Bitcoin sfonda la soglia degli 80.000 dollari con la prima chiusura settimanale da inizio maggio
- 7 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin (BTC) ha registrato la prima chiusura weekly sopra i 80.000 dollari da inizio maggio, mentre i mercati scrutano i prossimi dati sull’inflazione statunitense che potrebbero influenzare le decisioni della Federal Reserve.
Dati CPI e PPI in primo piano prima della decisione sui tassi
Questa settimana sono attesi i dati di agosto sul Producer Price Index (PPI) e sul Consumer Price Index (CPI), rispettivamente giovedì e venerdì, che potrebbero influenzare le aspettative in vista della riunione della Federal Reserve del 16 settembre. A luglio il CPI aveva mostrato una crescita dello 0,1% su base mensile e del 3,4% su base annua, confermando un andamento di rallentamento rispetto ai picchi precedenti.
Kevin Warsh, ex membro della governance della Federal Reserve, ha dichiarato:
“Le misure ampie dell’inflazione sono diminuite significativamente rispetto ai massimi di alcuni anni fa, ma i progressi degli ultimi due anni sono stati più modesti e, sebbene le letture estive del PCE e del CPI siano state migliori del previsto, non mi convincono che le tendenze sottostanti siano migliorate in modo significativo.”
Alla luce del discorso e dei dati occupazionali più forti del previsto, i mercati hanno aumentato la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed nella riunione di settembre, con gli strumenti di mercato che suggeriscono una maggior probabilità per un incremento di 25 punti base.
I dati sull’occupazione non agricola di fine mese hanno mostrato un’aggiunta di 162.000 posti di lavoro ad agosto, contro una stima precedente di 56.000, rafforzando la percezione di un mercato del lavoro resiliente che potrebbe ridurre la necessità di allentamento da parte della banca centrale.
Christopher Waller, governatore della Federal Reserve, ha manifestato in più occasioni il proprio favore per una pausa negli aumenti di tasso, mentre la pressione politica esterna è aumentata: Donald Trump ha scritto:
“I tassi di interesse elevati mettono gli USA in una posizione molto svantaggiata e io non permetterò che ciò accada!”
Commentatori finanziari sottolineano come i numeri sull’occupazione possano avere un doppio effetto: da un lato alimentano la narrativa restrittiva sui tassi, dall’altro supportano una crescita degli utili aziendali che potrebbe sostenere i mercati azionari nel medio termine.
Interventi sullo yen e rischi legati ai titoli di Stato USA
I flussi valutari legati allo yen giapponese hanno attirato l’attenzione dopo che il Ministero delle Finanze del Giappone ha segnalato una riduzione delle riserve estere di circa 79,6 miliardi di dollari rispetto alla fine di luglio, in corrispondenza di un’intervento record per sostenere la valuta.
Atsushi Takeda, capo economista presso l’Itochu Research Institute, ha dichiarato:
“Il Giappone può avere utilizzato sia titoli esteri sia depositi, ma molto probabilmente ha venduto U.S. Treasuries.”
La vendita di titoli di Stato statunitensi da parte del Giappone per finanziare interventi potrebbe generare tensioni con Washington e complicare la capacità futura del Ministero delle Finanze e della Bank of Japan di agire in caso di nuove pressioni sullo yen.
Akari Nishimura, economista presso il Japan Research Institute, ha aggiunto:
“Una strategia di questo tipo renderebbe più difficile per il ministero e per la Bank of Japan intervenire in futuro.”
Nel frattempo i mercati di scommessa e alcuni indicatori prezzano un’alta probabilità di un incremento dei tassi della Bank of Japan in settembre, un fattore che potrebbe riverberarsi sui rendimenti obbligazionari globali e sulla liquidità internazionale, con conseguenze anche per il mercato crypto, particolarmente sensibile alle dinamiche di carry trade in USD/JPY.
Partecipazione del mercato spot e dinamica dei derivati su Bitcoin
Nonostante la recente volatilità rialzista, gli analisti segnalano che la ripresa di Bitcoin è stata trainata soprattutto dai derivati più che dall’attività on-chain spot. L’aumento dell’Open Interest (OI) sulle borse di futures ha accompagnato i movimenti di prezzo, suggerendo che i contratti a leva hanno avuto un ruolo preponderante.
CryptoQuant ha commentato:
“L’Open Interest aggregato è salito da 25,2 miliardi a 27,53 miliardi: +2,3 miliardi (+9,24%) in una singola sessione. Su base oraria prezzo e OI hanno cominciato a espandersi quasi simultaneamente, indicando un forte afflusso di nuove posizioni.”
La stessa piattaforma ha osservato che la capitalizzazione realizzata di Bitcoin, che misura il valore dell’offerta in base al prezzo dell’ultimo movimento on-chain, non è cresciuta allo stesso ritmo dell’Open Interest, suggerendo una struttura del rally più dipendente dai futures che dalla domanda spot reale.
Questa divergenza tra domanda futures e domanda spot rappresenta un rischio per la sostenibilità della tendenza: senza un consolidamento della domanda on-chain, i guadagni potrebbero rivelarsi vulnerabili alle prese di profitto e ai rientri di leva.
Zone di liquidità e resistenze tecniche
Nonostante la chiusura settimanale positiva, il livello di 80.000 dollari si è dimostrato ancora fragile come supporto effettivo. I dati sugli ordini di mercato mostrano una concentrazione di liquidità poco sopra questa soglia, che costituisce un ostacolo da superare per avviare una rottura sostenuta verso l’alto.
Glassnode ha evidenziato l’esistenza di grandi fasce di liquidità che possono modellare l’azione di prezzo di medio-lungo termine, in particolare la fascia compresa tra 83.000 e 86.000 dollari che appare come cluster rilevante di liquidazioni corte.
Parallelamente, rimane una banda di interesse al ribasso tra 60.000 e 63.000 dollari che potrebbe alimentare pressioni se il trend dovesse invertire. Gli operatori monitorano quindi questi livelli per capire dove potrà risolversi l’attuale fase di consolidamento.
Segnale Supertrend e implicazioni di medio termine
La chiusura settimanale di domenica ha fatto sì che l’indicatore Supertrend di Bitcoin dia un segnale di acquisto per la prima volta dall’autunno 2025, replicando un pattern tecnico osservato in precedenti fasi di recupero.
Il segnale si aggiunge ad altri elementi tecnici — come il ritorno sopra la media esponenziale a 50 settimane osservato in agosto — che alcuni analisti interpretano come indizi di un possibile fondo macro raggiunto a livelli inferiori rispetto ai recenti picchi.
Jesse Olson, sviluppatore di strumenti di trading, ha affermato:
“Osservo una ripetizione di un frattale rialzista visto nell’agosto 2023: un punto di inversione locale si sta formando vicino ai 76.000 dollari.”
Resta cruciale tuttavia l’ampliamento della base di domanda spot e la conferma da parte dei flussi on-chain per trasformare segnali tecnici a breve termine in una vera inversione di tendenza sostenibile.
In sintesi
- La probabilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve mantiene elevata la volatilità: per gli investitori italiani ciò implica una maggiore correlazione tra mercati tradizionali e crypto, con possibili ricoperture in caso di dati d’inflazione più forti del previsto.
- Gli interventi sullo yen e la potenziale vendita di U.S. Treasuries da parte del Giappone possono alterare i flussi globali di liquidità, influenzando i rendimenti obbligazionari e la propensione al rischio degli investitori europei e italiani.
- La struttura del rally di Bitcoin, ancora molto guidata dai derivati, segnala che gli investimenti a lungo termine dovrebbero privilegiare allocazioni graduali e strategie di copertura per mitigare il rischio di ritracciamenti rapidi.
- Per il mercato italiano, un consolidamento della domanda spot sarebbe il segnale più affidabile per valutare posizioni d’investimento più aggressive nel comparto crypto; fino ad allora, la prudenza rimane consigliata.