Polonia conferma il veto al disegno di legge sulle criptovalute mentre l’inchiesta su Zondacrypto si allarga

Il parlamento polacco ha nuovamente fallito nel raggiungere la maggioranza dei tre quinti necessaria per annullare il veto del presidente Karol Nawrocki su una legge pensata per rafforzare il controllo del mercato delle criptovalute.

Alla votazione del Sejm il risultato è stato di 241 voti a favore e 198 contrari, con tre astensioni: mancavano 25 voti per raggiungere i 266 necessari al superamento del veto.

Contesto della normativa e posizioni del presidente

La normativa oggetto della contesa mirava a tradurre a livello nazionale il regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation) e a assegnare la supervisione del settore alla KNF, l’autorità di vigilanza finanziaria polacca. L’obiettivo dichiarato era creare un quadro chiaro per gli operatori e tutelare i consumatori.

Karol Nawrocki ha respinto il disegno di legge per la terza volta, sostenendo che il testo proposto introduceva forme di regolazione eccessive, avrebbe imposto costi elevati agli operatori e attribuito alle autorità poteri troppo ampi, come la possibilità di oscurare siti web.

Vuoto di supervisione nazionale nonostante MiCA

Secondo la KNF, la Polonia rimane priva di un’autorità chiaramente designata per la supervisione del mercato delle crypto, nonostante MiCA sia già applicabile in tutta l’Unione Europea. Questa lacuna crea incertezza su chi debba intervenire in caso di frodi, fallimenti o operazioni illecite.

Inchiesta su Zondacrypto e fallimento dell’operatore estone

Il dibattito normativo si è intensificato sullo sfondo dello scandalo legato a Zondacrypto, piattaforma che ha cessato le attività dopo guai giudiziari e perdite per gli utenti. L’operatore estone, BB Trade Estonia, è stato dichiarato ufficialmente fallito da un tribunale estone.

La procura polacca indaga su sospetti di frode e riciclaggio collegati a Zondacrypto; le autorità hanno inoltre unito questo fascicolo con le indagini sulla scomparsa del 2022 di Sylwester Suszek, fondatore di BitBay, piattaforma poi rinominata in Zondacrypto. Le perdite stimate dalle autorità ammontano a non meno di 350 milioni di zloty polacchi.

Prima del voto, il primo ministro Donald Tusk ha reso note parti di una testimonianza chiave nell’inchiesta, che descriverebbe pagamenti e tentativi di influenzare figure politiche collegate al governo precedente, compreso un presunto versamento di 2 milioni di zloty attraverso una fondazione collegata all’ex ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro.

Implicazioni politiche e di politica regolamentare

La vicenda mette in luce tensioni politiche tra esecutivo e presidenza e genera dubbi sul percorso di attuazione di MiCA in Polonia. La ripetuta opposizione presidenziale rallenta la definizione di regole nazionali che dovrebbero integrare il quadro europeo e coordinare le competenze tra autorità.

Per gli operatori del settore, l’incertezza normativa rappresenta un fattore di rischio rilevante: la mancanza di un referente nazionale chiaro ostacola la compliance e può scoraggiare investimenti esteri o la localizzazione di servizi in Polonia.

Effetti sul mercato e scenari possibili

Nel breve termine, l’assenza di un quadro nazionale consolidato potrebbe aumentare la volatilità dei progetti crypto con base o clienti in Polonia, amplificando la cautela degli investitori istituzionali. Nel medio termine, la disputa politica rischia di creare una frammentazione applicativa rispetto ad altri paesi dell’UE che implementano rapidamente MiCA.

Un chiarimento normativo, con competenze ben definite tra Bruxelles e le autorità nazionali, sarebbe necessario per ridurre il rischio sistemico e favorire una transizione ordinata verso mercati più trasparenti e sicuri.

Prossimi passi e possibili sviluppi

La politica polacca potrebbe cercare compromessi tecnici per rivedere le parti contestate dal presidente e ripresentare il testo in una forma che limiti i poteri più controversi delle autorità, oppure avviare consultazioni pubbliche più ampie per costruire consenso tra stakeholder.

Intanto, le indagini su Zondacrypto e la procedura fallimentare in Estonia proseguiranno, con possibili ripercussioni legali per gli amministratori e ulteriori ricadute patrimoniali per i creditori e gli utenti coinvolti.

In sintesi

  • L’incertezza normativa in Polonia aumenta il rischio paese per investimenti crypto, rendendo meno appetibile la localizzazione di servizi digitali regolamentati.
  • Un’implementazione disomogenea di MiCA nell’UE può creare opportunità di arbitraggio regolatorio ma anche aumentare i costi di compliance per le imprese transfrontaliere.
  • Lo scandalo Zondacrypto evidenzia la necessità di strumenti di tutela più efficaci per gli utenti e di procedure di coordinamento internazionale in caso di fallimenti e frodi.


Author: Tony
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