Partite iva, stretta sull’obbligo formativo per ottenere l’indennità Iscro: cosa cambia
- 8 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Per ottenere l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (Iscro), il libero professionista dovrà partecipare a percorsi di aggiornamento professionale: il nuovo decreto, firmato dai ministri Marina Calderone e Giancarlo Giorgetti, introduce una procedura che automatizza la gestione dell’indennità per le partite IVA iscritte alla Gestione Separata del INPS tramite la piattaforma digitale Siisl (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa).
Il Siisl precompila automaticamente il Curriculum Vitae e il Patto di attivazione incrociando i dati presenti nelle banche dati pubbliche, in particolare quelli del INPS, dell’Anagrafe e delle Camere di Commercio. Se entro tre mesi dalla sottoscrizione del Patto di attivazione non è stato avviato un corso di aggiornamento certificato, il sistema segnala il beneficiario ai Centri per l’impiego per la convocazione, mentre il ministero competente monitora la partecipazione attraverso un bollettino annuale.
Nuovi criteri di accesso all’indennità
Il decreto congiunto del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia condiziona l’erogazione dell’Iscro alla partecipazione a percorsi formativi che rispondano a criteri mirati: mantenimento e aggiornamento delle conoscenze, delle abilità e delle competenze del beneficiario in vista dei mutamenti della domanda nei rispettivi settori di mercato, nonché acquisizione di competenze incrementali rispetto a quelle iniziali.
I percorsi di aggiornamento devono essere erogati da enti titolati o accreditati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione professionale, e devono mirare al conseguimento di competenze riferite a standard professionali definiti e aggiornati annualmente nel quadro del Repertorio nazionale. Al termine dei corsi è previsto il rilascio di almeno un documento di trasparenza coerente con il Sistema nazionale di certificazione delle competenze.
In vista della piena operatività del fascicolo elettronico del lavoratore, le attestazioni saranno rese in formato digitale aperto, sottoscritte con firma digitale e conservate sulla piattaforma Siisl, garantendo interoperabilità e tracciabilità delle certificazioni acquisite.
Dal punto di vista procedurale, il richiedente dell’Iscro, al momento della domanda, autorizza il INPS a trasmettere alle Regioni, alle Province autonome di Trento e Bolzano e al Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro i propri dati di contatto presenti nel Siisl.
Per le domande presentate a partire dal 2025, il beneficiario dell’Iscro viene iscritto d’ufficio al Siisl al momento dell’accoglimento, tramite il INPS. Anche se l’indennità cessa per il raggiungimento della durata massima, l’iscrizione sulla piattaforma viene archiviata per cinque anni. Con le informazioni disponibili, il Siisl precompila il Curriculum Vitae e il Patto di attivazione digitale utilizzando dati su situazione anagrafica, condizioni lavorative attuali e pregresse, percorso scolastico e formativo, abilitazioni, titoli professionali, attestazioni e certificazioni di competenze, nonché eventuali condizioni soggettive rilevanti per l’inserimento lavorativo e le misure agevolative.
La nuova procedura intende collegare più strettamente il sostegno economico all’effettiva riqualificazione professionale e alla ricerca attiva di opportunità occupazionali, favorendo un’integrazione fra servizi per il lavoro e formazione continua.
Tuttavia, l’automatizzazione dei processi solleva questioni pratiche e di governance da considerare: la qualità e l’adeguatezza dei percorsi formativi accreditati, la capacità dei Centri per l’impiego di gestire l’incremento delle convocazioni e la tutela della privacy nella gestione del fascicolo elettronico sono elementi che influiranno sull’efficacia delle misure e sulla fiducia dei professionisti interessati.
In sintesi
- La condizionalità dell’Iscro ai percorsi formativi rende più stringente il collegamento fra sostegno economico e riqualificazione professionale, con potenziali benefici per l’adeguamento delle competenze alla domanda di mercato.
- Per gli investitori nei settori della formazione e del placement, l’accreditamento regionale e la gestione digitale delle attestazioni creano nuove opportunità di mercato ma richiedono standard elevati di qualità e interoperabilità.
- L’archiviazione digitale e l’integrazione delle banche dati pubbliche possono migliorare l’efficienza delle politiche attive del lavoro, ma richiedono adeguate garanzie sulla protezione dei dati e risorse per i Centri per l’impiego.