Malone Lam si dichiara colpevole: furto di criptovalute da 245 milioni di dollari

Malone Lam, cittadino di Singapore, ha ammesso la propria colpevolezza per aver preso parte a una cospirazione criminale che, attraverso l’ingegneria sociale e irruzioni domiciliari, ha sottratto e riciclato oltre 245 milioni di dollari in criptovalute.

Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Lam ha organizzato l’operazione internazionale, selezionato le potenziali vittime e coordinato gli altri complici. L’iniziativa sarebbe nata tramite contatti su piattaforme di gioco online e sarebbe stata attiva almeno da ottobre 2023 fino a maggio 2025, secondo i documenti giudiziari.

Le accuse principali e l’evoluzione del caso

La confessione arriva quasi due anni dopo le prime incriminazioni relative al furto di oltre 4.100 Bitcoin, sottratti nell’agosto 2024 a un residente di Washington per un valore superiore ai 230 milioni di dollari all’epoca. Lam si è dichiarato colpevole davanti alla giudice Colleen Kollar-Kotelly di un capo di imputazione per partecipazione a una cospirazione ai sensi del RICO (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations). L’udienza di stato è stata fissata per l’8 dicembre; non è stata resa nota una data per la condanna.

Modalità dell’attacco e identificazione della vittima

Inizialmente i pubblici ministeri accusavano Lam e Jeandiel Serrano di aver ottenuto fraudolentemente oltre 4.100 Bitcoin da una singola vittima il 18 agosto 2024. L’investigatore blockchain ZachXBT aveva successivamente indicato la vittima come creditore della società Genesis.

Secondo le ricostruzioni, gli autori si sono spacciati per operatori del supporto tecnico di Google per compromettere gli account della vittima e poi per personale del supporto di Gemini, convincendo la vittima a resettare l’autenticazione a due fattori e a utilizzare un software di condivisione dello schermo che ha rivelato le chiavi private.

Arresti, riciclaggio e ampliamento delle accuse

Lam e Serrano sono stati arrestati il 18 settembre 2024 e l’indagine è stata resa pubblica il giorno successivo. I procuratori sostengono che i proventi siano stati riciclati attraverso mixer di criptovalute, exchange, wallet intermediari e reti private virtuali (VPN).

Il 15 maggio 2025 è stata presentata un’integrazione dell’imputazione che ha aggiunto 12 imputati e trasformato il fascicolo in una presunta cospirazione ai sensi del RICO, riferendo a casi di furto di criptovalute per oltre 263 milioni di dollari. Tra gli episodi contestati figura un altro furto da 14 milioni di dollari del luglio 2024 e un’effrazione domestica mirata a un hardware wallet.

I pubblici ministeri affermano inoltre che Lam avrebbe continuato a impartire istruzioni ai complici anche da una struttura di detenzione preventiva, organizzando ad esempio la consegna di beni di lusso alla sua compagna. Secondo l’accusa, i membri del gruppo avrebbero speso i fondi rubati per jet privati, immobili in affitto, orologi, almeno 28 auto esotiche e serate in discoteca con conti fino a 500.000 dollari a serata.

Implicazioni legali e operative

Il passaggio dal singolo episodio di frode a un’accusa di tipo RICO riflette l’intento delle autorità statunitensi di trattare le reti di criminalità informatica legate alle criptovalute come organizzazioni strutturate, con implicazioni penali più severe e poteri investigativi estesi.

Per gli operatori del settore, le vicende sottolineano la necessità di rafforzare le procedure di compliance, controlli KYC/AML e strumenti di tracciamento on-chain. Per le vittime e gli investitori, il caso evidenzia i rischi legati a pratiche di custodia non sicure e alla fiducia in canali non ufficiali o interlocutori che si spacciano per servizi legittimi.

Contesto regolatorio e conseguenze per l’Europa

Nel contesto europeo, episodi di questa portata tendono ad accelerare l’adozione di regole più stringenti: dal rafforzamento delle norme antiriciclaggio per prestatori di servizi crypto all’implementazione della cosiddetta “travel rule” che richiede la condivisione di dati tra intermediari. Per l’Italia ciò significa una maggiore pressione sulle piattaforme nazionali e sugli investitori affinché adottino misure di custodia sicure e verifiche approfondite.

Inoltre, i tentativi di riciclaggio che sfruttano mixer e wallet intermedi impongono alle autorità un più intenso coordinamento internazionale per il sequestro dei proventi e il recupero degli asset sottratti, processo che spesso richiede competenze tecniche elevate e collaborazioni transnazionali.

Consigli per investitori e detentori di criptovalute

Per mitigare il rischio di furti e frodi, è fondamentale per gli investitori adottare pratiche consolidate: custodire le chiavi private in dispositivi hardware certificati, evitare di condividere schermate o credenziali con soggetti non verificati, abilitare soluzioni di autenticazione avanzata e scegliere intermediari con solidi standard AML.

Le aziende che offrono servizi crypto dovrebbero intensificare la formazione del personale per riconoscere tecniche di social engineering, implementare sistemi di monitoraggio delle transazioni sospette e collaborare con le autorità per migliorare i tempi di risposta in caso di incidenti.

Prospettive processuali

La dichiarazione di colpevolezza di Lam è un passo importante ma non conclude il procedimento: l’espansione delle accuse e l’aggiunta di molti imputati rendono probabili ulteriori sviluppi processuali e potenziali procedimenti separati. La complessità tecnica delle indagini blockchain e le questioni di giurisdizione internazionale potrebbero allungare i tempi per eventuali recuperi patrimoniali.

In sintesi

  • La trasformazione di un furto informatico in una cospirazione RICO segnala un inasprimento delle strategie penali contro le reti criminali crypto, con possibili impatti sui costi legali e operativi degli exchange.
  • Per gli investitori italiani, il caso rafforza l’esigenza di utilizzare custodia sicura e intermediari regolamentati: la prevenzione resta la leva principale per limitare perdite irreversibili.
  • Il procedimento evidenzia l’importanza di un coordinamento regolatorio transfrontaliero; aumenti nella sorveglianza AML potrebbero tradursi in maggiori requisiti di trasparenza per i servizi crypto disponibili in Europa.


Author: Tony
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