Capital B rafforza la tesoreria con 29 milioni di dollari in bitcoin

Capital B, società francese con una tesoreria in Bitcoin, ha acquistato 376 Bitcoin per un importo di 25,3 milioni di euro, portando il totale detenuto in riserva a 3.521 Bitcoin.

L’operazione è stata finanziata dopo un aumento di capitale di circa 30,1 milioni di euro, che ha compreso un collocamento privato sostenuto, tra gli altri, da Adam Back e da TOBAM.

La società ha acquistato le unità a un prezzo medio di 67.182 euro ciascuna; l’esecuzione dell’acquisto è stata affidata a Swissquote Bank Europe, mentre la custodia è stata gestita da Taurus.

Nel complesso, Capital B ha speso finora 309,4 milioni di euro per costituire la propria tesoreria in Bitcoin, con un costo medio di 87.878 euro per moneta. Questa posizione ha collocato la società tra le prime venticinque realtà quotate per volumi detenuti in Bitcoin, secondo le classifiche degli osservatori di mercato che monitorano le tesorerie aziendali in criptovalute.

L’ultima acquisizione rappresenta il maggior acquisto della società dall’operazione di settembre 2025, quando furono comprati 551 Bitcoin per 54,7 milioni di euro. Capital B detiene inoltre 61 Bitcoin separati come riserva operativa, esclusi dai conteggi della tesoreria principale.

Panoramica sul movimento delle tesorerie aziendali in Bitcoin

Se alcune aziende stanno progressivamente riducendo o smobilizzando le proprie riserve in Bitcoin, altre continuano ad accrescere le posizioni. Le dinamiche variano in base a strategie finanziarie, necessità di liquidità e visione sull’asset digitale a lungo termine.

Per esempio, la giapponese Metaplanet ha acquistato 2.823 Bitcoin nel secondo trimestre per circa 222 milioni di dollari, portando il totale a 43.000 Bitcoin. L’azienda ha pagato mediamente intorno a 78.850 dollari per moneta durante il trimestre e figura tra i maggiori detentori quotati a livello globale, dietro a Strategy e Twenty One Capital.

In Europa, il gruppo svedese H100 Group ha triplicato la propria esposizione dopo un’acquisizione che includeva società norvegesi titolari di 2.455 Bitcoin, portando la tesoreria a 3.506 monete e posizionandosi tra i principali detentori quotati in Europa. La recente operazione di Capital B lo colloca ora a breve distanza, con entrambe le società dietro al gruppo tedesco Bitcoin Group SE, che detiene oltre 3.600 Bitcoin.

Anche il maggiore detentore aziendale a livello globale, Strategy, ha ripreso gli acquisti dopo una breve pausa, acquisendo 4.603 Bitcoin per circa 370 milioni di dollari, consolidando una riserva estremamente ampia che rappresenta una posizione di riferimento per il mercato istituzionale.

Implicazioni finanziarie e di mercato

L’accumulazione continuativa di Bitcoin da parte di società quotate introduce effetti significativi sulla liquidità e sulla percezione dell’asset come riserva di valore. Acquisti ripetuti da parte di operatori con grandi balance sheet possono comprimere l’offerta disponibile per il mercato spot e aumentare la sensibilità del prezzo a singole transazioni rilevanti.

Per gli investitori italiani, la crescita delle tesorerie aziendali in Bitcoin implica opportunità e rischi: esposizione indiretta tramite azioni di società che detengono criptovalute offre leva sulla narrativa di adozione istituzionale, ma espone anche alla volatilità specifica dell’asset e ai rischi legati alla custodia e alla governance.

Dal punto di vista regolamentare, le autorità europee stanno affinando quadri normativi su custodia, disclosure e trattamento contabile delle criptovalute; queste evoluzioni condizioneranno la trasparenza delle tesorerie e la valutazione di mercato delle imprese che scelgono di detenere Bitcoin come riserva.

Considerazioni operative

Le scelte su esecuzione e custodia, come l’affidamento a banche specializzate o a fornitori di custodia digitale, sono elementi chiave per mitigare rischi di controparte e operativi. La separazione tra riserve operative e tesoreria principale, praticata da alcune società, è una prassi utile per chiarezza contabile e gestione del rischio.

Infine, la trasparenza nelle comunicazioni societarie sui criteri di acquisto, vendita e valutazione delle riserve in criptovalute è destinata a diventare un fattore cruciale per la fiducia degli investitori e per il corretto funzionamento dei mercati azionari.

In sintesi

  • La crescita delle tesorerie aziendali in Bitcoin tende a ridurre l’offerta spot disponibile, aumentando il potenziale impatto sul prezzo per acquisti rilevanti.
  • Per gli investitori italiani, le azioni di società detentrici di criptovalute rappresentano un’esposizione indiretta che combina potenziale di rendimento con rischi di volatilità e di custodia.
  • Il rafforzamento delle regole europee su disclosure e custodia potrebbe migliorare la trasparenza e ridurre i rischi di governance, ma può anche aumentare i costi di compliance per le imprese.
  • Strategie operative chiare — inclusa la separazione tra riserve operative e tesoreria — sono fondamentali per gestire il rischio e preservare la fiducia degli stakeholder.


Author: Tony
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