15% del reddito come target di risparmio previdenziale.
Queste soglie possono apparire teoriche e difficili da raggiungere se si percepisce un reddito medio. Tuttavia, secondo molti esperti non sono necessariamente inarrivabili.
La regola del 15% e il consiglio di un investitore
Un esempio spesso citato sui social riguarda le indicazioni che l’imprenditore e investitore multimilionario Kevin O’Leary dà ai propri figli per costruire un buon patrimonio.
Kevin O’Leary ha dichiarato:
“Se guadagni 68.000 dollari all’anno, che è il salario medio, e metti da parte per tutta la vita il 15% di ogni reddito — che provenga da stipendio, lavori extra o regali — arriverai a essere milionario a 65 anni.”
La regola del 15% può essere un punto di partenza pratico, ma non è universale: la sua efficacia dipende da molti fattori individuali.
Jeffrey Goodrich, consulente patrimoniale e docente presso UCLA, suggerisce di valutare anche l’orizzonte temporale e il comportamento degli investimenti nel corso degli anni.
Jeffrey Goodrich ha dichiarato:
“La regola del 15% è un buon riferimento, ma bisogna considerare quanto tempo manca alla pensione: più tempo hanno i fondi nel conto pensionistico, maggiore è il potenziale di crescita composta.”
Esempio numerico e limiti pratici
Prendendo lo stesso esempio di O’Leary, chi guadagna 68.000 dollari l’anno destinando il 15% risparmierebbe circa 10.200 dollari all’anno. Con un rendimento medio ipotetico del 7% annuo, quel flusso di risparmio costante potrebbe trasformarsi in un portafoglio di oltre 2 milioni di dollari al momento del pensionamento.
Tuttavia, nella realtà entrano in gioco altri vincoli: debiti, interruzioni lavorative, un inizio tardivo dei risparmi o rendimenti inferiori alle attese possono ridurre significativamente il risultato finale.
Il ruolo del debito e delle condizioni macroeconomiche
Il peso del debito delle famiglie è un elemento cruciale. I rapporti sui saldi delle carte di credito e sull’indebitamento totale evidenziano come molte famiglie fatichino a liberare risorse per i risparmi previdenziali: il servizio del debito può assorbire porzioni significative del reddito disponibile.
Secondo i dati più recenti pubblicati dalla Federal Reserve Bank of New York, il debito delle famiglie statunitensi ha raggiunto livelli record, spinto da mutui, linee di credito su valore immobiliare e prestiti auto. Questi trend condizionano la capacità di accantonare somme costanti per anni.
Fattori chiave nella pianificazione del risparmio previdenziale
Per costruire un obiettivo di risparmio realistico è necessario analizzare la situazione personale: orizzonte temporale, stile di vita desiderato, fonti esterne di reddito e la strategia di investimento.
Il tempo a disposizione
Conoscere l’età in cui si intende lasciare il lavoro chiarisce quanti anni si hanno a disposizione per risparmiare e quanto il capitale può beneficiare dell’interesse composto. Più lungo è l’orizzonte, maggiore la flessibilità per aumentare progressivamente la percentuale risparmiata.
Bisogni di spesa e stile di vita
Se si prevede una pensione attiva, con viaggi e hobby costosi, il target di risparmio dovrà essere più alto. Al contrario, chi prevede uno stile di vita più contenuto potrà fissare obiettivi meno ambiziosi. È opportuno includere una riserva per spese impreviste, in particolare sanitarie.
Entrate esterne e complementarietà
Il risparmio personale è spesso solo una parte del reddito da pensione: Social Security, contributi aziendali con meccanismi di matching, pensioni pubbliche o private e eventuali eredità possono ridurre l’ammontare che occorre accumulare in proprio.
Di conseguenza, stabilire un obiettivo fisso come “un milione di dollari” senza tenere conto delle fonti complementari può portare a sovra- o sottostimare le reali esigenze.
Altri elementi da ponderare
La composizione degli investimenti (asset allocation), il profilo di rischio, la pressione fiscale e i costi di gestione dei prodotti finanziari influenzano il risultato finale. Inoltre, fattori esogeni come l’innovazione tecnologica o cambiamenti nel mercato del lavoro possono modificare la capacità di lavoro nel tempo: ad esempio, l’avanzata dell’AI sta ridefinendo competenze richieste e prospettive occupazionali.
Jeffrey Goodrich ha dichiarato:
“Quale sarà la vostra allocazione complessiva e a che età prevedete di smettere di lavorare? Per molte ragioni non si può dare per scontato di lavorare indefinitamente: l’AI cambia la dinamica del lavoro, malattie o esigenze familiari possono intervenire.”
Per chi inizia a risparmiare tardi, la strategia può richiedere un aumento delle percentuali di contribuzione o un approccio più aggressivo negli investimenti, valutando però il giusto equilibrio tra potenziale rendimento e rischio.
Come definire un piano di risparmio personalizzato
Un piano efficace parte da una fotografia realistica del bilancio personale: redditi, spese correnti, debiti, prospettive di carriera e volontà di rischio. A partire da questi elementi si costruiscono target intermedi, scenari di rendimenti plausibili e strategie di aggiustamento periodico.
Strumenti pratici includono la simulazione di portafoglio, la revisione annuale dell’allocazione, e l’uso di veicoli fiscali e previdenziali efficienti. In contesti dove esistono meccanismi di matching del datore di lavoro, conviene massimizzare quel beneficio prima di aumentare investimenti a costo pieno.
Infine, è prudente considerare riserve di liquidità per affrontare shock temporanei senza intaccare i risparmi destinati alla pensione.
In sintesi
- Obiettivi standard come il 12–15% del reddito sono utili come riferimento, ma vanno adattati al profilo individuale: orizzonte temporale, debiti e necessità di spesa incidono sul target.
- Per gli investitori italiani è cruciale valutare l’impatto dei costi, della fiscalità locale e delle opportunità di contribuzione aziendale prima di fissare percentuali fisse di risparmio.
- I cambiamenti strutturali del mercato del lavoro, inclusi gli effetti dell’AI, richiedono una pianificazione più flessibile e piani di accumulo che prevedano aggiustamenti nel tempo.
- Dal punto di vista degli investimenti, diversificare l’allocazione e sfruttare veicoli fiscali previdenziali può ridurre il rischio e migliorare le probabilità di raggiungere obiettivi di lungo periodo.