Liquid recupera l’85% dei bitcoin sottratti nell’exploit
- 8 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha visto il rientro di 3.400 BTC, pari a circa 270 milioni di dollari, trasferiti nuovamente nel portafoglio della Liquid Federation dopo un prelievo iniziale che aveva sottratto circa 320 milioni di dollari dalle riserve del sidechain.
La restituzione è avvenuta dopo che il CEO di JAN3 e ex dirigente di Blockstream, Samson Mow, ha confermato che i nodi del bridge interessati erano stati aggiornati e che Blockstream aveva applicato le patch necessarie ai software coinvolti.
Nel dettaglio, l’incidente di sicurezza registrato domenica aveva portato al prelievo di circa 4.000 BTC dalle riserve complessive del wallet, che si attestavano intorno a 4.200 BTC; i registri onchain mostrano che esattamente 3.400 BTC sono stati ricondotti all’indirizzo della federazione.
Liquid emette token L-BTC garantiti dai Bitcoin detenuti dalla federazione: il ritorno del 85% dei fondi sottratti ripristina quindi gran parte delle garanzie rimosse durante l’incidente, mentre la rete rimane sospesa in vista di una ripartenza coordinata.
L’operazione iniziale era stata eseguita attraverso la Peg-out Authorization Key di SideSwap, ma sia Liquid sia SideSwap hanno indicato che la chiave stessa non è stata compromessa. SideSwap ha attribuito la causa a un bug nel software open source Elements, che costituisce la base tecnologica del sidechain.
Per ristabilire un contatto, Blockstream ha inviato messaggi firmati incorporati in transazioni Bitcoin agli autori dell’operazione. Gli attori, che si sono qualificati come white hat, hanno dichiarato:
“Restituiremo la maggior parte dei fondi una volta che la vulnerabilità sarà corretta e tutti i nodi avranno installato la patch.”
Tuttavia, circa 598 BTC risultano ancora sotto il controllo degli attori. Samson Mow ha dichiarato:
“Liquid rimane sospeso mentre Blockstream e i membri della federazione completano ulteriori correzioni, migliorano la sicurezza, risolvono lo split di catena e si preparano per una ripartenza sicura.”
Nel frattempo, il direttore tecnico di Ledger, Charles Guillemet, ha sollevato dubbi sull’autodefinizione degli autori come white hat e ha affermato:
“Se i circa 600 BTC ancora sotto il loro controllo costituiscono una ricompensa negoziata tramite comunicazioni onchain cifrate, l’accordo appare più come un’estorsione che come un’azione white hat.”
Né Blockstream né la federazione di Liquid hanno pubblicamente definito la somma rimanente come una ricompensa né hanno reso noti termini di restituzione specifici. Le parti coinvolte stanno lavorando a una ripresa controllata delle operazioni, coordinando aggiornamenti e verifiche per evitare ricadute.
Implicazioni tecniche e operative
Il problema evidenzia la fragilità operativa dei sidechain federati, dove la fiducia riposa sulla correttezza del software e sulla buona condotta dei nodi partecipanti. Un bug in Elements ha permesso a terzi di sfruttare la logica del peg, mettendo in luce l’importanza di audit del codice, aggiornamenti tempestivi e meccanismi di governance più stringenti.
La procedura di contatto tramite messaggi firmati onchain rappresenta una soluzione pragmatica per negoziare in situazioni di emergenza, ma introduce anche problemi di precedenti: la possibilità che attori esterni trattino il rilascio di fondi come leva negoziale può indebolire la fiducia nel modello federato su cui si basano servizi di custodia e scambi istantanei.
Raccomandazioni per utenti e investitori
Samson Mow ha avvisato gli utenti di non inviare Bitcoin agli indirizzi di peg-in di Liquid fino alla conferma della ripartenza della rete. In generale, gli investitori istituzionali e i singoli che utilizzano servizi basati su sidechain dovrebbero attendere la piena verifica degli aggiornamenti e verificare l’esistenza di misure assicurative o garanzie alternative prima di ripristinare flussi di capitale.
Per il mercato più ampio, episodi di questo tipo possono tradursi in maggiore volatilità dei flussi verso prodotti finanziari legati a infrastrutture layer-2 o sidechain, influenzando la percezione del rischio da parte dei gestori patrimoniali e delle piattaforme di scambio.
Contesto regolatorio e fiducia del mercato
Un incidente che coinvolge la perdita temporanea di garanzie solleva interrogativi anche sotto il profilo regolatorio: autorità di vigilanza e operatori di mercato potrebbero richiedere requisiti di trasparenza più stringenti per i sistemi federati e per i custodi che attestano riserve in asset digitali. Ciò potrebbe accelerare l’adozione di standard di auditing e la richiesta di coperture assicurative obbligatorie per i servizi critici.
Il caso sottolinea che, oltre al progresso tecnologico, la fiducia degli investitori passa sempre più attraverso pratiche consolidate di governance, controlli indipendenti e comunicazioni trasparenti in tempo reale.
In sintesi
- La restituzione della maggior parte dei fondi attenua l’impatto immediato sulla liquidità di Liquid, ma evidenzia rischi strutturali per i sidechain federati che possono influire sulla fiducia degli investitori istituzionali.
- Per gli investitori, la priorità diventa verificare la solidità delle garanzie e delle coperture assicurative prima di riprendere attività su infrastrutture con modelli di custodia centralizzati o federati.
- Dal punto di vista di mercato, eventi simili possono aumentare la richiesta di soluzioni onchain più trasparenti e di standard regolatori che richiedano audit indipendenti e protocolli di risposta alle emergenze.